Jonathan Franzen.
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Libert.
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Parte 5.
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Traduzione di: Silvia Pareschi.
Einaudi Editore.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Connie trov un lavoro tramite un'agenzia interinale mentre aspettavano che gli sporchi $850 000 trapelassero fino a loro. Joey passava giornate oziose guardando la tv, giocando ai videogiochi e cercando di impratichirsi nelle attivit domestiche, tipo programmare la cena e comprare gli ingredienti necessari, ma anche il pi semplice giretto al supermercato lo spossava. La depressione che da anni perseguitava le donne pi vicine a lui sembrava aver finalmente identificato la preda designata e affondato i denti nelle sue carni. L'unica cosa che sapeva per certo di dover fare, e cio dire ai suoi che aveva sposato Connie, non riusciva a farla. Quella necessit riempiva il piccolo appartamento come un camion Pladsky Ai 0, confinando Joey ai margini, lasciandogli poca aria per respirare. Era li quando Joey si svegliava ed era li quando andava a dormire. Non riusciva a immaginare di dare la notizia a sua madre, perch lei avrebbe inevitabilmente inteso il matrimonio come un colpo diretto nei suoi confronti. E probabilmente, in un certo senso, lo era. Ma Joey aveva altrettanta paura della conversazione con suo padre, della riapertura di quella ferita. E cos, ogni giorno, anche se il segreto lo soffocava, anche se continuava a immaginare Carol che spifferava la notizia a tutti i suoi ex vicini, uno dei quali lo avrebbe senz'altro riferito ai suoi genitori, Joey rimandava l'annuncio di un altro giorno. Il fatto che Connie non lo rimproverasse mai faceva ricadere il problema ancora di pi sulle sue spalle.
E poi una sera, alla Cnn, Joey vide la notizia di un'imboscata nei dintorni di Falluja, in cui alcuni camion americani si erano rotti e gli autisti a contratto erano stati massacrati dagli insorti. Anche se nel servizio della Cnn non compariva nessun Ai o, Joey venne colto da una tale ansia che dovette ubriacarsi per prendere sonno. Si svegli qualche ora dopo, madido di sudore e quasi del tutto sobrio, accanto a sua moglie che dormiva letteralmente come un beb - con quella sua dolce immobilit fiduciosa -, e cap che quella mattina avrebbe chiamato suo padre. Non aveva mai avuto tanta paura di qualcosa come di quella telefonata. Ma si rendeva conto che nessun altro poteva consigliargli cosa fare, se denunciare l'imbroglio e pagarne le conseguenze oppure tacere e tenersi i soldi, e che nessun altro poteva assolverlo. L'amore di Connie era troppo incondizionato, quello di sua madre troppo egocentrico, quello di jonathan troppo secondario. Era al padre severo e integerrimo che Joey doveva rendere conto. Lo aveva combattuto per tutta la vita, ed era arrivato il momento di ammettere che era stato sconfitto.

L'Orco di Washington
Il padre di Walter, Gene, era l'ultimo figlio di Einar Berglund, uno scontroso svedese immigrato all'inizio del ventesimo secolo. C'erano parecchie cose poco gradevoli nella Svezia rurale - il servizio militare obbligatorio, i pastori luterani che ficcavano il naso nella vita dei parrocchiani, una gerarchia sociale che impediva quasi del tutto la mobilit verso l'alto -, ma quello che aveva davvero spinto Einar ad andarsene in America, secondo la storia che Dorothy aveva raccontato a Walter, era stato un problema con la madre.
Einar era il maggiore di otto fratelli, ,il principino della fattoria dove viveva con la famiglia, nell'Osterland meridionale. Sua madre, che forse non era la prima donna scontenta di aver sposato un Berglund, aveva favorito il primogenito in modo sfacciato, vestendolo meglio dei fratelli, nutrendolo con la crema del latte degli altri, e risparmiandogli il lavoro nella fattoria per consentirgli di dedicarsi allo studio e alla cura di s. ("L'uomo pi vanitoso che abbia mai conosciuto", diceva Dorothy). Il sole materno splendette su Einar per vent'anni, ma poi, per errore, sua madre ebbe un figlio tardivo, un maschio, e se ne innamor come un tempo si era innamorata di Einar; e questo, Einar non glielo avrebbe mai perdonato. Non riuscendo ad accettare di non essere pi il figlio preferito, il giorno del suo ventiduesimo compleanno si imbarc per l'America. Una volta stabilitosi laggi, Einar non fece mai pi ritorno in Svezia, non rivide pi sua madre e dichiar con orgoglio di aver dimenticato ogni parola della lingua materna, mentre, alla minima provocazione, pronunciava lunghe invettive sul "paese pi stupido, compiaciuto e meschino del mondo". Divent parte del campione demo
grafico coinvolto nell'esperimento americano sull'autogoverno, un campione statisticamente inattendibile fin dall'inizio, perch la gente che lasciava l'affollato Vecchio Mondo per il nuovo continente non era quella con i geni della socievolezza: era quella che non andava d'accordo con il prossimo.
Da giovane, in Minnesota, Einar aveva lavorato prima come boscaiolo per abbattere le ultime foreste vergini, e poi come sterratore in una squadra di costruttori di strade, finch, non riuscendo a far soldi in nessuno dei due modi, era stato attratto dall'idea comunista secondo cui il suo lavoro veniva sfruttato dai capitalisti della costa orientale. Poi, un giorno, mentre ascoltava un agitatore comunista in Pioneer Square, ebbe un'intuizione, e cap che per farsi strada nel nuovo paese avrebbe dovuto sfruttare a sua volta il lavoro altrui. Con alcuni dei fratelli minori che lo avevano seguito in America, Einar si mise in affari come costruttore di strade. Per tenersi attivi durante i mesi di gelo, lui e i suoi fratelli fondarono anche una cittadina sulle rive dell'alto Mississippi e vi aprirono un emporio. All'epoca Einar doveva avere ancora idee radicali, perch concesse credito illimitato agli agricoltori comunisti, molti dei quali finlandesi, che tentavano di sbarcare il lunario sfuggendo alle grinfie dei capitalisti della costa orientale. Il negozio and ben presto in perdita, ed Einar stava per vendere la sua quota quando un suo ex amico, un uomo di nome Christiansen, apr un emporio rivale dall'altra parte della strada. Per puro dispetto (secondo Dorothy), Einar tenne aperto il negozio per altri cinque anni, nel pieno della Grande Depressione, accettando cambiali non riscuotibili da ogni agricoltore nel raggio di quindici chilometri dal paese, finch il povero Christiansen non fu costretto a dichiarare bancarotta. Allora Einar si trasfer a Bemidji, dove fece buoni affari con la costruzione di strade ma fin col vendere l'impresa per un prezzo disastrosamente basso a un collega untuoso che ostentava simpatie socialiste.
L'America, per Einar, era l'anti-Svezia, il paese della libert, il luogo dei grandi spazi aperti dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale. Niente, per, disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono

altrettanto speciali. Dopo aver ottenuto, grazie all'intelligenza innata e al duro lavoro, un certo grado di benessere e indipendenza, e aver deciso che ci non gli bastava, Einar divenne un paradigma di rabbia e insoddisfazione. Negli anni Cinquanta, dopo essersi ritirato dagli affari, cominci a spedire lettere natalizie ai parenti in cui deprecava la stupidit del governo americano, l'iniquit della sua politica economica e la vacuit della sua religione - tracciando, per esempio, in un biglietto natalizio particolarmente caustico, un ingegnoso parallelo fra la madonna nubile di Betlemme e la " puttana svedese" Ingrid Bergman, che aveva da poco dato alla luce una "bastarda" (Isabella Rossellini) celebrata dai media americani controllati dagli "interessi corporativi". Malgrado fosse lui stesso un imprenditore, Einar detestava le grandi imprese. Malgrado avesse costruito la propria carriera sugli appalti governativi, odiava anche il governo. E malgrado amasse la libert della strada, la strada lo rese infelice e folle. Acquistava berline americane dal motore ultrapotente, con le quali sfrecciava a centocinquanta-centosessanta all'ora sulle piatte autostrade del Minnesota, molte delle quali costruite da lui, e sorpassava rombando gli stupidi che gli intralciavano il cammino. Se di notte incrociava una macchina con gli abbaglianti accesi, reagiva accendendo a sua volta gli abbaglianti e lasciandoli accesi. Se qualche cretino osava tentare di superarlo su una strada a due corsie, prima accelerava a tavoletta per non lasciarlo passare e poi decelerava per impedirgli di rientrare nella corsia di marcia, provando un piacere particolare quando si rischiava la collisione con un camion in arrivo. Se un altro guidatore gli tagliava la strada o si rifiutava di dargli la precedenza, Einar inseguiva il colpevole e cercava di spingerlo fuori dalla carreggiata, in modo da poter saltare gi dall'auto e riempirlo di insulti. (La personalit incline al sogno di una libert senza limiti  anche propensa, nel caso in cui il sogno si infranga, alla misantropia e alla rabbia). Einar aveva settantotto anni quando una manovra di guida alquanto infelice lo costrinse a scegliere tra uno scontro frontale e un profondo fossato lungo la Route 2. Sua moglie, che gli sedeva al fianco e che, a differenza di Einar, indossava la cintura di sicurezza, resistette tre giorni all'ospedale di Grand Rapids
prima di morire per le ustioni. Secondo la polizia sarebbe potuta sopravvivere, se non avesse tentato di estrarre il cadavere del marito dalla Eldorado in fiamme. "L'ha trattata come un cane per tutta la vita, - avrebbe detto in seguito il padre di Walter, - e poi l'ha uccisa".
Dei quattro figli di Einar, Gene era quello senza ambizioni che non si sarebbe allontanato da casa, quello che voleva godersi la vita, quello con mille amici. Questo dipendeva in parte dal suo carattere, e in parte rappresentava un deliberato rimprovero al padre. Gene, che negli anni delle superiori a Bemidji era stato una stella dell'hockey, dopo Pearl Harbor fu uno tra i primi ad arruolarsi nell'esercito, con grande dispiacere del padre antimilitarista. Prest due turni di servizio nel Pacifico, uscendone intatto ma senza aver superato il grado di soldato di prima classe, e torn a Bemidji a divertirsi con gli amici- e a lavorare in un'autofficina, ignorando il severo ordine paterno di sfruttare le agevolazioni per gli ex combattenti. Forse non avrebbe sposato Dorothy se non l'avesse messa incinta, ma una volta che l'ebbe sposata cominci ad amarla con tutta la tenerezza che riteneva suo padre avesse negato a sua madre.
Il fatto che Dorothy sarebbe comunque finita a sgobbare come un mulo per lui, e che per questo suo figlio Walter avrebbe finito per odiarlo, era uno di quegli scherzi del destino che accadono nelle famiglie. Gene almeno non sosteneva, a differenza di suo padre, di essere superiore alla moglie. Al contrario, la schiavizz con la sua debolezza, e soprattutto con la sua propensione all'alcol. Gli altri modi in cui fin per somigliare a Einar avevano un'origine altrettanto indiretta. Gene era un populista combattivo, spavaldamente orgoglioso di non essere speciale, e proprio per questo era attratto dal lato oscuro della politica di destra. Era affettuoso e riconoscente con la moglie, noto fra gli amici e gli altri reduci per la sua generosit e la lealt, eppure, sempre pi spesso con il passare degli anni, era soggetto a infuocate esplosioni di risentimento berglundiano. Odiava i neri, gli indiani, la gente colta, quelli con la puzza sotto il naso, e soprattutto odiava il governo federale, e amava le proprie libert (di bere, di fumare, di rintanarsi con gli amici in un capanno per la pesca sul

ghiaccio) proprio perch erano cos modeste. Trattava male Dorothy solo quando lei gli consigliava, con timida sollecitudine - perch biasimava pi che altro Einar, e non Gene, per i difetti di Gene -, di bere meno.
La quota del patrimonio di Einar ereditata da Gene, bench assai ridotta dalle condizioni masochistiche a cui Einar aveva ceduto l'attivit, bast comunque a rendergli accessibile il piccolo motel lungo la strada che gli era sempre parso un "gran bel posto " da possedere e dirigere. I Pini Fruscianti, quando Gene lo acquist, aveva le tubazioni della fossa biologica malridotte e un grave problema di muffa, ed era gi troppo vicino a un'autostrada molto trafficata da mezzi pesanti che di l a poco sarebbe stata ulteriormente ampliata. Dietro l'edificio c'era una gola piena di spazzatura e di giovani betulle intraprendenti, una delle quali era cresciuta dentro un carrello della spesa distrutto che alla fine l'avrebbe soffocata. Gene avrebbe dovuto sapere che prima o poi, se solo avesse avuto un po' di pazienza, qualche motel pi allegro di quello sarebbe apparso sul mercato. Ma negli affari le cattive decisioni vengono prese di slancio. Per fare un investimento assennato ci sarebbe voluta una persona pi ambiziosa, ma dato che non era quel tipo di persona, Gene non vedeva l'ora di commettere il suo errore una volta per tutte, di dilapidare il gruzzolo e cominciare a dimenticarsi quanti soldi aveva speso, dimenticarsene letteralmente, per poi ricordare una somma pi simile a quella che aveva comunicato a Dorothy. Esiste una specie di felicit nell'infelicit, dopotutto, se si tratta dell'infelicit giusta. Gene non doveva pi temere una grossa delusione nel futuro, perch l'aveva gi ricevuta; aveva superato quell'ostacolo, aveva fatto di s un'eterna vittima del mondo. Accese un secondo, gravosissimo mutuo per pagare una nuova fossa biologica, e ogni successivo disastro, grande o piccolo - un pino che cadeva sfondando il tetto dell'ufficio, il cliente della camera z4 che se ne andava pagando in contanti dopo aver pulito il pesce sopra il copriletto, la scritta COMPLETO lasciata accesa al posto di LIBERO per quasi tutto un fine settimana del Quattro Luglio, finch Dorothy non se ne accorse e la spense -, serv a confermare la sua visione del mondo e del misero posto che lui vi occupava.
I primi tempi, durante l'estate> i fratelli pi benestanti di Gene venivano da altri stati per trascorrere un paio di settimane ai Pini Fruscianti con la famiglia, negoziando tariffe speciali che lasciavano tutti insoddisfatti. I cugini di Walter si appropriavano della piscina macchiata di tannino, mentre i suoi zii aiutavano Gene a chiudere le crepe nell'asfalto del parcheggio o a puntellare con traversine ferroviarie il pendio franoso sul retro della propriet. In fondo alla gola malarica, vicino ai resti del carrello schiantato, il sofisticato cugino Leif di Chicago raccontava storie istruttive e avvincenti sui sobborghi della grande citt; la pi memorabile e inquietante, per Walter, era stata quella di un ragazzo di terza media di Oak Park che era riuscito a spogliarsi nudo con una ragazza e poi, non sapendo bene cosa fare, le aveva pisciato sulle gambe. I cugini di citt erano molto pi simili a Walter di quanto non lo fossero i suoi fratelli, e cos quelle prime estati furono le pi felici della sua infanzia. Ogni giorno portava nuove avventure e incidenti; punture di calabroni, iniezioni antitetaniche, lanci di razzi falliti, terribili irritazioni da edera velenosa, annegamenti sfiorati di un soffio. La sera tardi, quando il traffico diminuiva, i pini vicino all'ufficio si mettevano davvero a frusciare.
Ben presto, tuttavia, i coniugi degli altri Berglund puntarono collettivamente i piedi e misero fine a quelle visite. Per Gene fu un'ulteriore prova del fatto che i suoi fratelli lo guardavano dall'alto in basso, si consideravano troppo raffinati per il suo motel, e in generale appartenevano a quella classe privilegiata di americani che lui insultava e ripudiava con crescente soddisfazione. Walter venne scelto come oggetto di scherno solo perch i suoi cugini di citt gli piacevano e gli mancavano. Nella speranza di renderlo meno simile a loro, Gene affidava al figlio studioso i lavori di manutenzione pi sporchi e avvilenti. Walter grattava la vernice, toglieva le macchie di sangue e sperma dalla moquette, e usava il fil di ferro degli attaccapanni per ripescare ammassi di viscidume e capelli in decomposizione dallo scarico delle vasche da bagno. Se un cliente aveva lasciato il water particolarmente schizzato di diarrea, e Dorothy non era nei paraggi per pulirlo in tempo, Gene portava tutti e tre i figli a vedere quel-

lo schifo, e poi, dopo aver suscitato la disgustata ilarit dei fratelli di Walter, lasciava Walter a pulire da solo. Diceva: "Gli fa bene". E i fratelli ripetevano: "S, gli fa bene! " E se Dorothy se ne accorgeva e lo rimproverava, Gene la guardava sorridendo e fumando con particolare piacere, assorbendo la sua rabbia senza ricambiarla: orgoglioso, come sempre, di non alzare la voce n le mani su di lei. "Aaaa, Dorothy, lascia perdere, - diceva. - Lavorare gli fa bene. Cos impara a non essere troppo pieno di s".
Era come se tutta l'ostilit che Gene avrebbe potuto rivolgere contro la moglie laureata, ma che reprimeva per paura di somigliare a Einar, avesse trovato un bersaglio pi accettabile nel figlio di mezzo, il quale, come Dorothy stessa capiva, era abbastanza forte da sopportarla. Dorothy era convinta che alla fine la giustizia avrebbe prevalso. Nell'immediato, forse non era giusto che Gene fosse cos duro con Walter, ma alla lunga suo figlio avrebbe avuto successo, mentre suo marito non avrebbe mai combinato granch. E Walter stesso, svolgendo senza un lamento i compiti ingrati che suo padre gli affidava, rifiutandosi di andare a frignare da Dorothy, gli dimostr che poteva batterlo perfino al suo stesso gioco. L'incespicare notturno di Gene nei mobili di casa, il suo panico infantile quando finiva le sigarette, il suo istintivo disprezzo della gente di successo: se Walter non fosse stato costantemente impegnato a odiarlo, lo avrebbe compatito. Ed essere compatito era una delle cose che Gene temeva di pi.
Quando aveva nove o dieci anni, Walter attacc un cartello con la scritta fatta a mano Vietato Fumare sulla porta della stanza che condivideva con il fratello minore, Brent, che soffriva per il fumo delle sigarette di Gene. Walter non lo avrebbe fatto per se stesso: avrebbe preferito che Gene gli soffiasse il fumo negli occhi, piuttosto che dargli la soddisfazione di lamentarsi. E Gene, dal canto suo, non si sentiva abbastanza a suo agio con Walter per tirare gi quel cartello. Cos si accontent di prenderlo in giro. - E se al tuo fratellino viene voglia di una sigaretta nel cuore della notte? Lo costringi a uscire al freddo?
- Di notte respira gi male per colpa del fumo, - disse Walter.
- Questa mi giunge nuova.
- Io sono l, lo sento.
- Sto solo dicendo che quel cartello lo hai messo per tutti e due, giusto? E Brent cosa ne pensa? Dorme in camera con te, no?
- Ha sei anni, - disse Walter.
- Gene, credo che Brent sia allergico al fumo, - disse Dorothy.
- Io credo che Walter sia allergico a me.
- Non vogliamo che si fumi nella nostra stanza, tutto qui, - disse Walter. - Puoi fumare fuori dalla porta, ma non dentro la stanza.
- Non vedo che differenza fa se la sigaretta si trova al di qua o al di l della porta.
- E la nuova regola per la nostra stanza.
- E cos adesso le regole le fai tu, qui dentro?
- Nella nostra stanza s, le faccio io, - rispose Walter.
Gene stava per sbottare di rabbia, quando la sua faccia prese un'espressione stanca. Scosse la testa ed esib il ghigno storto e caparbio con cui aveva sempre reagito alle affermazioni di autorit. Forse aveva gi intravisto, nell'allergia di Brent, la scusa che stava cercando per annettere all'ufficio del motel una "saletta bar" dove fumare in pace, e dove gli amici potessero radunarsi e pagare qualcosina per bere insieme a lui. Dorothy aveva giustamente intuito che quella saletta sarebbe stata la sua fine.
Il grande sollievo dell'infanzia di Walter, a parte la scuola, era la famiglia di sua madre. Il padre era un medico di paese, e tra i fratelli, le zie e gli zii c'erano professori universitari, una coppia sposata di ex attori di variet, un pittore dilettante, due bibliotecarie e alcuni scapoli probabilmente gay. I parenti di Dorothy che abitavano nelle Citt Gemelle lo invitavano a trascorrere scintillanti fine settimana di musei, musica e teatro; quelli che vivevano ancora nell'Iron Range organizzavano enormi picnic estivi e feste nelle loro case di vacanza. Si divertivano con le gare di mimi e con giochi di carte antiquati come la canasta; avevano il pianoforte e amavano cantare in coro. Erano cos palesemente innocui che perfino Gene si rilassava in loro presenza, deridendone

gusti e orientamenti politici come roba da eccentrici, compatendoli affettuosamente perch incapaci di dedicarsi a passatempi da uomini. Tiravano fuori un suo lato casalingo che Walter amava ma che vedeva molto di rado, tranne a Natale, quando si preparavano i dolci.
La preparazione dei dolci era una faccenda troppo grande e importante per lasciarla solo a Dorothy e Walter. La produzione cominciava la prima domenica di Avvento e continuava per quasi tutto dicembre. Un armamentario da negromante - calderoni e rastrelliere di ferro, pesanti attrezzi di alluminio per la lavorazione delle noci - emergeva dal fondo degli armadi. Ogni anno, puntualmente, comparivano le grandi dune di zucchero e le torri di barattoli stagionali. Svariati metri cubi di burro venivano sciolti con latte e zucchero (per i fudge senza cioccolato) o solo con zucchero (per i famosi toffee natalizi di Dorothy), oppure spalmati da Walter sullo squadrone di riserva di padelle e casseruole basse, comprato da sua madre ai mercatini dell'usato nel corso degli anni. Si faceva un gran parlare di "palle dure", "palle soffici" e "crepe di superficie". Gene, con indosso il grembiule, rimestava nei calderoni come un rematore vichingo, sforzandosi di non far cadere la cenere delle sigarette nell'impasto. Possedeva tre vetusti termometri per dolci, di quelli con l'involucro di metallo a forma di paletta, che avevano la particolarit di non mostrare alcun aumento di temperatura per alcune ore e poi, d'un tratto e tutti insieme, segnare temperature alle quali i fudge bruciavano e i toffee diventavano duri come resina epossidica. Lui e Dorothy non erano mai tanto in sintonia come quando lottavano contro il tempo per aggiungere le noci e versare lo sciroppo. E poi il lavoro brutale di tagliare i toffee troppo duri: la lama del coltello che si curvava sotto la tremenda pressione esercitata da Gene, il suono sgradevole (non tanto udito quanto percepito nel midollo spinale, nei nervi dei denti) di un arnese affilato che si smussava sul fondo di una padella di metallo, le esplosioni di ambra marrone appiccicosa, le urla paterne di "Porca puttana vacca" e le querule suppliche materne di non imprecare a quel modo.
L'ultimo fine settimana di Avvento, dopo che ottanta o
cento barattoli erano stati rivestiti di carta oleata, riempiti di fudge e toffee e guarniti con mandorle di Giordania, Gene, Dorothy e Walter cominciavano la distribuzione. Impiegavano l'intero fine settimana, a volte di pi. Il fratello maggiore di Walter, Mitch, restava al motel con Brent, il quale, anche se in seguito sarebbe diventato un pilota militare, da bambino soffriva il mal d'auto. I dolci venivano consegnati dapprima ai numerosi amici di Gene a Hibbing, e poi, fra mille giri avanti e indietro, ad amici e parenti sparsi per tutta l'Iron Range, fino a Grand Rapids e oltre. Era impensabile non accettare un caff o un biscotto in ogni casa. Fra una tappa e l'altra, Walter se ne stava sul sedile posteriore con un libro in mano, guardando una pallida chiazza di sole a forma di finestrino rimanere fissa sul sedile, per poi, alla successiva curva ad angolo retto; scivolare lungo il canyon del pavimento e riapparire deformata sul retro del sedile anteriore. Fuori c'erano gli eterni, miseri depositi di legname, l'eterna palude coperta di neve, i cartelli di latta circolari con la pubblicit del fertilizzante attaccati ai pali del telefono, i falchi rannicchiati e i corvi baldanzosi. Sul sedile accanto a lui c'era il mucchio crescente di pacchetti raccolti nelle case gi visitate - prodotti da forno scandinavi, manicaretti finlandesi e croati, bottiglie di "conforto" regalate dagli amici scapoli di Gene -, e quello lentamente decrescente dei barattoli dei Berglund. Il principale merito di quei barattoli era che contenevano gli stessi dolci che Gene e Dorothy distribuivano da quando si erano sposati. Con il passare degli anni si erano pian piano trasformati da dono gioioso a ricordo di doni passati. Era il regalo annuale di cui i poveri Berglund potevano ancora vantare abbondanza.
Quando Walter stava terminando il terzo anno delle superiori, il padre di Dorothy mor, lasciandole la casetta sul lago in cui aveva trascorso tutte le estati della sua infanzia. Nella mente di Walter la casa era associata all'invalidit materna, perch era l che la piccola Dorothy aveva passato lunghi mesi a lottare contro l'artrite che le aveva raggrinzito la mano destra e deformato l'area pelvica. Sopra una bassa mensola accanto al camino c'erano i vecchi e tristi "giocattoli" con i quali un tempo "si divertiva " per ore - un aggeggio simile a

uno schiaccianoci con molle d'acciaio, una tromba di legno a cinque valvole - nel tentativo di conservare e aumentare la mobilit delle dita dalle articolazioni devastate. I Berglund erano sempre stati troppo impegnati con il motel per trascorrere molto tempo nella casetta, ma Dorothy ci era affezionata, sognava di ritirarsi laggi con Gene se mai fossero riusciti a liberarsi del motel, e cos non acconsent subito quando Gene propose di venderla. Gene era in cattiva salute, il motel era ipotecato fino alle fondamenta, e il fascino gi scarso del suo aspetto esteriore era stato completamente corroso dai rigidi inverni di Hibbing. Mitch, malgrado avesse terminato la scuola, lavorasse come carrozziere e abitasse ancora con i genitori, scialacquava lo stipendio in ragazze, alcol, armi, attrezzature da pesca, e nella sua Thunderbird con il motore truccato. Forse Gene avrebbe avuto un'opinione diversa sulla casa se in quel laghetto anonimo ci fossero stati pesci migliori di persici e carpe, ma visto che cos non era, non vedeva perch tenere una casa di villeggiatura che non avrebbero comunque avuto il tempo di usare. Dorothy, di solito un modello di pragmatismo rassegnato, divenne cos triste che si mise a letto per alcuni giorni con la scusa del mal di testa. E Walter, che era disposto a soffrire in prima persona ma non sopportava di veder soffrire la madre, intervenne.
- Quest'estate potrei trasferirmi nella casetta e sistemarla, cos magari potremo cominciare ad affittarla, - disse ai genitori.
- Ci serve il tuo aiuto qui, - disse Dorothy.
- Fra un anno me ne andr comunque. Cosa farete senza di me?	.
- Ci penseremo quando sar il momento, - disse Gene. - Prima o poi dovrete assumere qualcuno.
- Ecco perch dobbiamo vendere la casa, - disse Gene. - Ha ragione lui, Walter, - disse Dorothy. - Mi dispiace
dover rinunciare alla casa, per ha ragione lui.
- Be', ma non avete pensato a Mitch ? Se almeno vi pagas
se un po' di affitto, voi potreste assumere qualcuno.
- Mitch si mantiene da solo, adesso, - replic Gene.
- La mamma gli f a ancora da mangiare e gli lava la bian
cheria! Perch almeno non paga l'affitto?
- Non sono affari tuoi.
- Sono affari della mamma! Preferisci vendere la casa della mamma piuttosto che dire a Mitch che deve crescere!
- Quella  la sua stanza, e io non intendo buttarlo fuori.
- Pensi davvero che potremmo affittare la casa? - disse speranzosa Dorothy.
- Ci toccherebbe pulirla tutte le settimane e lavare la biancheria, - disse Gene. - Non ce la caveremmo pi.
- Potrei andarci una volta alla settimana, - disse Dorothy. - Non sarebbe cos tremendo.
- I soldi ci servono adesso, - replic Gene.
- E se mi comportassi anch'io come Mitch? - disse Walter. - Se dicessi di no? Se quest'estate andassi a sistemare la casa e basta?
- Non sei Ges Cristo, - disse Gene. - Possiamo benissimo fare a meno di te.
- Gene, potremmo almeno provare ad affittarla l'estate prossima. Se non funziona, possiamo sempre venderla.
- Ci andr nei fine settimana, - disse Walter. - Cosa ne dite? Mitch pu sostituirmi nei fine settimana, no?
- Se vuoi provare a convincere Mitch, fa' pure, - disse Gene.
- Non sono suo padre!
- Ne ho abbastanza, - disse Gene, e si ritir nella saletta.
Era chiaro perch Gene desse carta bianca a Mitch: vedeva nel figlio maggiore una replica quasi perfetta di se stesso, e non voleva opprimerlo come Einar aveva oppresso lui. Ma la timidezza di Dorothy nei confronti di Mitch appariva pi incomprensibile agli occhi di Walter. Forse era gi talinente esaurita dal marito che non aveva la forza o il coraggio, di combattere anche con il figlio, o forse scorgeva gi il futuro fallimentare di Mitch e voleva che si godesse ancora qualche anno di benevolenza a casa, prima che il mondo cominciasse a bastonarlo. In ogni caso tocc a Walter bussare alla porta di Mitch, tappezzata di adesivi di STP e Pennzoil, e tentare di comportarsi da padre con il fratello maggiore.
Mitch era sdraiato sul letto, con la sigaretta in bocca, ad ascoltare i Bachman-Turner Overdrive sullo stereo acquistato con lo stipendio da carrozziere. Il sorriso caparbio che

rivolse a Walter era simile a quello del padre, ma pi beffardo. - E tu cosa vuoi?
- Voglio che cominci a pagare l'affitto, o che ti dia un po' da fare, oppure che te ne vada di qui.
- Da quando sei tu il capo?
- Pap mi ha detto di parlarti.
- Digli che ci venga lui, a parlarmi.
- La mamma non vuole vendere la casa sul lago, perci qualcosa deve cambiare.
- E un problema suo.
- Ges, Mitch. Sei la persona pi egoista che abbia mai conosciuto.
- Certo, come no. Tu andrai a Harvard o chiss dove, e io finir a occuparmi di questo posto. Per l'egoista sono io. - Sii
- Sto cercando di mettere da parte un po' di soldi casomai io e Brenda ne abbiamo bisogno, per l'egoista sono io.
Brenda era la ragazza molto carina che era stata praticamente ripudiata dai genitori perch usciva con Mitch. - E quale sarebbe il tuo fantastico programma di risparmio? = disse Walter. - Comprare adesso un sacco di roba che potrai impegnare in seguito?
- Lavoro sodo. Cosa dovrei fare, non comprare mai niente? - Lavoro sodo anch'io, eppure non possiedo niente, perch non vengo pagato.
- E la cinepresa?
- Me l'ha prestata la scuola, idiota. Non  mia.
- Be', a me non presta niente nessuno, perch non sono una checca leccaculo.
- Questo comunque non vuol dire che tu non debba pagare l'affitto, o almeno dare una mano nel fine settimana.
Mitch abbass lo sguardo sul portacenere come se fosse-il cortile di un carcere pieno di detenuti impolverati, valutando come ficcarcene dentro un altro. - Chi ti ha nominato Ges Cristo, da queste parti? - disse, senza originalit. - Non sono obbligato a discutere con te.
Ma Dorothy si rifiut di parlare con Mitch ("Preferisco vendere la casa", disse), e Walter, alla fine dell'anno scolastico, che per il motel era anche l'inizio dell'alta stagione, se cos
si poteva chiamare, decise di forzare la situazione entrando in sciopero. Finch rimaneva al motel non poteva rifiutarsi di svolgere le varie incombenze. L'unico modo per obbligare Mitch a prendersi le sue responsabilit era andarsene, e cos annunci che avrebbe trascorso l'estate a sistemare la casa sul lago e a girare un film sperimentale sulla natura. Suo padre disse che se voleva mettere a posto la casa per venderla, per lui andava bene, ma che l'avrebbe venduta in ogni caso. Sua madre lo implor di lasciar perdere la casa. Disse che era stata un'egoista a insistere tanto, non le importava niente della casa, voleva solo che tutti andassero d'accordo, e quando Walter le rispose che sarebbe partito comunque, gli grid che se davvero aveva a cuore i suoi sentimenti doveva rimanere. Ma Walter, per la prima volta, era realmente arrabbiato con lei. Non aveva importanza quanto lei lo amava o quanto lui la capiva: la odiava per la sua mite sottomissione a suo padre e a suo fratello. Era stufo marcio. Chiese alla sua migliore amica, Mary Siltala, di accompagnarlo alla casa sul lago con una sacca di vestiti, quaranta litri di vernice, la sua vecchia bici senza cambio, una copia di seconda mano di Walden in edizione tascabile, la cinepresa Super 8 presa in prestito dal dipartimento Audiovisivi della scuola, e otto cartucce gialle di pellicola Super 8. Era di gran lunga il gesto pi ribelle che avesse mai compiuto.
La casa era piena di escrementi di topo e onischi morti, e aveva bisogno, oltre che di un'imbiancatura, di un nuovo tetto e di nuove zanzariere. Il primo giorno Walter pass dieci ore a fare le pulizie e tagliare le erbacce, poi and a camminare nel bosco, nella luce immota del tardo pomeriggio, a cercare la bellezza nella natura. Aveva con s solo ventiquattro minuti di pellicola, e dopo averne sprecati tre a riprendere le tamie, decise che gli serviva un soggetto meno scontato. Il lago era troppo piccolo per le strolaghe, ma quando usc con la canoa di tela del nonno e raggiunse i recessi pi tranquilli, vide alzarsi in volo un uccello simile a un airone, un tarabuso che stava nidificando tra le canne. I tarabusi erano perfetti: cos schivi che avrebbe potuto seguirli per l'intera estate senza consumare tutti i ventuno minuti di pellicola che gli restavano. Immagin di girare un corto sperimentale dal titolo L'intruso del tarabuso.
Si alzava tutte le mattine alle cinque, si spruzzava il Deet e pagaiava lento e silenzioso verso il canneto, con la cinepresa in grembo. I tarabusi erano soliti appostarsi fra le canne, mimetizzati dal piumaggio a sottili strisce verticali in due tonalit di marrone, e infilzare piccoli animali con il becco. Quando sentivano il pericolo si immobilizzavano, il collo teso e il becco rivolto al cielo, confondendosi tra le canne secche. Quando Walter si accostava, nella speranza di inquadrare meno vuoto e pi tarabusi, quelli di solito scivolavano via inosservati; a volte invece si alzavano in volo, e allora lui si inarcava tutto all'indietro per seguirli con la cinepresa. Malgrado fossero delle vere e proprie macchine per uccidere, Walter li trovava molto simpatici, soprattutto per il contrasto fra lo scialbo piumaggio mimetico e la vivida colorazione delle ali distese in volo, con le loro sfumature grigio intenso e nero ardesia. Erano umili e furtivi al suolo, nei dintorni del loro nido palustre, ma in cielo assumevano un'aria regale.
Dopo diciassette anni vissuti a stretto contatto con i suoi famigliari, Walter scopriva solo ora quanto fosse insaziabile la sua sete di solitudine. Non sentire altro che il vento, il canto degli uccelli, gli insetti, il guizzo dei pesci, lo scricchiolio dei rami, il fruscio delle foglie di betulla che rotolavano una sull'altra: mentre scrostava la vernice dai muri esterni della casa, Walter si fermava di continuo ad assaporare quel silenzio rumoroso. Per andare e tornare dalla cooperativa di alimentari di Fen City impiegava novanta minuti di bicicletta. Preparava pentoloni di lenticchie stufate e zuppa di fagioli, seguendo le ricette di sua madre, e la sera giocava con il flipper a molla antiquato ma ancora funzionante che si trovava li da sempre. Leggeva a letto fino a mezzanotte, e poi, anzich addormentarsi subito, rimaneva sdraiato ad assorbire il silenzio.
Un venerd, la sera del suo decimo giorno al lago, tornando in canoa con qualche nuova e insoddisfacente inquadratura di tarabusi, senti un rumore di motori, musica a tutto volume, e poi motociclette che percorrevano il lungo viale d'accesso. Mentre tirava fuori la canoa dall'acqua, Walter vide Mitch e la provocante Brenda con altre tre coppie - tre amici babbei di Mitch e tre ragazze in top e pantaloni a zam
pa cos aderenti che sembravano dipinti addosso - intenti a scaricare birra, attrezzatura da campeggio e borse termiche sul prato dietro casa. Il motore diesel di un pick-up girava al minimo, con una tosse da fumatore, per alimentare un impianto stereo caricato ad Aerosmith. Uno degli amici babbei aveva un rottweiler con il collare borchiato e una catena da rimorchio per guinzaglio.
- Ehi, amico della natura, - disse Mitch. - Spero che non ti dispiaccia un po' di compagnia.
- Si, mi dispiace, - disse Walter, arrossendo suo malgrado al pensiero di quanto dovesse apparire sfigato a quella gente. - Mi dispiace eccome. Sono qui da solo. Non puoi restare.
- Certo che posso, - disse Mitch. - In realt sei tu che te ne devi andare. Puoi restare stanotte, se vuoi, ma adesso qui ci sto io. Sei nella mia propriet. -
- Questa non  la tua propriet.
- L'ho presa in affitto. Volevi che pagassi l'affitto, e io ho preso in affitto questo posto.
- E il tuo lavoro?
- Non ce l'ho pi. Mi sono licenziato.
Walter, sull'orlo delle lacrime, entr in casa e nascose la cinepresa dentro la cesta della biancheria sporca. Poi parti in bicicletta in un crepuscolo improvvisamente privo di fascino e pieno di zanzare e ostilit, e chiam i genitori dal telefono pubblico davanti alla cooperativa di Fen City. Si, conferm sua madre, lei, Mitch e suo padre; dopo una pesante discussione, avevano deciso che la soluzione migliore fosse tenere la casa, cos Mitch poteva sistemarla ,e imparare a prendersi le sue responsabilit.
- Mamma, far un festino dopo l'altro. Mander tutto a fuoco.	. ..
- Be', mi sento pi tranquilla ad avere te qui e Mitch laggi per ,conto suo, - disse sua madre. - Avevi ragione tu; tesoro. E ora puoi tornare a casa. Ci manchi, e poi non sei grande
abbastanza per stare da solo tutta l'estate. - Ma io qui sto benissimo. E sto facendo un sacco di cose.
- Mi dispiace, Walter. Ma abbiamo deciso cos.
Mentre pedalava verso casa nella semioscurit, Walter senti il rumore a un chilometro di distanza. Assoli di chitarra

hard rock, brusche grida di ubriachi, latrati, petardi, il motore di una motocicletta che urlava e scoppiettava. Mitch e i suoi amici avevano montato le tende e acceso un gran fuoco, e stavano cercando di arrostire degli hamburger in una nube di fumo di marijuana. Non degnarono di uno sguardo Walter che entrava in casa. Si chiuse in camera e si sdrai sul letto, lasciandosi torturare dal frastuono. Perch non potevano stare zitti? Perch quella necessit di aggredire acusticamente un mondo in cui alcuni apprezzavano il silenzio? Lo strepito continu per molto, molto tempo. Gli suscit una febbre alla quale tutti gli altri sembravano immuni. Una febbre di alienante autocommiserazione. La quale, dopo aver infierito su di lui quella notte, lo segn in permanenza con l'odio per la vox populi urlante e anche, curiosamente, con l'avversione per la vita all'aria aperta. Si era avvicinato alla natura senza riserve, e la natura, nella sua debolezza cos simile a quella di sua madre, lo aveva tradito. Si era lasciata invadere da quegli idioti rumorosi senza opporre resistenza. Walter amava la natura, ma solo in astratto, e non pi di quanto amasse i buoni romanzi e i film stranieri, e meno di quanto avrebbe amato Patty e i suoi figli, e cos, per i vent'anni successivi, divent una persona di citt. Anche quando lasci la 3M per lavorare nel campo della tutela ambientale, il suo obiettivo principale con la Conservancy, e poi con la Fondazione, rimase la salvaguardia di oasi naturali dall'assalto di campagnoli rozzi come suo fratello. Il suo amore per le creature di cui cercava di proteggere l'habitat era basato su una proiezione: sull'identificazione con il loro desiderio di non venire disturbate da chiassosi esseri umani.
A parte alcuni mesi di galera, durante i quali Brenda rimase sola con le bambine, Mitch visse ininterrottamente nella casa al lago fino alla morte di Gene, sei anni dopo. Rifece il tetto e arrest il deterioramento generale dell'edificio, ma abbatt anche alcuni degli alberi pi grandi e belli della propriet, spogli il pendio in riva al lago per farci giocare i cani, e apr un sentiero per la motoslitta che si spingeva fino alla riva opposta, dove un tempo nidificavano i tarabusi. A Walter non risultava che avesse mai pagato un centesimo di affitto a Gene e Dorothy.
Il fondatore dei Traumatics aveva mai conosciuto un vero trauma? Ecco cos'era un trauma: scendere nel tuo ufficio la domenica mattina presto pensando con gioia ai tuoi figli, che negli ultimi due giorni ti avevano dato grosse soddisfazioni, e trovare sulla scrivania un lungo manoscritto, redatto da tua moglie, che confermava le tue peggiori paure su di lei, su di te e sul tuo migliore amico. L'unica esperienza vagamente paragonabile nella vita di Walter era stata la prima volta che si era masturbato, nella stanza numero 6 dei Pini Fruscianti, seguendo le amichevoli istruzioni ("Usa la vaselina") del cugino Leif. All'epoca aveva quattordici anni, e il piacere aveva talmente superato ogni altro piacere conosciuto, e il risultato era stato cos straordinario e sconvolgente, che si era sentito un eroe fantascientifico scaraventato in quattro dimensioni da un pianeta vecchio a uno nuovo. E il manoscritto di Patty ebbe un effetto altrettanto irresistibile e trasformativo. La lettura di quelle pagine, cos come la sua prima masturbazione, gli parve durare un solo istante. Si alz un'unica volta, all'inizio, per chiudere la porta a chiave, e poi si accorse che stava leggendo l'ultima pagina, ed erano le dieci e dodici minuti, e il sole che batteva sulle finestre dell'ufficio era un sole diverso da quello che conosceva. Era una stella giallastra e cattiva in un qualche angolo ignoto e abbandonato della galassia, e anche la sua testa era profondamente alterata dalla distanza interstellare che aveva percorso. Usc dall'ufficio con il manoscritto in mano e pass davanti alla scrivania di Lalitha, che stava scrivendo al computer.
- Buongiorno, Walter.
- Buongiorno, - le rispose, annusando con un brivido il suo buon odore mattutino. Prosegu attraverso la cucina e sal le scale, fino alla stanzetta dove l'amore della sua vita, ancora in pigiama di flanella, sprofondata sul divano in mezzo a un nido di coperte con una tazza di caffelatte tra le mani, stava guardando il riepilogo del torneo di pallacanestro della Ncaa su un canale sportivo. Il sorriso che lei gli rivolse - un sorriso che gli sembr l'ultimo raggio di quel sole familiare ormai perduto - si trasform in un'espressione di orrore quando vide cosa aveva in mano.

- Oh, merda, - disse, spegnendo il televisore. - Oh, merda, Walter. Oh, oh, oh -. Scosse la testa con veemenza. - No, - disse. - No, no, no.
Walter si chiuse la porta alle spalle e vi scivol contro fino a sedersi per terra. Patty tir un profondo respiro, e poi un altro, e un altro, e non disse niente. Dalle finestre entrava una luce spettrale. Walter rabbrivid ancora, battendo i molari mentre cercava di controllarsi.
- Non so dove lo hai preso, - disse Patty. - Ma non era per te. L'ho dato a Richard ieri sera per mandarlo via. Volevo che uscisse dalla nostra vita! Stavo cercando di liberarmi di lui, Walter. Non so perch lo ha fatto! E una cosa orribile!
Da una distanza di molti parsec, Walter la senti piangere.
- Non ho mai voluto che lo leggessi, - gemette Patty ad alta voce. - Lo giuro su Dio, Walter. Lo giuro su Dio. Ho passato tutta la vita a cercare di non farti del male. Sei cos buono con me, non te lo meriti.
Continu a piangere a lungo, per dieci o cento minuti. Tutti i soliti programmi della domenica mattina erano sospesi per l'emergenza, il normale corso della giornata cos completamente annientato che Walter non riusc nemmeno a pensarci con nostalgia. Il caso volle che il punto sul pavimento proprio di fronte a lui fosse stato, appena tre notti prima, la scena di un altro tipo di emergenza, un'emergenza benigna, un accoppiamento piacevolmente traumatico che, col senno di poi, sembrava il precursore dell'attuale emergenza maligna. Walter era salito di sopra, gioved sera tardi, ed era saltato addosso a Patty. Aveva compiuto, con il suo consenso sorpreso, quegli atti violenti che, senza consenso, lo avrebbero reso uno stupratore: le aveva strappato di dosso i pantaloni neri della-palestra, l'aveva spinta a terra ed era entrato con forza dentro di lei. Se mai gli fosse venuto in mente di comportarsi cos in passato, Walter si sarebbe trattenuto, perch non poteva dimenticare che Patty da ragazza aveva subto violenza. Ma la giornata era stata cos lunga e sconvolgente - la sua infedelt sfiorata con Lalitha cos eccitante, il blocco stradale nella contea di Wyoming cos esasperante, il tono umile di Joey al telefono cos inaudito e gratificante - che, quando era entrato
in quella stanza, Patty gli era d'un tratto apparsa come un oggetto. L'oggetto ostinato, la moglie frustrante. E lui era stanco, stanco di ragionare e comprendere, e cos l'aveva buttata a terra e l'aveva scopata come un bruto. L'espressione meravigliata sul viso di Patty, che doveva senz'altro rispecchiare la sua, lo aveva spinto a fermarsi quasi subito. Si era fermato, tirandosi indietro e mettendosi a cavalcioni sul petto di lei, e le aveva sbattuto in faccia un'erezione che sembrava il doppio del solito. Per farle vedere cosa stava diventando. Entrambi sorridevano come pazzi. E poi l'aveva penetrata di nuovo, e Patty aveva lanciato urla selvagge al posto dei soliti pudichi sospiri di incoraggiamento, e questo lo aveva eccitato ancora di pi; e il mattino dopo, quando era sceso in ufficio, aveva indovinato dal silenzio gelido di Lalitha che le urla avevano riempito tutta quanta la casa. Gioved sera era stato l'inizio di qualcosa, ma Walter non sapeva bene di cosa. Adesso, per, il manoscritto glielo aveva mostrato. Della fine, ecco di cosa. Patty non lo aveva mai amato davvero. Aveva sempre voluto ci che solo il suo amico cattivo possedeva. Walter si rallegr di non aver rotto la promessa fatta a Joey la sera seguente, mentre cenavano insieme ad Alexandria: la promessa di non dire a nessuno, e soprattutto a Patty, che aveva sposato Connie Monaghan. Quel segreto, insieme ad altri pi allarmanti che Joey gli aveva confidato, lo aveva oppresso per tutto il fine settimana, durante la lunga riunione e il concerto del giorno prima. Tenere Patty all'oscuro del matrimonio di Joey l'aveva fatto sentire in colpa, gli era sembrato di tradirla. Ma ora si rendeva conto che quello, come tradimento, era cos piccolo che faceva ridere. Cos piccolo che faceva piangere.
- Richard  ancora in casa? - disse infine Patty, asciugandosi la faccia con il lenzuolo.
- No. L'ho sentito uscire prima di alzarmi. Non credo che sia tornato.
- Be', grazie al cielo. Almeno questo.
Quanto amava la voce di Patty! Sentirla adesso lo uccideva.
- Voi due avete scopato, stanotte? - le disse. - Vi ho sentiti parlare in cucina.
La sua, di voce, era stridula come quella di una cornacchia,
i

e Patty respir a fondo, come per prepararsi a una sequela di insulti. - No, - rispose. - Abbiamo parlato e poi sono andata a dormire. Te l'ho detto,  finita. C' stato un piccolo problema anni fa, ma  finita.
- Sono stati commessi degli errori.
- Devi credermi, Walter. E proprio finita, sul serio.
- Solo che io fisicamente ti attiro molto meno del mio
migliore amico. E sempre stato cos, a quanto pare. E sem
pre lo sar.
- Ohhh, - fece Patty, chiudendo gli occhi con aria supplice, - per favore non citare le mie parole. Chiamami puttana, chiamami l'incubo della tua vita, ma per favore non citare le mie parole. Abbi un po' di piet, se puoi.
- Certo, a scacchi fa pena, ma a quell'altro gioco vince a mani basse.
- Okay, - disse Patty, strizzando ancora di pi gli occhi. - Hai intenzione di citarmi. Okay. Citami pure. Fai quello che devi. So di non meritare piet. Sappi solo che  la cosa peggiore che puoi fare.
- Scusa. Credevo ti piacesse parlare di lui. Anzi, credevo che fosse il motivo principale per cui parlavi con me.
- Hai ragione. Lo  stato. Non voglio mentirti. Lo  stato, per circa tre mesi. Ma  successo venticinque anni fa, prima che mi innamorassi di te e costruissi una vita con te.
- E certo  stata una vita piena di soddisfazioni. "Non era poi cos male", se ricordo bene la tua espressione. Anche se i fatti sembrano dimostrare il contrario.
Patty fece una smorfia, sempre con gli occhi chiusi. - Forse adesso vorrai rileggerlo da capo e scegliere tutte le frasi peggiori. Vuoi farlo, cos ti togli il pensiero?
- A dire la verit voglio ficcartelo in gola. Voglio soffocarti con quel cazzo di manoscritto.
- Okay. Fai pure. Sarebbe un sollievo, per come mi sento ora.
Walter stringeva il manoscritto con tanta forza che gli era venuto un crampo alla mano. Moll la presa e se lo lasci scivolare tra le gambe. - Non ho pi niente da dire, - dichiar. - Mi sembra che abbiamo trattato i punti principali.
Patty annu. - Bene.
- Salvo che non voglio vederti mai pi. Non voglio pi trovarmi nella stessa stanza con te. Non voglio pi sentir nominare quella persona. Non voglio avere pi niente a che f are con voi due. Mai pi. Voglio rimanere solo a riflettere su come ho sprecato la mia vita ad amarti.
- S, okay, - disse Patty, annuendo di nuovo. - Ma anche no? No, non sono d'accordo.
- Non mi interessa se non sei d'accordo.
- Lo so. Per ascoltami -. Tir su forte col naso, ricomponendosi, e pos a terra la tazza. Le lacrime le avevano addolcito gli occhi e arrossato le labbra, rendendola molto carina, ma questo a Walter non interessava pi. - Non avrei mai voluto che lo leggessi, - disse.
- E allora cosa cazzo ci fa in casa mia, se non volevi che lo leggessi?	-
- Puoi credermi o no, ma  la verit. Era solo una cosa che dovevo scrivere per me stessa, per cercare di star meglio. Era un progetto terapeutico, Walter. L'ho dato a Richard ieri sera per cercare di spiegargli perch sono rimasta con te. Sempre rimasta con te. Perch voglio ancora rimanere con te. L dentro c' della roba che dev'essere stata orribile da leggere, non riesco neanche a immaginare quanto, ma non c' solo quello. L'ho scritto quando ero depressa, ed  pieno di tutto il male che sentivo. Ma finalmente ho cominciato a star meglio. Soprattutto dopo quello che  successo l'altra sera: stavo meglio! Come se finalmente avessimo fatto un passo avanti! Non ti sei sentito cos anche tu?
- Non so come mi sono sentito.
- Ho scritto anche delle cose belle su di te, non  vero? Molte, molte pi cose belle che non belle? Se le guardi in modo oggettivo? Lo so che non ci riesci, eppure chiunque tranne te vedrebbe le cose belle. Il fatto che sei stato pi buono con me di quanto abbia mai pensato di meritarmi. Che sei la persona pi meravigliosa che abbia mai conosciuto. Che tu, Joey e Jessie siete tutta la mia vita. Che  stata solo una parte piccola e cattiva di me a guardare altrove, per poco, in un momento molto brutto della mia vita.
- Hai ragione, - gracchi Walter. - Quella parte mi  sfuggita, chiss come mai.

- E invece c', Walter! Forse tra un po', ripensandoci, ti ricorderai che c'.
- Non ho intenzione di mettermi a ripensarci.
- Non adesso, fra un po'. Anche se non vorrai pi rivolgermi pi la parola, forse almeno mi perdonerai un pochino.
D'un tratto la luce alle finestre si attenu, per il passaggio di una nube primaverile. - Hai fatto la cosa peggiore che mi potessi fare, - disse Walter. - La peggiore in assoluto, e sapevi benissimo che lo era, e l'hai fatta lo stesso. A quale parte dovrei aver voglia di ripensare?
- Oh, mi dispiace tanto, - disse Patty, ricominciando a piangere. - Mi dispiace che tu non possa vederla come la vedo io. Mi dispiace che sia successo tutto questo.
- Non  "successo". Sei stata tu. Sei stata tu a scopare con quel pezzo di merda che ha lasciato questa roba sulla mia scrivania perch io la leggessi.
- Per l'amor di Dio, Walter, era solo sesso.
- Gli hai fatto leggere delle cose su di me che a me non avresti mai permesso di leggere.
- Solo stupido sesso, quattro anni fa. Che cos', in confronto a tutta la nostra vita?
- Senti, - disse Walter, alzandosi in piedi. - Non voglio mettermi a gridare. Non con Jessica in casa. Ma tu devi aiutarmi e smetterla di fare l'ipocrita, altrimenti ti stacco quella cazzo di testa a furia di urla.
- Non sto facendo l'ipocrita.
- Parlo sul serio, - disse Walter. - Non ho intenzione di urlare. Ora esco da questa stanza, dopodich non voglio pi vederti. E c' un piccolo problema, perch io in questa casa ci lavoro, quindi per me non  molto facile andar via.
- Lo so, lo so, - rispose Patty. - So che devo andarmene io. Aspetto che Jessie riparta e poi mi tolgo di mezzo. Capisco benissimo come ti senti. Ma prima di andarmene devo dirti una cosa, giusto perch tu lo sappia. Voglio che sia chiaro che per me lasciarti qui con la tua assistente  una pugnalata al cuore. E come se mi strappassero via la pelle dai seni. Non posso sopportarlo, Walter -. Lo guard implorante. - Sono cos amareggiata e gelosa che non so cosa far.
- Ti passer.
- Forse. Tra qualche anno. Un po'. Ma capisci cosa significa, il fatto che mi senta cos? Capisci quali sono i miei veri sentimenti? Capisci cosa sta davvero succedendo?
La vista del suo sguardo sconvolto e implorante, in quel momento, gli provoc un dolore e un disgusto cos acuti - gli produsse un tale parossismo di repulsione cumulativa per il dolore che si erano reciprocamente causati nel loro matrimonio - che senza volerlo cominci a urlare: - E chi mi ci ha spinto? Chi
non mi ha mai considerato alla sua altezza? Chi aveva sempre bi-sogno di tempo per pensarci? Non credi che ventisei anni siano
sufficienti per pensarci? Quanto cazzo di tempo ti serve ancora? Credi che nel tuo scritto ci sia qualcosa che mi sorprende? Credi che non sapessi gi tutto quel cazzo che c'era da sapere, dal principio alla fine? Non sai che ho continuato ad amarti solo perch non potevo farne a meno? E che cos ho sprecato tutta la mia vita?
- Questo non  giusto, no, non  giusto.
- Vaffanculo la giustizia! E	vaffanculo anche tu!
Walter tir un calcio al manoscritto trasformandolo in un bianco turbine di carta, ma riusc a trattenersi a sufficienza da non sbattere la porta mentre usciva. Gi in cucina Jessica stava tostando un bagel, la borsa da viaggio accanto al tavolo. - Dove sono tutti, stamattina?
- Io e la mamma abbiamo avuto un piccolo litigio.
- Me ne sono accorta, - disse Jessica, con quel suo sguardo ironico a occhi spalancati, la sua reazione abituale al fatto di appartenere a una famiglia meno-:misurata di lei. - Adesso  tutto a posto?
- Vedremo, vedremo.
- Speravo di prendere il treno di mezzogiorno, ma posso prenderne uno pi tardi, se vuoi.
`- Poich era sempre stato vicino a Jessica e sentiva di poter contare sul suo appoggio, Walter non cap che ;togliersela di torno proprio in quel momento sarebbe stato un errore tattico. Non vide l'importanza di essere il primo a comunicarle la notizia e a presentargliela nel modo giusto: non immagin che Patty, con il suo istinto da vincitrice, avrebbe agito tanto in fretta per consolidare l'alleanza con la figlia e riempirle la testa con la sua versione della storia (Pap Scarica Mamma con

Futile Pretesto per Mettersi con Giovane Assistente). Non riusciva a pensare ad altro che al presente, e nel suo cervello vorticavano pensieri che non avevano nulla a che fare con la paternit. Abbracci Jessica e la ringrazi tantissimo di essere venuta ad aiutarlo con il lancio di Spazio Libero, poi se ne and in ufficio a guardar fuori dalle finestre. L'emergenza era rientrata abbastanza perch si ricordasse di tutto il lavoro che aveva da svolgere, ma certo non abbastanza perch cominciasse a svolgerlo. Guard un uccello gatto saltellare sull'azalea che si preparava a sbocciare; invidi quell'uccello perch ignorava ci che lui sapeva; avrebbe barattato la propria anima con la sua in un batter d'occhio. E poi prendere il volo, conoscere la spinta dell'aria anche solo per un'ora: l'idea dello scambio era una stupidaggine, e l'uccello gatto, con la sua vivace indifferenza, la sua fisicit cos sicura, sembrava ben consapevole di quanto fosse preferibile essere uccello.
Dopo un lasso di tempo ultraterreno, dopo che Walter ebbe sentito il rumore delle rotelle di una grossa valigia e lo scatto della porta d'ingresso, Lalitha venne a bussare alla porta dell'ufficio e infil dentro la testa. - Va tutto bene?
- S, - disse Walter. - Vieni a sederti in braccio a me.
Lalitha inarc le sopracciglia. - Adesso?
- S, adesso. E quando, altrimenti? Mia moglie se n' andata, giusto?
- E uscita con una valigia, s.
- Be', non torner. Su, vieni. Perch no. Non c' nessuno in casa.
E lei and. Non era tipo da esitare, Lalitha. Ma la poltrona da ufficio non era adatta per sedersi in braccio; Lalitha dovette aggrapparsi al collo di Walter per rimanere a bordo, e anche cos la poltrona oscill pericolosamente. - E questo che vuoi? - disse.
- A dire il vero no. Non voglio stare in questo ufficio. - Sono d'accordo.
Aveva cos tanto a cui pensare che, se solo si fosse permesso di cominciare, avrebbe continuato a pensare per settimane senza mai smettere. L'unico modo per non pensare era buttarsi. Su nella stanzetta dal soffitto inclinato di Lalitha, l'ex alloggio della governante dove Walter non era pi en
trato da quando lei si era trasferita li, e dove il pavimento era un percorso a ostacoli fra pile di vestiti puliti e mucchi di vestiti sporchi, Walter la spinse contro la parete dell'abbaino e si concesse a occhi chiusi all'unica persona che lo desiderava senza riserve. Era un altro stato di emergenza, era un momento senza ora e senza giorno, disperato. La sollev, lei gli strinse le gambe intorno ai fianchi e se ne andarono in giro barcollando con le bocche incollate, e poi cominciarono a scopare furiosamente attraverso i vestiti, tra pile di altri vestiti, e poi ci fu uno di quei momenti di sospensione, un'inquietante reminiscenza di quanto fossero universali le fasi ascendenti del sesso; di quanto fossero impersonali, o pre-personali. Walter si stacc di colpo, avvicinandosi al letto singolo disfatto e abbattendo una pila di libri e documenti sulla sovrappopolazione.
- Uno di noi deve uscire alle sei per andare a prendere Eduardo all'aeroporto, - disse. - Giusto per ricordartelo.
- Che ore sono adesso?
Walter gir la sveglia molto impolverata per controllare. - Le due e diciassette, - rispose meravigliato. Era l'ora pi strana che avesse visto in vita sua.
- Scusa, la stanza  molto disordinata, - disse Lalitha.
- Mi piace. Ti adoro per come sei. Hai fame? Io ho un po' di fame.
- No, Walter -. Lalitha sorrise. - Non ho fame. Ma posso andare a prenderti qualcosa.
- Stavo pensando, tipo, un bicchiere di latte di soia. Una bevanda alla soia.
- Te lo porto.
Lalitha and di sotto, e Walter trov strano pensare che i passi che sent risalire, un minuto dopo, erano quelli della persona che avrebbe preso il posto di Patty nella sua vita. Lalitha si inginocchi accanto a lui, scrutandolo con attenzione e bramosia mentre mandava gi il latte di soia. Poi gli sbotton la camicia con le agili dita dalle unghie pallide. Okay, allora, pens Walter. Okay. Avanti. Ma mentre finiva di svestirsi, le scene dell'infedelt di sua moglie, da lei descritte in modo cos esauriente, cominciarono a ribollirgli dentro, portandosi dietro il debole ma autentico impulso di


perdonarla; e Walter cap che quell'impulso andava annientato. L'odio nei confronti di lei e del suo amico era appena nato, tremolante, non ancora rappreso, e le immagini e i suoni del pianto di Patty erano uno spettacolo pietoso ancora troppo fresco nella sua mente. Per fortuna Lalitha si era spogliata, rimanendo in mutandine bianche a pois rossi. Ora lo sovrastava con aria noncurante, offrendosi al suo sguardo. Il suo corpo, cos giovane, era di una bellezza assurda. Senza difetti, incurante della legge di gravit, quasi insopportabile da guardare. Era vero che Walter, un tempo, aveva conosciuto il corpo di una donna addirittura un po' pi giovane, ma lo aveva dimenticato, all'epoca era troppo giovane per notare la giovinezza di Patty. Allung il braccio e appoggi la base della mano contro la calda collinetta coperta di stoffa tra le gambe di Lalitha. Lei lanci un gridolino, pieg le ginocchia e si lasci cadere su di lui, sommergendolo in una dolce agonia.
Lo sforzo per evitare il confronto cominci sul serio in quel momento, e in particolare lo sforzo per togliersi dalla testa le parole di Patty: "Non era poi cos male". Ora, col senno di poi, si rendeva conto che la sua richiesta a Lalitha di andarci piano era basata su una precisa conoscenza di s. Ma andarci piano, adesso che aveva buttato fuori Patty, non era pi possibile. Aveva bisogno di un intervento rapido per continuare a funzionare - per non soccombere all'odio e all'autocommiserazione - e sotto un certo aspetto l'intervento era davvero molto piacevole, perch Lalitha era pazza di lui, grondava praticamente desiderio, lo trasudava da tutti i pori. Lo guard negli occhi con amore e gioia, dichiar bellissima, perfetta e meravigliosa la virilit che Patty nel suo documento aveva calunniato e disprezzato. Che problema poteva esserci? Lui era un uomo nel fiore degli anni, lei era incantevole, giovane e insaziabile; e in effetti il problema era proprio questo. Le emozioni di Walter non riuscivano a tenere il passo con il vigore e l'urgenza della loro attrazione animale, con l'interminabile durata del loro accoppiamento. Lalitha aveva bisogno di cavalcarlo, di venire schiacciata sotto di lui, di mettergli le gambe sulle spalle, di farsi sbattere da dietro nella posizione del Cane a Testa in Gi, di piegarsi in due sopra il letto, di appiattire la faccia contro il muro,
di avvinghiarsi a lui con le gambe, la testa buttata indietro e i seni molto rotondi che andavano da ogni parte. Trovava tutto intenso e profondo, era una fonte inesauribile di gemiti tormentosi, e lui era pronto a tutto. In buona forma cardiovascolare, esaltato dagli eccessi di Lalitha, in sintonia con i suoi desideri, ed enormemente attratto da lei. Eppure non era abbastanza intimo, e Walter non riusciva a raggiungere l'orgasmo. E questo era molto strano, un problema del tutto nuovo e imprevisto, dovuto forse in parte alla sua scarsa familiarit con i preservativi e alla sorpresa di trovarla cos bagnata. Quante volte, negli ultimi due anni, si era masturbato pensando alla sua assistente, ed era venuto nel giro di pochi minuti? Cento volte. Evidentemente si trattava di un problema psicologico. Quando infine si placarono, la sveglia segnava le 3:5 2. Nort era neppure ben chiaro se lei fosse venuta, e Walter non os chiederlo. E proprio allora il Confronto, rimasto in agguato, colse l'occasione della sua spossatezza per insinuarsi dentro di lui, perch in genere Patty, quando si lasciava convincere a provare un po' di interesse, riusciva a svolgere un buon lavoro che li lasciava entrambi discretamente appagati, in modo che lui potesse poi dedicarsi ai suoi impegni o alla lettura, e lei alle piccole cose da Patty che le piacevano tanto. La sua stessa problematicit creava attrito, e l'attrito portava alla soddisfazione...
Lalitha gli baci le labbra gonfie. - A cosa pensi?
- Non so, - disse Walter. - A tante cose.
- Sei pentito di averlo fatto?
- No, no, sono molto felice.
- Non sembri proprio felice.
- Be', ho appena cacciato di casa mia moglie dopo ventiquattro anni di matrimonio. E successo poche ore fa.
- Mi dispiace, Walter. Puoi ancora tornare indietro. Posso licenziarmi e lasciarvi in pace.
- No, questo te lo posso promettere. Non torner mai indietro.
- Vuoi stare con me?
- S -. Walter si riemp le mani dei suoi capelli neri, profumati di shampoo al cocco, e se li sparse sopra la faccia. Aveva ottenuto quello che voleva, eppure chiss perch si sentiva

solo. Dopo aver provato un desiderio cos intenso, di portata infinita, ora si ritrovava a letto con una ragazza ben precisa e definita, che era molto bella, intelligente e impegnata, ma anche disordinata, antipatica a Jessica e incapace di cucinare. E lei era la sola cosa, l'unico baluardo che lo separava dalla moltitudine di pensieri a cui voleva sottrarsi. Il pensiero di Patty e del suo amico al Lago Senza Nome; il loro modo molto umano e spiritoso di parlarsi; la reciprocit adulta del loro sesso; la loro felicit per la sua assenza. Scoppi a piangere tra i capelli di Lalitha, e lei lo consol, gli asciug le lacrime, e poi fecero l'amore di nuovo, pi stanchi e doloranti, finch Walter finalmente venne, senza strepito, nella mano di Lalitha.
Seguirono alcuni giorni difficili. Eduardo Soquel, in arrivo dalla Colombia, venne recuperato all'aeroporto e sistemato nella camera "di Joey". Il luned mattina Walter e Soquel riuscirono a sopravvivere alla conferenza stampa con dodici giornalisti, mentre Dan Caperville del "New York Times" ottenne una lunga intervista telefonica a parte. Walter, che lavorava da sempre nelle pubbliche relazioni, riusc a nascondere il tumulto interiore senza allontanarsi dal tema centrale n abboccare all'amo dello scandalismo giornalistico. Il Parco Ceruleo Panamericano, disse, rappresentava un nuovo modello di riserva naturale, basato su criteri scientifici e finanziamenti privati; l'indiscutibile scempio dell'estrazione mineraria tramite rimozione delle cime era ampiamente compensato dalla prospettiva di "occupazione verde" sostenibile (ecoturismo, riforestazione, silvicoltura certificata) in West Virginia e Colombia; Coyle Mathis e gli altri montanari rilocati avevano fornito un pieno e lodevole appoggio alla Fondazione, e presto sarebbero stati assunti da una consociata della Lbi, il generoso partner aziendale della Fondazione stessa. Walter dovette esercitare un notevole autocontrollo al momento di elogiare la Lbi, dopo quello che gli aveva detto Joey. Nella tarda serata, al termine della telefonata con Dan Caperville, usc a cena con Lalitha e Soquel e bevve due birre, portando a tre il numero totale di birre consumate nella sua vita.
Il pomeriggio seguente, dopo che Soquel fu ripartito per
l'aeroporto, Lalitha chiuse a chiave la porta dell'ufficio di Walter e gli si inginocchi tra le gambe, per ricompensarlo delle sue fatiche.
- No, no, no, - disse Walter, spingendo via la sedia per allontanarsi da lei.
Lalitha lo segu in ginocchio. - Voglio solo vederti. Sono golosa di te.
- Lalitha, no -. Walter sent dei rumori provenire dalla parte anteriore della casa, i membri dello staff che sbrigavano le loro mansioni.
- Un secondo solo, - disse Lalitha, aprendogli la lampo. - Per favore, Walter.
Walter pens a Clinton e Lewinsky, e poi, vedendo la sua assistente alzare gli occhi sorridendo con la bocca piena della sua carne, pens alla profezia dell'amico cattivo. Lalitha sembrava contenta di farlo, eppure...
- No, mi dispiace, - disse Walter, respingendola con tutta la gentilezza possibile.
Lei aggrott le sopracciglia. Era offesa. - Devi lasciarmi fare, - disse, - se mi ami.
- S, ti amo, ma questo non  il momento adatto.
- Voglio che mi lasci fare. Voglio fare tutto, e voglio farlo adesso.
- Mi dispiace, no.
Walter si alz e richiuse la lampo dei calzoni. Lalitha rimase per un momento in ginocchio con la testa china. Poi si alz anche lei, si lisci la gonna sulle cosce e si scost con aria infelice.
- Prima c' un problema di cui dobbiamo parlare, - disse Walter.
- Va bene. Parliamo del tuo problema.
- Il problema  che dobbiamo licenziare Richard.
Quel nome, che finora Walter si era rifiutato di pronunciare, rest sospeso nell'aria. - E perch dovremmo? - disse Lalitha.
- Perch lo odio, perch ha avuto una relazione con mia moglie, e non voglio pi sentirlo nominare, e non c' nessuna possibilit al mondo che io lavori con lui.
A quelle parole, Lalitha sembr rimpicciolirsi. Infoss la

testa, curv le spalle, si trasform in una bambina triste. -  per questo che tua moglie  andata via, domenica? - S.
- L'ami ancora, non  vero?
- No!
- Invece s. E per questo che adesso non mi vuoi vicino a te.
- No, non  vero. Non  affatto vero.
- Be', comunque stiano le cose, - disse Lalitha, raddrizzandosi con piglio energico, - non possiamo licenziare Richard. Questo  il mio progetto, e lui mi serve. Ho gi annunciato la sua presenza agli stagisti, e poi deve aiutarmi a trovare le celebrit per agosto. Perci tu puoi avere il tuo problema con lui, e soffrire per tua moglie, ma io non intendo licenziarlo.
- Tesoro, - disse Walter. - Lalitha. Io ti amo davvero. Andr tutto bene. Ma cerca di vedere le cose dal mio punto di vista.
- No! - esclam Lalitha, girandosi verso di lui con un moto di ribellione. - Non mi interessa il tuo punto di vista! Il mio lavoro  occuparmi della sovrappopolazione, ed  quello che far. Se ci tieni davvero a questo lavoro, e a me, lasciami fare a modo mio.
- Certo che ci tengo. Ci tengo moltissimo. Ma...
- Niente ma, allora. Non pronuncer mai pi il nome di quell'uomo. In maggio, quando incontrer gli stagisti, tu potrai andartene fuori citt. E penseremo ad agosto quando sar il momento.
- Ma lui non vorr farlo. Sabato accennava gi a tirarsi indietro.	'
- Lascia che gli parli io, - disse Lalitha. - Come forse ricorderai, sono piuttosto brava a convincere le persone a fare quello che non vogliono. Sono un'impiegata piuttosto efficiente, e spero che sarai cos gentile da lasciarmi fare il mio
lavoro..;,
Walter si alz dalla scrivania per correre ad abbracciarla, ma lei scapp nell'ufficio adiacente.
Walter, che amava l'energia e l'impegno di Lalitha ed era rimasto colpito dalla sua rabbia, decise di non insistere. Ma quando trascorsero le ore, e poi i giorni, e Lalitha non venne a riferirgli che Richard si ritirava da Spazio Libero, Walter
concluse che fosse ancora della partita. Proprio Richard, che non credeva in un cazzo di niente! L'unica spiegazione plausibile era che Patty gli avesse parlato al telefono e, facendo leva sul senso di colpa, lo avesse convinto a tener fede all'impegno. E la sola idea che quei due parlassero di qualunque cosa, anche solo per cinque minuti, e soprattutto che parlassero di avere riguardo per " il povero Walter " (oh, quella frase, quell'odiosa frase di Patty) e salvare il suo amato progetto, come per offrirgli un premio di consolazione: la sola idea gli sembrava cos vile, corrotta, compromissoria e meschina da fargli venire la nausea. E in pi si intrometteva fra lui e Lalitha. I loro amplessi, per quanto quotidiani e prolungati, erano inquinati dalla sensazione che anche lei lo avesse un po' tradito con Richard, e cos non acquistavano quella maggiore intimit che Walter desiderava. Ovunque si girasse c'era Richard.
Il problema della Lbi era altrettanto preoccupante, anche se in modo diverso. Joey, quando avevano cenato insieme, gli aveva spiegato con commovente sfoggio di umilt e rimorso il sordido affare nel quale si era trovato coinvolto, e il cattivo della storia, per come la vedeva Walter, era la Lbi. Kenny Bartles era senza dubbio uno di quei pagliacci temerari, un sociopatico di serie B che sarebbe presto finito in galera o al Congresso. La cricca Cheney-Rumsfeld, malgrado i fetidi motivi che stavano dietro l'invasione dell'Iraq, avrebbe senz'altro preferito ricevere pezzi di camion utilizzabili, anzich l'immondizia paraguayana spedita da Joey. E Joey, anche se avrebbe potuto evitare di impegolarsi con Bartles, aveva convinto Walter di essere andato fino in fondo solo per Connie; la lealt nei confronti di Connie, il terribile rimorso che provava, e in generale il coraggio che aveva dimostrato (aveva solo vent'anni!) erano tutti elementi a suo favore. Il responsabile, dunque - quello che aveva piena coscienza dell'imbroglio e anche l'autorit per approvarlo -, era la Lbi. Walter non aveva mai sentito nominare il vicepresidente che aveva parlato con Joey, quello che lo aveva minacciato di fargli causa, ma il suo ufficio doveva essere proprio di fianco a quello dell'amico di Vin Haven che aveva accettato di costruire la fabbrica di giubbotti antischegge in

West Virginia. Joey, durante la cena, aveva chiesto consiglio a Walter su cosa fare. Denunciare l'imbroglio? Oppure cedere i guadagni a un ente di beneficenza per invalidi di guerra e tornare al college? Walter gli aveva promesso di pensarci nel fine settimana, ma il fine settimana non si era rivelato propizio, per usare un eufemismo, a una tranquilla riflessione morale. Solo il luned mattina, quando aveva affrontato i giornalisti dipingendo la Lbi come uno straordinario partner aziendale per la tutela dell'ambiente, Walter si era reso conto di esserci dentro fino al collo.
Adesso stava cercando di distinguere i suoi interessi personali - il fatto che se suo figlio, e cio il figlio del direttore esecutivo della Fondazione, avesse raccontato la sua brutta storia ai media, Vin Haven lo avrebbe probabilmente licenziato, e la Lbi avrebbe potuto addirittura revocare l'accordo per il West Virginia - da ci che era meglio per Joey. Malgrado l'arroganza e l'avidit che aveva dimostrato, era davvero troppo chiedere a un ventenne con genitori problematici di assumersi la piena responsabilit morale, esporsi alla pubblica infamia e persino rischiare un processo. E tuttavia Walter si rendeva conto che il consiglio che voleva dare a Joey -" Devolvi tutto in beneficenza e vai avanti con la tua vita" - era assai vantaggioso per se stesso e per la Fondazione. Avrebbe voluto chiedere il parere di Lalitha, ma aveva promesso a Joey di non parlarne con nessuno, e cos chiam Joey, gli disse che ci stava ancora pensando e gli chiese se la settimana dopo lui e Connie volevano uscire a cena con lui per il suo compleanno.	'
- Senz'altro, - disse Joey.
- Devo anche dirti - prosegu Walter - che io e tua madre ci siamo separati. E una cosa difficile da dire, ma  successo domenica. Se n' andata di casa per un po', e non sappiamo bene cosa succeder.
- S, - disse Joey.
. S? Walter si accigli. - Hai capito cosa ti ho detto? - S. Me lo ha gi detto lei.
- Giusto. Naturalmente. Come no. E ti ha...
- S. Mi ha detto molte cose. Troppe, come al solito. - Dunque capisci la mia...
- S.
- E hai comunque intenzione di uscire a cena per il mio compleanno?
- S. Verremo senz'altro.
- Be', grazie, Joey. Ti voglio bene. Per questo e per molte altre cose.
- S.
Poi Walter lasci un messaggio sul cellulare di Jessica, come faceva due volte al giorno da quella fatale domenica, senza mai venire richiamato. - Jessica, ascolta, - disse. - Non so se hai parlato con tua madre, ma qualunque cosa ti abbia detto, devi richiamarmi e ascoltare anche me. D'accordo? Chiamami, per favore. Ci sono due versioni ben diverse di questa storia, e credo che tu debba sentirle entrambe -. Sarebbe stato utile poter aggiungere che fra lui e la sua assistente non c'era nulla, ma in realt aveva le mani, la faccia e il naso talmente impregnati dell'odore della vagina di Lalitha che continuava a sentirlo anche dopo la doccia.
Era compromesso e perdente su tutti i fronti. Un altro brutto colpo gli arriv nella sua seconda domenica di libert, sotto forma di un lungo articolo a firma di Dan Caperville sulla prima pagina del " New York Times ": Fondazione amica del carbone distrugge le montagne per salvarle. L'articolo non era del tutto impreciso sui fatti, ma evidentemente il " Nyt " non si era lasciato abbindolare dall'opinione controcorrente di Walter sulla Mtr. La parte sudamericana del Parco Ceruleo non veniva neppure menzionata, e i punti forti del discorso di Walter - nuovo modello, economia verde, risanamento su base scientifica - erano relegati quasi alla fine, molto dopo Jocelyn Zorn che descriveva Walter mentre gridava: "Questa [imprecazione] di terra  mia! " e Coyle Mathis che ricordava: "Mi ha dato dello stupido". Il succo dell'articolo, oltre al fatto che Walter era una persona molto sgradevole, era che la Fondazione del Monte Ceruleo intratteneva stretti rapporti con l'industria del carbone e la fornitrice dell'esercito Lbi, dava il consenso alla Mtr su vasta scala nella sua riserva teoricamente incontaminata, era detestata dagli ambientalisti locali, aveva scacciato la gente di campagna, il sale della terra, dalle sue dimore ancestrali, ed era stata fondata

e finanziata da un magnate dell'energia refrattario alla pubblicit, Vincent Haven, il quale, con la connivenza dell'amministrazione Bush, stava distruggendo altre parti del West Virginia con i suoi pozzi per l'estrazione di gas.
- Niente di grave, niente di grave, - disse Vin Haven quando Walter lo chiam a casa sua a Houston, la domenica pomeriggio. - Abbiamo il nostro Parco Ceruleo, nessuno pu portarcelo via. Tu e la tua ragazza avete agito bene. Quanto al resto, ora capisci perch non mi sono mai scomodato a parlare con la stampa. Si ottengono solo svantaggi e nessun vantaggio.
- Ho parlato con Caperville per due ore, - disse Walter. - Credevo davvero che fosse d'accordo con me sugli argomenti principali.
- Be', e i tuoi argomenti sono riportati, - disse Vin. - Anche se non proprio in evidenza. Ma non preoccuparti.
- Mi preoccupo, invece! Voglio dire, s, abbiamo il parco, ed  un'ottima cosa per la dendroica. Ma l'intero progetto dovrebbe rappresentare un esempio da seguire. L'articolo lo dipinge come un esempio da non seguire.
- Cadr tutto nel dimenticatoio. Quando quelli del carbone se ne andranno e noi cominceremo il risanamento, la gente capir che avevi ragione. Intanto questo Caperville sar finito a scrivere necrologi.
- Ma ci vorranno anni!
- Hai altri progetti? E per questo che ti agiti? Sei preoccupato per il tuo curriculum?
- No, Vin, sono deluso dai media. Nessuno pensa agli uccelli, contano solo gli interessi umani.
- E sar cos finch gli uccelli non controlleranno i media, - disse Vin. - Ti vedr a Whitmanville, il mese prossimo? Ho detto a Jim Elder che mi mostrer in pubblico all'inaugurazione della fabbrica, purch non mi chiedano di farmi fotografare. Potrei passare a prenderti col jet.
- Grazie, useremo un volo di linea, - disse Walter. - Per risparmiare un po' di carburante.
- Cerca di ricordare che io ci campo, vendendo carburante. - Giusto, ha ha, ben detto.
Era bello ricevere l'approvazione paterna di Vin, ma sa
rebbe stato meglio se Vin fosse stato un padre meno ambiguo. La cosa peggiore dell'articolo del "New York Times " - a parte la vergogna di venire ritratto come uno stronzo su un giornale letto e stimato da tutti quelli che conosceva - era il timore che in realt il quotidiano avesse ragione sulla Fondazione del Monte Ceruleo. Walter aveva temuto di venire massacrato dai media, e adesso che i media lo stavano massacrando doveva occuparsi pi seriamente delle ragioni del proprio timore.
- Ti ho sentito durante l'intervista, - disse Lalitha. - Sei stato chiarissimo. L'unico motivo per cui il " New York Times " non pu riconoscere che abbiamo ragione  che dovrebbero rimangiarsi tutti i loro editoriali contro la Mtr.
-  quello che stanno facendo adesso con Bush e l'Iraq, in effetti.	r
- Be', tu hai fatto il tuo dovere. E adesso io e te ci prendiamo la nostra piccola ricompensa. Hai detto al signor Haven che stiamo proseguendo con Spazio Libero?
- E gi andata bene che non mi abbia licenziato, - disse Walter. - Non mi sembrava il momento giusto per dirgli che ho intenzione di spendere l'intero fondo discrezionale per una cosa che probabilmente ricever una pubblicit ancora peggiore.
- Oh, tesoro, - disse Lalitha, abbracciandolo e posandogli la testa sul cuore. - Nessun altro capisce quante belle cose stai facendo. Solo io.
- Credo proprio che sia cos, - disse Walter.
Gli sarebbe piaciuto rimanere un po' fra le sue braccia, ma il corpo di Lalitha aveva altre idee, e il suo era d'accordo. In quei giorni si erano trasferiti da lei, nel suo letto troppo piccolo, perch le stanze di Walter erano ancora piene della roba di Patty, che lei non gli aveva detto come gestire, e della quale lui non riusciva a decidere cosa fare. Non lo sorprendeva che Patty non si fosse fatta viva, e tuttavia quel silenzio gli sembrava una mossa strategica, accusatoria. Pur essendo una persona che, per sua propria ammissione, non commetteva altro che errori, tutto quello che faceva l fuori nel mondo, qualunque cosa fosse, proiettava un'ombra scoraggiante su Walter. Si sentiva un codardo a nascondersi

nella stanza di Lalitha, ma che altro poteva fare? Era assediato da ogni parte.
Il giorno del suo compleanno, mentre Lalitha mostrava a Connie gli uffici della Fondazione, Walter port Joey in cucina e gli disse che non sapeva ancora come consigliargli di agire. - Non credo proprio che dovresti denunciare l'imbroglio, - disse. - Ma su questo punto non mi fido delle mie motivazioni. Negli ultimi tempi mi sembra di aver perso l'orientamento morale. La faccenda con tua madre, e poi l'articolo del "New York Times ": l'hai visto?
- S, - disse Joey. Teneva le mani in tasca ed era ancora vestito come un membro dell'organizzazione studentesca repubblicana, con blazer blu e mocassini lucidi. Per quel che ne sapeva Walter, Joey era un membro dell'organizzazione studentesca repubblicana.
- Non ne sono uscito molto bene, vero?
- No, - disse Joey. - Ma secondo me molti hanno capito che era un articolo ingiusto.
Riconoscente, senza chiedere altro, Walter accett le rassicurazioni del figlio. Si sentiva piccolo piccolo. - Insomma, la settimana prossima devo partecipare a questo incontro organizzato dalla Lbi in West Virginia, - disse. - Stanno per aprire una fabbrica di giubbotti antischegge dove andranno a lavorare tutte quelle famiglie rilocate. E cos non sono proprio la persona giusta per darti un consiglio sulla Lbi, perch sono coinvolto in prima persona.
- Perch devi andare a quell'incontro?
- Devo tenere un discorso. Devo esprimere i ringraziamenti della Fondazione.
- Ma hai gi ottenuto il tuo Parco Ceruleo. Perch non gli dai buca?
- Perch abbiamo in ballo un altro importante programma sulla sovrappopolazione di cui si occupa Lalitha, e devo rimanere in buoni rapporti con il mio capo.  lui che paga.
- Allora sar meglio che tu ci vada, - disse Joey.
Non sembrava molto convinto, e Walter non sopportava di apparirgli cos debole e meschino. Come per mostrarsi ancora pi debole e meschino, gli chiese se sapesse che cosa aveva Jessica.
- Le ho parlato, - disse Joey, con le mani in tasca e lo sguardo fisso a terra. - Credo che sia un po' arrabbiata con te.
- Le avr lasciato venti messaggi sul cellulare!
- Puoi anche smettere. Non credo che li ascolti. E comunque la gente non ascolta tutti i messaggi sul cellulare, controlla solo chi ha chiamato.
- Be', le hai detto che ci sono due versioni della storia?
Joey si strinse nelle spalle. - Non lo so. Ci sono due versioni ?
- S che ci sono! Tua madre mi ha fatto una cosa molto brutta. Una cosa dolorosissima.
- Sul serio, non voglio sapere altro, - disse Joey. - E comunque credo che me lo abbia gi detto lei. Non me la sento di schierarmi.
- Quando te lo ha detto? Quanto tempo fa ?
- La settimana scorsa.
Dunque Joey sapeva quello che Richard aveva fatto, quello che Walter aveva lasciato fare al suo migliore amico, al suo amico rockstar. Il suo rimpicciolimento agli occhi del figlio era ormai completo. - Voglio bere una birra, - disse. - Visto che  il mio compleanno.
- Possiamo farcene una anche io e Connie?
- S, per questo vi abbiamo detto di venire un po' prima. In realt Connie pu bere quello che vuole anche al ristorante. Ha ventun anni, giusto?
- S.
- E non per romperti le scatole, ma tanto per saperlo: hai detto alla mamma che ti sei sposato?
- Pap, ci sto lavorando, - disse Joey, serrando le mascelle. - Lasciami fare a modo mio, okay?
Walter aveva sempre avuto un debole per Connie (e anche un po', di nascosto, per la madre di Connie, che civettava sempre con lui). Per l'occasione si era messa dei tacchi pericolosamente alti e un vistoso ombretto sugli occhi; era ancora abbastanza giovane da voler sembrare molto pi vecchia. A La Chaumire Walter osserv, con il cuore gonfio di tenerezza, l'amorevole attenzione con cui Joey si sporgeva verso di lei per leggere il menu e coordinare la scelta, mentre Connie, visto che Joey non aveva l'et per gli alcolici, declin l'offerta
di un cocktail e ordin una Diet Coke. La loro tacita fiducia reciproca ricordava a Walter quella che c'era stata fra lui e Patty quando erano molto giovani, quando anche loro erano una coppia unita come un baluardo contro il mondo; gli si inumidirono gli occhi alla vista delle fedi nuziali. Lalitha, a disagio, nel tentativo di prendere le distanze dai ragazzi per allinearsi a un uomo con il doppio dei suoi anni, ordin un martini e pass a colmare il vuoto della conversazione parlando di Spazio Libero e della crisi demografica mondiale, mentre Joey e Connie l'ascoltavano con la squisita cortesia di una coppia ben salda dentro il proprio mondo a due. Anche se Lalitha evit di riferirsi a lui in tono possessivo, Walter non dubitava che Joey sapesse che non era una semplice assistente. Mentre beveva la terza birra della serata, sent crescere la vergogna per ci che aveva fatto e la gratitudine per l'atteggiamento imperturbabile di Joey. Fra tutte le caratteristiche di Joey che lo avevano fatto infuriare, nel corso degli anni, la peggiore era proprio la sua corazza di imperturbabilit; eppure adesso gli dava un tale sollievo! Suo figlio aveva vinto quella guerra, e lui ne era contento.
- Allora, Richard continua a lavorare con voi? - chiese Joey.
- Uhm, s, - rispose Lalitha. - S, ci sta aiutando molto. Anzi, mi ha appena detto che forse i White Stripes ci daranno una mano con il grande evento di agosto.
Joey riflett, corrugando la fronte ed evitando di guardare Walter.
- Dobbiamo andarci anche noi, - disse Connie a Joey. - Va bene se veniamo? - chiese a Walter.
- Certo che va bene, - rispose Walter con un sorriso forzato. - Sar molto divertente.
- Mi piacciono molto i White Stripes, - dichiar allegra Connie, con quel suo tono privo di sottintesi.
- E a me piaci molto tu, - disse Walter. - Sono proprio contento che tu faccia parte della famiglia. Sono proprio con, tento che tu sia qui stasera.
- Anch'io sono contenta di essere qui.
Joey non sembrava infastidito dal tono sentimentale della conversazione, ma aveva chiaramente la testa altrove. Pensava
a Richard, a sua madre, al disastro famigliare che si stava svolgendo. E Walter non poteva dire nulla per facilitargli le cose.
- Non posso, - disse a Lalitha quando rientrarono, da soli, nel palazzo. - Non posso pi tenere quello stronzo nel progetto.
- Ne abbiamo gi discusso, - disse lei, avviandosi con passo energico verso la cucina. - Abbiamo gi deciso.
- Be', dobbiamo ridiscuterne, - disse Walter, seguendola.
- Niente affatto. Hai visto come si  illuminata Connie quando ho nominato i White Stripes? Chi altri pu procurarci simili celebrit? Abbiamo preso una decisione, una buona decisione, e non intendo stare a sentire quanto sei geloso della persona con cui  andata a letto tua moglie. Sono stanca, ho bevuto troppo e ho bisogno di andare a dormire.
- Era il mio migliore amico, - mormor Walter.
- Non mi interessa. Non mi interessa proprio, Walter. Lo so che mi consideri una ragazzina, ma in realt sono pi grande dei tuoi figli, ho quasi ventotto anni. Sapevo che avrei commesso un errore a innamorarmi di te. Sapevo che non eri pronto, e adesso ti amo, e tu continui a pensare a tua moglie.
- Penso a te in ogni momento. Dipendo completamente da te.
- Vieni a letto con me perch ti desidero e perch ne hai la possibilit. Ma tutti sono ancora legatissimi a tua moglie. Non capir mai cos'ha di tanto speciale. Passa la vita a ferire gli altri. E adesso mi serve un momento di pausa, cos magari riesco a dormire un po'. Forse stanotte potresti dormire nel tuo letto e riflettere su cosa vuoi fare.
- Che cosa ho detto? - supplic Walter. - Mi sembrava che fosse stata una bella cena di compleanno.
- Sono stanca. E stata una serata faticosa. Ci vediamo domattina.
Si separarono senza baciarsi. Sul telefono di casa Walter trov un messaggio di Jessica, lasciato di proposito mentre era fuori a cena, con gli auguri di compleanno. " Scusa se non ti ho richiamato, - diceva, - sono stata molto impegnata e non sapevo bene cosa dire. Ma oggi ti ho pensato, e spero tu abbia passato una bella giornata. Prima o poi faremo due chiacchiere, anche se non so bene quando potr".


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Per tutta la settimana successiva dorm da solo, e fu un sollievo. Trovarsi in una stanza ancora piena dei vestiti, dei libri e delle fotografie di Patty, imparare a resistere alla sua presenza. Durante il giorno c'era un sacco di lavoro accumulato da sbrigare: organizzare strutture per la gestione del territorio in Colombia e West Virginia, preparare una controffensiva mediatica, trovare nuovi donatori. Walter aveva addirittura creduto di potersi prendere una pausa sessuale da Lalitha, ma la loro vicinanza quotidiana lo rendeva impossibile: ne avevano un bisogno insaziabile. Poi, per, si rifugiava a dormire nel proprio letto.
La sera prima che partissero per il West Virginia, mentre preparava la valigia, Walter ricevette una telefonata da Joey, il quale gli rifer la propria decisione di non denunciare pubblicamente la Lbi e Kenny Bartles. - Sono disgustosi, - disse. - Ma il mio amico jonathan continua a ripetermi che farei solo male a me stesso, se li denunciassi. Cos sto pensando di dar via i soldi in pi. Almeno mi risparmier un sacco di tasse. Ma volevo essere sicuro che tu fossi ancora d'accordo.
- Va bene, Joey, - disse Walter. - Per me va bene. So quanto sei ambizioso, e quanto dev'essere difficile dar via tutti quei soldi.  una gran cosa da parte tua.
- Be', non  che ci perda. E solo che non ci guadagno. Adesso Connie pu tornare all'universit, e questo  un bene. Sto pensando di sospendere gli studi per un anno e andare a lavorare, cos lei potr mettersi in pari con me.
- Fantastico. E bello vedere come vi prendete cura l'uno dell'altra. Volevi dirmi qualcos'altro?
- Be', solo che ho visto la mamma.
Walter aveva ancora in mano due cravatte, una rossa e una verde, tra le quali stava cercando di scegliere. La scelta, pens, non era cos fondamentale. - Ah si? - disse, scegliendo la verde. - Dove? Ad Alexandria?
- No. A New York.
- E cos  a New York.
- Be', a jersey City, in realt, - disse Joey.
Il petto di Walter si contrasse e rimase contratto.
- S, io e Connie volevamo dirglielo di persona. Sai, che
ci siamo sposati. E in realt non  andata cos male. E stata abbastanza carina con Connie. Sempre condiscendente, sai, e un po' falsa, con quelle risate continue, ma non cattiva. Immagino che sia distratta da molte altre cose. Insomma, secondo noi  andata piuttosto bene. Secondo Connie, almeno. Io trovo che sia andata un po' cos... Ma volevo dirti che adesso lo sa, quindi, non so, se ti capita di sentirla, non devi pi tenerlo segreto.
Walter si guard la mano sinistra, che era diventata bianca e sembrava molto nuda senza la fede nuziale. - Abita con Richard, - riusc a dire.
- Uhm, s, credo, per il momento, - rispose Joey. - Non dovevo dirtelo?
- C'era anche lui? Quando eravate l?
- S, in effetti. C'era. E Connie  stata contenta, visto che  abbastanza presa dalla sua musica. Le ha mostrato le chitarre e tutto quanto. Non so se ti ho detto che vuole imparare a suonare la chitarra. Ha una bellissima voce.
Walter non avrebbe saputo dire di preciso dove aveva pensato che fosse andata Patty. Dall'amica Cathy Schmidt, da qualche altra ex compagna di squadra, magari da Jessica, forse addirittura dai genitori. Ma dopo averla sentita dichiarare in modo cos virtuoso che fra lei e Richard era tutto finito, non aveva immaginato neppure per un istante che potesse trovarsi a jersey City.
- Pap?
- Cosa.
- Be', lo so che  strano, okay ? Tutta la faccenda  molto strana. Ma anche tu hai una ragazza, no? Cos, ecco, questo  quanto, giusto? Le cose sono cambiate, e dobbiamo cominciare a farci i conti. Non credi?
- S, - disse Walter. - Hai ragione. Dobbiamo farci i conti.
Non appena ebbe riagganciato apri un cassetto del com, prese la fede nuziale dalla scatola dei gemelli dove l'aveva riposta e la butt nel water. Con un ampio gesto del braccio spazz via tutte le fotografie di Patty dal piano del com - Joey e Jessica da piccini, le foto di gruppo di giocatrici di pallacanestro in commoventi divise anni Settanta, le sue foto preferite di Walter - e le schiacci sotto i piedi, fran-

tumando cornici e vetri finch non perse interesse e non gli rest che sbattere la testa contro il muro. Scoprire che era tornata con Richard avrebbe dovuto liberarlo, consentirgli di godersi Lalitha con la coscienza pulitissima. E invece non si sentiva libero, si sentiva morire. Ora vedeva (come Lalitha aveva visto fin dall'inizio) che le ultime tre settimane erano state solo una specie di vendetta, una ricompensa che gli era dovuta per il tradimento di Patty. Per quanto avesse proclamato che il matrimonio era finito, non ci aveva creduto nemmeno per un istante. Si butt sul letto e cominci a singhiozzare, in uno stato a paragone del quale ogni suo precedente stato di esistenza appariva infinitamente preferibile. Il mondo andava avanti, il mondo era pieno di vincitori, la Lbi e Kenny Bartles si arricchivano, Connie tornava al college, Joey prendeva la decisione giusta, Patty viveva con una rockstar, Lalitha combatteva per la sua buona causa, Richard ricominciava a suonare, Richard veniva elogiato dalla stampa pur essendo molto pi oltraggioso di Walter, Richard affascinava Connie, Richard coinvolgeva i White Stripes... mentre Walter restava indietro insieme ai morti, ai morenti e ai dimenticati, alle specie in via di estinzione, ai disadattati...
Verso le due del mattino si trascin in bagno e trov una vecchia boccetta di trazodone appartenuta a Patty, scaduta da diciotto mesi. Prese tre pastiglie, non sapendo se fossero ancora efficaci, ma evidentemente lo erano, perch alle sette venne svegliato dai vigorosi scrolloni di Lalitha. Portava ancora i vestiti del giorno prima, le luci erano tutte accese, la stanza era un campo di battaglia, la gola gli bruciava perch doveva aver russato forte, e la testa gli doleva per mille buone ragioni.
- A quest'ora dovevamo gi essere in taxi, , disse Lalitha,
tirandolo per il braccio. - Credevo che fossi pronto.
- Non posso andare, - disse Walter. - Sbrigati, siamo gi in ritardo.
Walter si raddrizz e si sforz di tenere gli occhi aperti.
- Devo assolutamente farmi la doccia. - Non c' tempo.
Si addorment sul taxi e si svegli ancora sul taxi, sulla superstrada, in mezzo al traffico bloccato da un incidente.
Lalitha era al telefono con la compagnia aerea. - Dobbiamo fare scalo a Cincinnati, - gli disse. - Abbiamo perso l'aereo.
- Perch non la piantiamo l, - replic Walter. - Sono stufo di essere Mister Bont.
- Salteremo il pranzo e andremo direttamente alla fabbrica.
- E se fossi Mister Cattiveria? Ti piacerei lo stesso?
Lalitha si accigli, preoccupata. - Walter, ti sei impasticcato ?
- Parlo sul serio. Ti piacerei lo stesso ?
Lalitha si accigli ancora di pi e non rispose. Walter si addorment nell'area d'imbarco all'aeroporto; sull'aereo per Cincinnati; a Cincinnati; sull'aereo per Charleston; e poi sulla macchina a noleggio che Lalitha guid a tutta velocit fino a Whitmanville, dove Walter si svegli sentendosi meglio, improvvisamente affamato, davanti a un nuvoloso cielo d'aprile e a un paesaggio rurale bioticamente desolato come quelli in cui l'America si era ormai specializzata. Megachiese rivestite di vinile, un Walmart, un Wendy's, ampie corsie di svolta a sinistra, bianche fortezze dell'automobile. Nulla che potesse piacere a un uccello selvatico, a meno che l'uccello non fosse uno storno o una cornacchia. La fabbrica di giubbotti anti
schegge (ARDEE ENTERPRISES, UNA SOCIET DEL GRUPPO LBI)
era una grande struttura di blocchi di calcestruzzo, con un parcheggio asfaltato di fresco dai bordi irregolari che si sgretolavano fra le erbacce. Il parcheggio si stava riempiendo di grandi veicoli, fra cui un Navigator nero da cui Vin Haven e alcuni dirigenti smontarono proprio mentre Lalitha fermava la macchina con uno stridio di freni.
- Scusaci, abbiamo perso il pranzo, - disse Lalitha a Vin.
- Credo che la cena sar il pasto migliore, - disse Vin. - Almeno spero, dopo quello che ci  toccato per pranzo.
All'interno della fabbrica c'era un forte, gradevole odore di vernice, plastiche e macchinari nuovi. Walter not l'assenza di finestre, l'uso esclusivo dell'illuminazione elettrica. Un podio e una platea di sedie pieghevoli erano collocati sullo sfondo di enormi torri oblunghe di materiale grezzo cellofanato. L dentro si aggiravano un centinaio di abitanti del West Virginia, fra cui Coyle Mathis, che indossava una felpa larga e un paio di jeans ancora pi larghi, dall'aria co-

s nuova che poteva averli comprati al Walmart poco prima. Due troupe televisive locali tenevano le telecamere puntate
sul podio e sullo striscione appeso sopra: IMPIEGO + SICUREZ
ZA NAZIONALE = SICUREZZA DELL'IMPIEGO.
Vin Haven (" Potete passare la notte a scandagliare LexisNexis, non troverete una sola dichiarazione rilasciata in quarantasette anni di carriera") si sedette dietro le telecamere, mentre Walter prese da Lalitha una copia del discorso che lui aveva scritto e lei rivisto e and a sedersi con gli altri dirigenti - Jim Elder, vicepresidente senior della Lbi, e Roy Dennett, amministratore delegato della consociata che prendeva il nome dalle sue iniziali - dietro il podio. Seduto in prima fila, con le braccia incrociate in alto sul petto, c'era Coyle Mathis. Walter non lo vedeva dal giorno del loro disgraziato incontro nel giardino di Mathis (che adesso era una nuda distesa di macerie). Lo fissava con un'espressione che a Walter, di nuovo, ricord suo padre. L'espressione di un uomo che cercava di prevenire, con la ferocia del suo disprezzo, qualunque possibilit di farsi compatire o di sentirsi in imbarazzo. Walter si rattrist per lui. Mentre jim Elder, al microfono, cominciava a lodare i nostri valorosi soldati in Iraq e Afghanistan, Walter rivolse a Mathis un sorriso mite, per mostrargli che era triste per lui, triste per entrambi. Mathis, per, non cambi espressione e non smise di fissarlo.
- Ora ascolteremo qualche commento da parte della Fondazione del Monte Ceruleo, - disse jim Elder, - che ha il merito di aver creato tutti questi meravigliosi impieghi sostenibili per Whitmanville e per l'economia locale. Diamo insieme il benvenuto a Walter Berglund, direttore esecutivo della Fondazione. Walter?
La sua tristezza per Mathis era diventata una tristezza pi generale, una tristezza per il mondo, per la vita. Mentre saliva sul podio, cerc con lo sguardo Vin Haven e Lalitha, seduti l'uno accanto all'altra, e rivolse loro un piccolo sorriso di rammarico e di scusa. Poi si chin sul microfono.
- Grazie, - disse. - Benvenuti. Benvenuti soprattutto al signor Coyle Mathis e agli altri uomini e donne di Forster Hollow che lavoreranno in questa straordinaria fabbrica ad
alta inefficienza energetica. Siamo parecchio lontani da Forster Hollow, non  vero?
A parte il ronzio dei sistemi a basso livello, l'unico rumore era l'eco della sua voce amplificata. Lanci un rapido sguardo a Mathis, che manteneva immutata la sua espressione di disprezzo.
- E allora s, benvenuti, - prosegu Walter. - Benvenuti nella classe media! E questo che voglio dirvi. Tuttavia, rapidamente, prima di andare avanti, voglio anche dire al signor Mathis qui in prima fila: lo so che non ti piaccio. E tu non piaci a me. Ma sai, quando ti rifiutavi di trattare con noi, io ti rispettavo. La tua posizione non mi piaceva, per la rispettavo. Rispettavo la tua indipendenza. Perch io, sai, prima di entrare nella classe media, venivo da un posto abbastanza simile a Forster Hollow. E adesso anche voi fate parte della classe media, e io voglio darvi il benvenuto, perch la nostra classe media americana  una cosa meravigliosa. E il pilastro delle economie di tutto il mondo!
Vide Lalitha sussurrare qualcosa a Vin.
- E adesso che avete il vostro impiego in questa fabbrica di giubbotti antischegge, - continu Walter, - sarete in grado di partecipare a quelle economie. Anche voi contribuirete a spogliare ogni lembo di habitat naturale rimasto in Asia, Africa e Sudamerica! Anche voi potrete comprarvi televisori al plasma larghi due metri che consumano un'incredibile quantit di energia perfino quando non sono accesi! Ma va bene cos, perch  proprio per questo che vi abbiamo buttati fuori di casa: per poter sbancare le vostre colline avite e alimentare le centrali a carbone che sono la prima causa dell'effetto serra e di altre belle cose come le piogge acide. E un mondo perfetto, non  vero? E un sistema perfetto, perch fino a quando avrete il vostro megatelevisore al plasma e l'elettricit per farlo funzionare, non dovrete pensare alle sue brutte conseguenze. Potrete guardare Survivor: Indonesia fino al giorno in cui l'Indonesia non ci sar pi!
Coyle Mathis fu il primo a fischiare. Molti altri lo seguirono a ruota. Walter, con la coda dell'occhio, vide Elder e Dennett alzarsi in piedi.
- Aggiungo solo due parole, - prosegu, - perch voglio

essere breve. Solo qualche altro commento su questo mondo perfetto. Voglio accennare a quei grossi veicoli nuovi da quattro chilometri al litro che potrete comprare e guidare quanto volete, adesso che anche voi, come me, fate parte della classe media. Il motivo per cui questo paese ha bisogno di tanti giubbotti antischegge  che certa gente, in certe parti del mondo, non vuole che gli rubiamo tutto il petrolio per alimentare le vostre macchine. E cos, pi guidate le vostre macchine, e pi il vostro impiego in questa fabbrica di giubbotti antischegge diventa sicuro! Non  perfetto?
Il pubblico si era alzato in piedi e aveva cominciato a urlare per zittirlo.
- Adesso basta, - disse jim Elder, cercando di allontanarlo dal microfono.
- Ancora un paio di cose! - grid Walter, strappando il microfono dal supporto e guizzando via come un ballerino. - Voglio darvi il benvenuto come dipendenti di una delle aziende pi corrotte e senza scrupoli del mondo! Avete sentito ? La Lbi se ne fotte dei vostri figli e delle vostre figlie feriti in Iraq, finch continua a ricavare profitti del mille per cento ! So quello che dico ! Ne ho le prove ! Fa tutto parte del mondo perfetto della classe media in cui state entrando! Lavorando per la Lbi, guadagnerete finalmente abbastanza per evitare che i vostri figli si arruolino nell'esercito e vengano uccisi dai camion guasti e dai giubbotti antischegge scadenti della Lbi!
Il microfono non funzionava pi, e Walter svicol pi indietro, lontano dalla ressa che si stava formando. - E INTANTO, - grid, - OGNI MESE AGGIUNGIAMO TREDICI MILIONI DI ESSERI UMANI ALLA POPOLAZIONE MONDIALE! TREDICI MILIONI DI PI A SCANNARSI PER LE RISORSE LIMITATE DELLA TERRA! E A SPAZZAR VIA OGNI ALTRA FORMA DI VITA SULLA LORO STRADA! QUESTO E UN CAZZO DI MONDO PERFETTO SE NON CONSIDERATE TUTTE LE ALTRE SPECIE CHE CI VIVONO! SIAMO IL CANCRO DEL PIANETA! IL CANCRO DEL PIANETA!
A questo punto venne colpito alla mascella da Coyle Mathis in persona. Walter vacill, con uno sciame di insetti lam
peggianti davanti alle pupille, gli occhiali finiti chiss dove, e decise che forse aveva parlato abbastanza. Adesso era circondato da Mathis e da una dozzina di altri uomini, che cominciarono a fargli davvero molto male. Cadde a terra, cercando di fuggire in mezzo a una foresta di gambe che lo prendevano a calci con scarpe da ginnastica made in China. Si rannicchi, temporaneamente cieco e sordo, la bocca piena di sangue e almeno un dente rotto, e assorb altri calci. Poi i calci diminuirono e altre mani gli furono addosso, comprese quelle di Lalitha. Mentre recuperava l'udito la sent urlare: - Lasciatelo stare! Lasciatelo stare! - Ebbe un conato di vomito e sput una boccata di sangue sul pavimento. Lalitha si abbass e lo guard in faccia, facendo ricadere i capelli nel suo sangue. - Stai bene?
Walter abbozz un sorriso. - Comincio a sentirmi meglio.
- Oh, il mio capo. Il mio caro, povero capo.
- Mi sento decisamente meglio.


Era la stagione della migrazione, del volo, del canto e del sesso. Nella regione neotropicale, che ospitava la pi ricca biodiversit della terra, qualche centinaio di specie di uccelli diventava irrequieta e si lasciava alle spalle le altre migliaia di specie, molte delle quali strettamente imparentate dal punto di vista tassonomico, che si accontentavano di rimanere li, a coesistere accalcate e a riprodursi nella quiete dei tropici. Quattro delle centinaia di specie di tangara del Sudamerica si dirigevano verso gli Stati Uniti, rischiando i disastri della traversata per il miraggio del cibo e dei posti in cui nidificare nelle foreste temperate estive. Le dendroiche cerulee risalivano in volo le coste del Messico e del Texas e si sparpagliavano nelle foreste di latifoglie degli Appalachi e degli Ozark. I colibr golarubino si ingrassavano con i fiori di Veracruz e poi volavano per milletrecento chilometri attraverso il Golfo, bruciando la met del loro peso corporeo e atterrando a Galveston per riprendere fiato. Le sterne migravano da una zona subartica all'altra, i rondoni sonnecchiavano in aria senza mai atterrare, i tordi canterini aspettavano il vento da sud e poi volavano per dodici ore di fila, attraversando stati interi in una notte. I grattacieli,

i cavi dell'alta tensione, le turbine a vento, le torri per le telecomunicazioni e il traffico stradale falciavano milioni di migratori, ma altri milioni ce la facevano, molti tornavano allo stesso albero su cui avevano nidificato l'anno precedente, sugli stessi rilievi o nelle stesse paludi dove avevano messo le piume, e li, se erano maschi, cominciavano a cantare. Ogni anno, al loro arrivo, trovavano nuove porzioni di territorio trasformate in parcheggi o autostrade, disboscate per ricavare legno da bancali, suddivise in lotti, spogliate per scavare pozzi petroliferi o miniere di carbone, frammentate per costruire centri commerciali, dissodate per la produzione di etanolo, o snaturate in vari altri modi per piste da sci, percorsi ciclabili e campi da golf. I migratori esausti dopo un viaggio di ottomila chilometri dovevano competere con i primi arrivati per gli scampoli di territorio rimasti; cercavano invano un compagno, rinunciavano a nidificare e tiravano avanti senza riprodursi, venivano uccisi per sport dai gatti randagi. Ma gli Stati Uniti erano ancora un paese ricco e relativamente giovane, e sacche di territorio piene di uccelli si trovavano ancora, se le si andava a cercare.
E fu proprio questo che decisero di fare Walter e Lalitha, alla fine di aprile, con un furgone carico di attrezzatura da campeggio. Avevano un mese libero prima che il lavoro con Spazio Libero entrasse nel vivo, e le loro responsabilit nei confronti della Fondazione del Monte Ceruleo erano terminate. Quanto alle emissioni di co, del furgone succhiabenzina, Walter si consolava un po' con il pensiero di tutti gli spostamenti in bicicletta o a piedi dei venticinque anni precedenti, e con il fatto di non possedere pi nessuna residenza oltre alla casetta chiusa sul Lago Senza Nome. Sentiva di potersi permettere uno spreco di petrolio dopo una vita virtuosa, un'estate in mezzo alla natura come ricompensa per l'estate che gli era stata sottratta da ragazzo.
Mentre era ancora ricoverato all'ospedale della contea di Whitman per curarsi la mascella lussata, la faccia spaccata e le costole contuse, Lalitha aveva disperatamente cercato di presentare il suo scoppio d'ira come un "episodio psicotico indotto dal trazodone". - Era letteralmente sonnambulo, - aveva insistito con Vin Haven. - Non so quante pastiglie avesse ingerito, rito, ma senz'altro pi di una, e poche ore prima. Non sapeva
letteralmente quello che diceva.  stata colpa mia, non dovevo lasciarlo parlare. Dovresti licenziare me, non lui.
- Mi  sembrato che si rendesse conto benissimo di quello che diceva, - aveva risposto Vin, sorprendentemente poco arrabbiato. - E un peccato che abbia dovuto iperrazionalizzare in quel modo. Ha fatto un ottimo lavoro, e poi si  messo a razionalizzare.
Vin aveva organizzato una conferenza telefonica con i suoi amministratori, che avevano subito approvato la proposta di licenziare Walter su due piedi, e aveva dato disposizione ai suoi avvocati di esercitare l'opzione di riacquisto della porzione del palazzo di Georgetown occupato dai Berglund. Lalitha aveva avvertito i candidati allo stage di Spazio Libero che i fondi erano stati tagliati, che Richard Katz si ritirava dal progetto (Walter, dal letto d'ospedale, l'aveva finalmente avuta vinta), e che l'esistenza stessa di Spazio Libero era ormai in dubbio. Alcuni candidati le avevano inviato un'email per ritirare la candidatura; due si erano offerti comunque come volontari; gli altri non avevano neppure risposto. Visto che Walter doveva gestire lo sfratto e si rifiutava comunque di parlare con la moglie, Lalitha le aveva telefonato al suo posto. Patty era arrivata qualche giorno dopo con un furgone a noleggio, mentre Walter se ne stava rintanato nello Starbucks pi vicino, e aveva portato via tutto quello che non intendeva mettere in deposito.
Alla fine di quella bruttissima giornata, quando Patty era ripartita e Walter era tornato dal suo esilio alla caffeina, Lalitha aveva trovato sul BlackBerry ottanta nuovi messaggi inviati da giovani di tutto il paese, che chiedevano se era troppo tardi per offrirsi come volontari per Spazio Libero. I loro indirizzi e-mail avevano un sapore pi arguto rispet
to ai vari ragazzodisinistra@collegecostoso.edu dei candidati precedenti. Erano freegan e guerrilla, pornfetal e giainista3 e
jwlindjr, @gmail e @cruzio. Il mattino dopo ne avevano trovati ancora un centinaio, insieme all'offerta di alcune garage band di quattro citt - Seattle, Missoula, Buffalo e Detroit - di aiutarli a organizzare i concerti di Spazio Libero nelle loro comunit.
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Era successo, come Lalitha tu svelta a capire, che 11 video

girato dalla tv locale con la tirata di Walter e la conseguente rissa si era diffuso per tutta la rete. Negli ultimi tempi era diventato possibile trasmettere video in streaming su inter
net, e il clip di Whitmanville (CancroDeIPianeta.wmv) si era
propagato nelle frange radicali della blogosfera, tra i siti dei teorici della cospirazione dell'undici settembre, dei difensori degli alberi, degli appassionati di Fight Club e dei membri della Peta, uno dei quali aveva poi scovato il link a Spazio Libero sul sito della Fondazione del Monte Ceruleo. E da un giorno all'altro, malgrado avesse perduto i finanziamenti e la star principale, Spazio Libero aveva guadagnato un autentico nucleo di sostenitori e, nella persona di Walter, un eroe.
Era da molto tempo che Walter non ridacchiava cos, ma adesso ridacchiava in continuazione, e poi gemeva per il dolore alle costole. Un pomeriggio era rientrato a casa con un furgone Econoline bianco di seconda mano e con una lattina di vernice spray verde, che aveva usato per decorare i fianchi e il retro del furgone con la rozza scritta SPAZIO LIBERO. Avrebbe voluto anche spendere i suoi soldi, il ricavato dell'imminente vendita della casa, per finanziare le loro attivit fino al termine dell'estate, stampare materiale informativo, pagare un piccolo stipendio agli stagisti e offrire un premio alle band in competizione, ma Lalitha, prevedendo potenziali controversie legali relative al divorzio, non glielo aveva permesso. Al che Joey, in modo del tutto inatteso, dopo aver saputo dei progetti estivi del padre, aveva firmato un assegno di $ 100000 per Spazio Libero.
- E assurdo, Joey, - aveva detto Walter. - Non posso accettarlo.
- Certo che puoi, - aveva risposto Joey. - Il resto andr ai reduci di guerra, ma io e Connie troviamo interessante anche la tua causa. Tu ti sei preso cura di me quando ero piccolo, giusto ?
- S, perch eri mio figlio. Tutti i genitori lo fanno. Nessuno si aspetta un rimborso. Non sei mai riuscito ad afferrare questo concetto.
- Ma non trovi divertente che possa farlo? Non  un bello scherzetto? Questi sono come i soldi del Monopoli. Per me non valgono niente.
- Potrei spendere i miei risparmi, se volessi.
- Be', conservali per quando sarai vecchio, - aveva detto Joey. - Non  che continuer a donare tutto in beneficenza, quando comincer a far soldi nella maniera giusta. Queste sono circostanze particolari.
Walter era cos orgoglioso di Joey, cos grato di non dover pi combattere contro di lui, e dunque cos propenso a lasciarlo comportare da grande, che non aveva combattuto neppure contro l'assegno. Il suo unico vero errore era stato di dirlo a Jessica. Aveva finalmente accettato di parlargli quando era finito in ospedale, ma dal suo tono si capiva subito che non era pronta a essere amica di Lalitha. Non era rimasta neppure colpita da quello che Walter aveva detto a Whitmanville. - Anche tralasciando il fatto che "cancro del pianeta"  proprio il tipo di espressione che tutti avevamo definito controproducente, - aveva detto, - non mi sembra che tu abbia scelto il nemico giusto. Quando contrapponi la salvaguardia dell'ambiente a persone ignoranti che cercano di migliorare la propria vita, stai mandando un messaggio molto dannoso. Cio, lo so che quella gente non ti piace. Ma devi cercare di nasconderlo, non di metterlo in primo piano -. In una telefonata successiva, Jessica aveva accennato con fastidio alle idee repubblicane del fratello, e Walter aveva sostenuto che Joey era cambiato da quando aveva sposato Connie. Anzi, aveva aggiunto, Joey era diventato un importante sostenitore di Spazio Libero.
- E dove ha preso i soldi ? - aveva subito replicato Jessica.
- Be', non sono poi tanti, - aveva ritrattato Walter, rendendosi conto dell'errore. - Siamo un gruppo minuscolo, sai, perci  tutto relativo. Il fatto stesso che ci dia qualcosa, un contributo simbolico, la dice lunga su quanto  cambiato.
- Mm.
- Voglio dire, non  paragonabile al tuo contributo. Tu hai fatto tantissimo. Hai passato quel fine settimana con noi, ci hai aiutati a creare il concetto. Sei stata di grande aiuto.
- E adesso? - gli aveva chiesto Jessica. - Ti farai crescere i capelli e comincerai a portare la bandana? Te ne andrai in giro con quel furgone? La perfetta crisi di mezza et? E questo che dobbiamo aspettarci? Perch in tal caso vorrei essere la vocina che ti dice che mi piacevi di pi prima.

- Ti prometto di non farmi crescere i capelli. E di non portare la bandana. Non ti metter in imbarazzo.
- Temo che in questo caso i buoi siano gi scappati dalla stalla.
Forse era destino che succedesse: Jessica parlava sempre di pi come Patty. La sua rabbia lo avrebbe addolorato di pi, se non fosse stato occupato a godersi, ogni minuto di ogni giorno, l'amore di una donna che lo desiderava tutto intero. Quella felicit gli ricordava i primi anni con Patty, i giorni del lavoro di squadra per crescere i figli e ristrutturare la casa, ma ora si sentiva molto pi presente a se stesso, pi capace di apprezzare in modo vivido e dettagliato la propria felicit, e Lalitha non era il grattacapo, l'enigma, la sconosciuta testarda che Patty, in un certo senso, aveva sempre rappresentato per lui. Lalitha era proprio quello che sembrava. I loro momenti di intimit, non appena si era ripreso dalle ferite, erano diventati quello che gli era sempre mancato senza che neppure lo sapesse.
Quando i traslocatori ebbero rimosso ogni traccia dei Berglund dal palazzo, lui e Lalitha partirono per la Florida a bordo del furgone, con l'idea di procedere verso ovest attraverso il ventre meridionale del paese prima che cominciasse a fare troppo caldo. Aveva deciso di mostrarle un tarabuso, e il primo lo trovarono nella riserva di Corkscrew Swamp, in Florida, accanto a una pozza ombreggiata e a una passerella scricchiolante sotto il peso di pensionati e turisti, ma era un tarabuso avvezzo all'intruso, che rimaneva in bella vista mentre i flash dei turisti gli rimbalzavano sul piumaggio inutilmente mimetico. Walter insistette per percorrere gli argini polverosi della riserva di Big Cypress in cerca di un vero tarabuso, uno timido, e offr a Lalitha una lunga tirata sul danno ecologico causato dalla gente che si divertiva a girare in quad, gli amici di Coyle Mathis e Mitch Berglund. In qualche modo, malgrado il danno, la boscaglia e le pozze di acqua nera erano ancora piene di uccelli e innumerevoli alligatori. Alla fine Walter avvist un tarabuso, in un acquitrino cosparso di bossoli di fucile e lattine di Budweiser scolorite. Lalitha arrest il furgone in una nuvola di polvere e ammir debitamente l'uccello con il binocolo, fin
ch un furgone non pass rombando accanto a loro con tre quad sul pianale.
Lalitha non era mai stata in campeggio, ma era pronta all'avventura, e Walter la trovava sexy da morire nella sua tenuta traspirante da safari. Era facilitata dal fatto di essere immune alle scottature, e di respingere le zanzare quanto Walter le attirava. Lui cerc di insegnarle qualche rudimento di cucina, ma Lalitha preferiva occuparsi di montare la tenda e programmare il percorso. Walter si svegliava prima dell'alba, metteva sul fuoco la caffettiera da sei e tornava dentro la tenda a portarle il caff con il latte di soia. Poi andavano a camminare in mezzo alla rugiada e alla luce color miele. Lalitha non condivideva la sua passione per la natura, per era brava ad avvistare gli uccellini in mezzo al fogliame pi fitto, studiava le guide da campo e lanciava urletti di gioia quando riusciva a individuare e correggere un errore di identificazione di Walter. Nella tarda mattinata, quando l'attivit aviaria si calmava, viaggiavano per qualche ora verso ovest e cercavano il parcheggio di un albergo con connessione wireless non protetta, per permettere a Lalitha di coordinarsi via e-mail con i futuri stagisti e a Walter di scrivere sul blog che lei gli aveva aperto. Poi un altro parco nazionale, un'altra cena al sacco, un altro round di estatico corpo a corpo sotto la tenda.
- Non ti sei stancata? - le disse Walter una sera, in un campeggio particolarmente bello e vuoto fra i mesquite del Texas sudoccidentale. - Se vuoi possiamo passare una settimana in motel, nuotare in piscina, lavorare.
- No, mi piace vedere come ti diverti a cercare gli animali, - rispose Lalitha. - Mi piace vederti felice, dopo che sei stato infelice per tanto tempo. Mi piace viaggiare con te.
- Ma forse ti sei stancata?
- Non ancora, - disse lei, - anche se non credo di capire bene la natura. Non come te. Mi sembra una cosa tanto violenta. Quella cornacchia che mangiava i piccoli del passero, quei pigliamosche, quel procione che divorava le uova, i falchi che uccidono qualunque cosa. La gente parla della pace della natura, per a me non sembra affatto pacifica. Tutti si ammazzano fra loro. Addirittura peggio degli esseri umani.
- Per me, - disse Walter, - la differenza  che gli uccel-

li uccidono solo perch devono mangiare. Non lo fanno con rabbia, non lo fanno senza motivo. Non  una cosa nevrotica. Per me  questo che rende la natura un luogo pacifico. Le cose vivono o non vivono, ma non esiste il veleno del risentimento, della nevrosi e dell'ideologia.  un sollievo dalla mia rabbia nevrotica.
- Ma tu non sembri pi arrabbiato.
- Perch sono con te ogni minuto della giornata, e non sono pi tanto compromesso, e non devo avere a che fare con la gente. Temo che la rabbia torner.
- In tal caso non  per me che mi dispiacerebbe, - disse Lalitha. - Rispetto i tuoi motivi per essere arrabbiato. Sono una delle ragioni per cui ti amo. Per sono tanto felice di vederti felice.
- Continuo a pensare che non puoi diventare pi perfetta di cos, - disse lui, prendendola per le spalle. - E poi te ne esci con qualcosa di ancora pi perfetto.
Walter, in realt, era turbato dall'ironia della situazione. Avendo finalmente dato sfogo alla rabbia, prima con Patty e poi a Whitmanville, ed essendosi cos tirato fuori sia dal matrimonio sia dalla Fondazione, si era sbarazzato di due importanti cause di quella stessa rabbia. Per un po', nel suo blog, aveva cercato di minimizzare e attenuare l'immagine da "eroe" creatasi grazie al discorso sul cancro-del-pianeta, e di sottolineare che il nemico era il Sistema, non gli abitanti di Forster Hollow. Ma i suoi sostenitori lo avevano rimpro
verato in modo cos chiaro ed eloquente ("tira fuori le palle, il tuo discorso era mitico", ecc.), che era arrivato a ritenere di
dover esporre con sincerit ogni pensiero velenoso che gli passava per la testa mentre girava per il West Virginia, ogni estrema opinione antisviluppo che aveva dovuto ingoiare in nome della professionalit. Accumulava argomentazioni incisive e prove schiaccianti sin dai tempi del college; adesso il minimo che poteva fare era condividerle con quei ragazzi ai quali, per qualche sorta di miracolo, sembravano davvero interessare. La rabbia folle dei suoi lettori, tuttavia, era preoccupante, e mal si accordava al suo umore pacifico. Lalitha, dal canto suo, era impegnatissima a selezionare gli

stagIsta I
quelli che sembravano pi inclini a dimostrarsi responsabili e non violenti; quasi tutti quelli che giudic sani di mente erano ragazze. Il suo impegno nella lotta contro la sovrappopolazione era concreto e umanitario quanto quello di Walter era astratto e misantropico, e il fatto che Walter la invidiasse e volesse somigliarle dava la misura dell'amore sempre pi profondo che provava per lei.
Il giorno prima di raggiungere l'ultima destinazione del loro viaggio di piacere - la contea di Kern, in California, luogo di riproduzione di un numero impressionante di uccelli canori -, Walter e Lalitha passarono a trovare Brent, il fratello di Walter che abitava nella citt di Mojave, vicino alla base aerea dove prestava servizio. Brent, che non si era mai sposato, che vedeva nel senatore John McCain il suo eroe personale e politico, e che sembrava aver interrotto il proprio sviluppo emotivo con l'arruolamento nell'aeronautica militare, non poteva essere meno interessato alla separazione di Walter da Patty o alla sua relazione con Lalitha, che chiam pi di una volta "Lisa". Tuttavia li port fuori a pranzo, e raccont a Walter dell'altro fratello, Mitch. - Stavo pensando - disse - che se la casa della mamma  ancora libera, magari potresti lasciargliela per un po'. Non ha telefono n indirizzo, so che beve ancora ed  in arretrato di cinque anni con gli alimenti. Sai, lui e Stacy hanno avuto un altro figlio prima di separarsi.
- E con questo quanti sono, - disse Walter. - Sei?
- No, solo cinque. Due con Brenda, uno con Kelly, due con Stacy. Non credo che mandargli soldi serva a qualcosa, perch tanto se li beve tutti. Ma stavo pensando che gli farebbe comodo un posto dove stare.
- Sei molto premuroso, Brent.
- Era tanto per dire. So che non siete in buoni rapporti. Per, sai, se la casa  vuota.
Cinque piccoli erano una nidiata di giuste dimensioni per un uccello canoro, visto che gli uccelli erano ovunque perseguitati e scacciati dagli uomini, ma non per un essere umano, e quel numero gli rendeva pi difficile compatire il fratello. In fondo al cuore, in un luogo non troppo nascosto, nutriva il desiderio che tutti gli altri si riproducessero un po' meno,

Cubi elle lui 

con Lalitha. Era senz'altro un desiderio vergognoso: Walter era il leader di un gruppo contrario allo sviluppo demografico, aveva gi avuto due figli da giovane, a un'et deplorevole dal punto di vista demografico, non era pi scontento di suo figlio ed era quasi abbastanza vecchio da diventare nonno. Eppure non riusciva a non immaginare di mettere incinta Lalitha. Quella era la base di tutte le loro scopate, il significato racchiuso nella bellezza del suo corpo.
- No, no, no, tesoro, - disse lei, sorridendo e strofinando il naso contro il suo, quando lui affront il discorso nella tenda, in un campeggio della contea di Kern. - Con me va cos. Lo sapevi. Io non sono come le altre. Sono stramba come te, solo in modo diverso. Te lo avevo spiegato, no?
- S, certo. Stavo solo verificando.
- Be', puoi anche verificare, ma la risposta sar sempre la stessa.
- Lo sai perch? Perch sei diversa?
- No, per so quello che sono. Sono la ragazza che non vuole un bambino. E la mia missione nel mondo. Il mio messaggio.
- Io amo quello che sei.
- E allora lasciamo che questa sia la cosa che non trovi perfetta.
Passarono il mese di giugno a Santa Cruz, dove Lydia Han, la migliore amica del college di Lalitha, seguiva un dottorato in letteratura. Si accamparono sul pavimento di Lydia, poi montarono la tenda nel suo giardino, e infine tra le sequoie. Lalitha, con i soldi di Joey, aveva comprato il biglietto aereo per i venti stagisti che aveva scelto. Il tutor di Lydia Han, Chris Connery, un marxista dalla chioma selvaggia specializzato in cultura cinese, permise agli stagisti di stendere i sacchi a pelo sul suo prato e usare i suoi gabinetti, e forn alla squadra di Spazio Libero una sala conferenze del campus per tre giornate di addestramento e pianificazione intensivi. L'evidente fascinazione di Walter per le diciotto ragazze del gruppo - con i capelli rasta oppure rasati, con atroci piercing e/o tatuaggi, e con una fertilit collettiva cos intensa che si poteva quasi annusare - lo faceva arrossire in continuazione mentre predicava sui mali della crescita demografica incontrollata. Fu un sollie
vo poter fuggire per una passeggiata con il professor Connery negli spazi liberi intorno a Santa Cruz, tra le colline brune e le radure umide delle foreste di sequoie, ascoltare le profezie ottimistiche di Connery sul collasso dell'economia globale e la rivoluzione dei lavoratori, vedere per la prima volta gli uccelli della costa californiana, e incontrare alcuni dei giovani freegan e collettivisti radicali che occupavano terreni pubblici e vivevano nello squallore per principio. Avrei dovuto fare il professore, pens Walter.
Solo in luglio, quando abbandonarono la tranquillit di Santa Cruz per rimettersi in strada, si ritrovarono immersi nella rabbia che quell'estate attanagliava il paese. Per quale ragione i conservatori, che controllavano tutti e tre i rami del governo federale, fossero ancora cos arrabbiati - con i rispettosi scettici della guerra in Iraq, con le coppie gay che volevano sposarsi, con il mite Al Gore e la cauta Hillary Clinton, con le specie in via di estinzione e i loro difensori, con le tasse e il prezzo del petrolio che erano fra i pi bassi delle nazioni industrializzate, con i media convenzionali appartenenti anch'essi a gruppi conservatori, con i messicani che tagliavano la loro erba e lavavano i loro piatti -, per Walter era un mistero. Anche suo padre aveva provato quella rabbia, certo, ma in un'epoca molto pi progressista. E la rabbia dei conservatori aveva scatenato un'esplosione di contro-rabbia di sinistra, cos violenta da bruciargli praticamente le sopracciglia ai concerti di Spazio Libero a Los Angeles e San Francisco. Tra i giovani con cui parlava, l'epiteto polifunzionale usato per tutti, da George Bush a Tim Russert, da Tony Blair a john Kerry, era "testa di cazzo". Il fatto che l'undici settembre fosse stato orchestrato dalla Halliburton insieme alla famiglia reale saudita era un articolo di fede quasi universale. Tre diverse garage band eseguirono canzoni in cui fantasticavano rozzamente di torturare e uccidere il presidente e il vicepresidente (" Ti cago in bocca I Big Dick', quanto mi piace I S, piccolo Georgie I Un colpo alla tempia baster"). Lalitha aveva insistito con gli stagisti e soprattutto con Walter che occorreva essere disciplinati nel messaggio, attenersi ai fatti sulla sovrappopolazione, raccogliere pi consensi
' Il nome di Cheney, Dick (diminutivo di Richard), in slang significa "cazzo" [N.d.T.].

possibile. Ma senza il richiamo dei gruppi famosi che Richard avrebbe potuto procurare, i concerti attiravano soprattutto le frange gi convinte, gli scontenti che scendevano in strada col passamontagna per manifestare contro il Wto. Ogni volta che saliva sul palco, Walter veniva acclamato per la catastrofe di Whitmanville e per i post intemperanti del suo blog, ma non appena parlava della necessit di farsi furbi e lasciare che i fatti parlassero da soli, le folle si zittivano, oppure cominciavano a intonare le parole pi incendiarie di Walter, le loro preferite: " Cancro del pianeta! " "'Fanculo il papa! " A Seattle, dove tirava un'aria particolarmente brutta, Walter scese dal palco accompagnato da qualche fischio. Ricevette un'accoglienza migliore nel Midwest e nel Sud, in particolare nelle citt universitarie, ma li il pubblico era anche molto meno numeroso. Quando lui e Lalitha raggiunsero Athens, in Georgia, Walter faceva ormai fatica ad alzarsi al mattino. Era stanco di viaggiare, e oppresso dal pensiero che la brutta rabbia del paese non fosse altro che un'eco amplificata della sua, e che il suo risentimento personale nei confronti di Richard avesse privato Spazio Libero di una pi ampia base di sostenitori, e che sarebbe stato meglio destinare i soldi di Joey a un'associazione abortista. Se non fosse stato per Lalitha, che si occupava di guidare il furgone e soprattutto di fornire l'entusiasmo, Walter avrebbe probabilmente abbandonato il tour per andarsene a fare birdwatching.
- So che sei scoraggiato, - gli disse Lalitha mentre uscivano da Athens. - Ma stiamo decisamente attirando l'attenzione sul problema. Tutti i settimanali gratuiti ci presentano riportando alla lettera le nostre argomentazioni. I blogger e le recensioni on line parlano tutti della sovrappopolazione. Era dagli anni Settanta che non se ne parlava in pubblico. E ora all'improvviso se ne parla. D'un tratto l'idea ha ripreso a circolare nel mondo. Le idee nuove attecchiscono sempre a partire dalle frange estreme. Non devi scoraggiarti solo perch-non fila sempre tutto liscio.
- Ho salvato duecentocinquanta chilometri quadrati in West Virginia, - disse Walter. - E ancora di pi in Colombia.  stato un buon lavoro, con risultati concreti. Perch non ho continuato?
- Perch sapevi che non basta. L'unica cosa che ci salver davvero  cambiare il modo di pensare della gente.
Walter guard la sua ragazza, le mani salde sul volante, gli occhi luminosi fissi sulla strada, e si sent scoppiare dal desiderio di essere come lei; dalla gratitudine per il fatto di andarle bene cos com'era. - Il mio problema  che la gente non mi piace abbastanza, - disse. - Non sono convinto che possa cambiare.
- Certo che ti piace la gente. Non ti ho mai visto trattar male nessuno. Quando parli con le persone non riesci a smettere di sorridere.
- A Whitmanville non sorridevo.
- E invece s. Perfino in quella situazione. Anche per questo era tutto cos strano.
Ad ogni modo, durante i giorni della canicola non c'erano molti volatili da osservare. Una volta che avevano rivendicato il territorio e si erano riprodotti, i piccoli uccelli non avevano nulla da guadagnarci nell'attirare l'attenzione. Walter faceva passeggiate mattutine nelle riserve e nei parchi che sapeva ancora pieni di vita, ma le erbacce invadenti e gli alberi carichi di foglie se ne stavano immobili nell'umidit dell'estate, come case dalla porta chiusa per non farlo entrare, come coppie che avevano occhi solo per se stesse. L'emisfero settentrionale assorbiva l'energia del sole e le piante la trasformavano silenziosamente in cibo per gli animali, con il ronzio e il sibilo degli insetti come unico sottoprodotto sonoro. Quello era il momento decisivo per i migratori neotropicali, l'attimo che andava colto. Walter li invidiava perch avevano un lavoro da portare a termine, e si chiedeva se la sua depressione incipiente non dipendesse dal fatto che quell'estate, per la prima volta in quarant'anni, non aveva dovuto lavorare.
La competizione nazionale tra i gruppi emergenti di Spazio Libero era programmata per l'ultimo fine settimana di agosto, purtroppo in West Virginia. Lo stato si trovava in una posizione decentrata, difficile da raggiungere con i mezzi pubblici, ma quando Walter, sul blog, aveva proposto di cambiare localit, i suoi fan erano ormai esaltati all'idea di andare in West Virginia e denunciarne l'alto tasso di natalit, la sudditanza all'industria del carbone, il gran numero di fondamen
i


talisti cristiani e la responsabilit di aver deciso le elezioni del 200O in favore di George Bush. Lalitha aveva chiesto il permesso a Vin Haven di tenere il concerto nell'ex allevamento di capre di propriet della Fondazione che fin dall'inizio lei aveva adocchiato per lo scopo, e Haven, sconcertato dalla sua temerariet e incapace, come tutti, di resistere alla pressione del suo guanto di velluto, aveva acconsentito.
Un'estenuante tirata attraverso la Rust Belt elev a pi di quindicimila i chilometri percorsi dall'inizio del viaggio, e a pi di trenta barili il petrolio consumato. Il loro arrivo nelle Citt Gemelle, a met agosto, coincise con l'odore dell'autunno portato dal primo fronte freddo dell'estate. Nella grande foresta boreale del Canada, del Maine settentrionale e del Minnesota - una foresta boreale ancora in buona parte intatta -, dendroiche, pigliamosche, anatre e passeri avevano terminato il loro compito di genitori, sostituito il piumaggio riproduttivo con una livrea pi mimetica, e il vento freddo e l'angolazione del sole li stavano avvisando che era tempo di tornare a sud. Spesso i genitori partivano per primi, lasciando indietro i giovani perch si impratichissero del volo e della ricerca di cibo e poi trovassero la strada da soli, pi goffi e con livelli di mortalit pi elevati, verso le zone di svernamento. Meno della met di quelli che partivano in autunno sarebbero tornati in primavera.
Le Sick Chelseas, il gruppo di St Paul che una volta Walter aveva sentito suonare in apertura di un concerto dei Traumatics prevedendo che sarebbe sopravvissuto meno di un anno, in realt erano ancora vive, ed erano riuscite a portare alla serata di Spazio Libero tutti i fan necessari a nominarle per la serata principale in West Virginia. Le uniche altre facce note nella folla erano Seth e Merrie Paulsen, gli ex vicini di Barrier Street, che dimostravano trent'anni pi di chiunque altro tranne Walter. Seth era affascinato da Lalitha, non riusciva a smettere di fissarla, e respinse i pretesti di stanchezza di Merrie per caldeggiare una tarda cena post-gara al Taste of Thailand. Fu il trionfo della ficcanasaggine, con Seth che punzecchiava Walter per ottenere informazioni riservate sull'ormai notorio matrimonio di Joey e Connie, su dove si trovasse Patty, sulla storia precisa
della relazione tra Walter e Lalitha, e sulle circostanze della batosta inflittagli dal " New York Times "(" Dio, hai fatto proprio una figuraccia"), mentre Merrie sbadigliava e assumeva un'espressione rassegnata.
Mentre tornavano al motel, molto tardi, Walter e Lalitha ebbero qualcosa di simile a un vero litigio. Avevano progettato di prendersi qualche giorno di pausa in Minnesota, per visitare Barrier Street, il Lago Senza Nome e Hibbing, e vedere se riuscivano a rintracciare Mitch, ma ora Lalitha voleva girare i tacchi e andare dritta in West Virginia. - La met della gente che abbiamo laggi si autodefinisce anarchica, - disse. - Se si chiamano anarchici un motivo c'. Dobbiamo andare subito a occuparci della logistica.
- No, - disse Walter. - Avevamo lasciato St Paul come ultima tappa proprio per fermarci qualche giorno qui a riposare. Non vuoi vedere dove sono cresciuto?
- Certo che voglio. Per pi avanti. Torneremo il mese prossimo.
- Ma siamo gi qui. Non ci far male prenderci due giorni prima di andare nella contea di Wyoming. Cos non ci toccher tornare indietro. Non ha senso guidare tremila chilometri in pi per niente.
- Perch fai cos? - disse Lalitha. - Perch non vuoi occuparti delle cose importanti adesso e lasciare il passato per un altro momento?
- Perch il programma era questo.
- Era un programma, non un contratto.
- Be', e poi sono anche un po' preoccupato per Mitch.
- Tu odi Mitch!
- Questo non significa che voglio vedere mio fratello in
mezzo alla strada.
- S, ma un mese in pi non cambia niente, - disse Lalitha.
- Possiamo tornare indietro subito.
Walter scosse la testa. - Devo anche controllare la casa.
E da oltre un anno che non ci va nessuno.
- Walter, no. Qui si tratta di noi due, della nostra storia,
e sta succedendo adesso.
- Potremmo anche lasciare qui il furgone, prendere l'ae
reo e noleggiare una macchina. Alla fine perderemmo solo

un giorno. Ci resterebbe una settimana intera per occuparci della logistica. Per favore, fallo per me.
Lalitha gli prese la faccia tra le mani e lo guard con un'espressione da cagnolino. - No, - disse. - Per favore, fallo tu per me.
- Vacci tu, - disse Walter, tirandosi indietro. - Prendi un aereo e vai. Io ti raggiungo fra un paio di giorni.
- Perch fai cos? E per via di Seth e Merrie ? Ti hanno fatto pensare troppo al passato ?
- S.
- Be', lascia perdere il passato e vieni con me. Dobbiamo restare uniti.
Come una sorgente fredda sul fondo di un lago caldo, l'antica depressione genetica svedese si stava diffondendo dentro di lui: la sensazione di non meritare una compagna come Lalitha; di non essere fatto per una vita di libert ed eroismo fuorilegge; di avere bisogno di una condizione di malcontento pi monotona e duratura contro cui lottare e all'interno della quale ricavarsi un'esistenza. E si rendeva conto che per il solo fatto di provare quei sentimenti stava cominciando a creare una nuova situazione di malcontento con Lalitha. E il suo pensiero da depresso fu che era meglio che lei scoprisse al pi presto la sua vera natura. Che vedesse la sua somiglianza con il fratello, il padre e il nonno. E cos torn a scuotere la testa. - Io seguir il programma, - disse. - Terr il furgone per due giorni. Se non vuoi venire con me, compreremo un biglietto aereo.	,
Se lei a quel punto si fosse messa a piangere, forse le cose sarebbero andate diversamente. Ma Lalitha era testarda, energica e arrabbiata con lui, e il mattino dopo Walter l'accompagn all'aeroporto, continuando a scusarsi finch lei non lo fece smettere. - Lascia stare, - disse, - mi  passata. Stamattina non voglio pensarci. Stiamo facendo quello che dobbiamo fare. Ti chiamo quando arrivo, e ci rivedremo presto.
Era domenica mattina. Walter chiam Carol Monaghan e poi guid lungo strade familiari fino a Ramsey Hill. Blake aveva abbattuto ancora qualche albero e cespuglio nel giardino di Carol, ma per il resto Barrier Street non era cambiata molto. Carol lo abbracci con calore, spingendogli i seni
contro il petto in un modo non proprio da parente, e poi, per un'ora, mentre le gemelle scorrazzavano strillando nel salone a prova di bambino, e Blake si alzava nervosamente e usciva e tornava e usciva di nuovo, i due genitori cercarono di entrare nel ruolo di consuoceri.
- Morivo dalla voglia di chiamarti, quando l'ho scoperto, - disse Carol. - Ho dovuto legarmi le mani per non comporre il tuo numero. Non riuscivo a capire perch Joey non volesse dirtelo.
- Be', sai, ha avuto un po' di problemi con sua madre, - disse Walter. - E anche con me.
- E come sta Patty? Ho sentito che non siete pi insieme.
- Proprio cos.
- Su questo non posso mordermi la lingua, Walter. Dir quello che penso, anche se questo mi crea sempre dei problemi. Secondo me questa separazione era nell'aria da tempo. Non sopportavo di vedere come ti trattava. Sembrava sempre che il mondo girasse intorno a lei. Ecco... l'ho detto.
- Be', sai, Carol, sono questioni complicate. E adesso  anche la suocera di Connie. Quindi spero che voi due troviate un modo per andare d'accordo.
- Ah. Per me non cambia niente, io e lei non abbiamo bisogno di vederci. Spero solo si renda conto che mia figlia  una ragazza dal cuore d'oro.
- Io me ne rendo conto senz'altro. Connie  una ragazza meravigliosa, dalle grandi potenzialit.
- Be', tu sei sempre stato quello gentile tra i due. Anche tu hai sempre avuto un cuore d'oro. Non mi  mai dispiaciuto che fossi mio vicino, Walter.
Walter prefer lasciar correre quell'ingiustizia, prefer non ricordare a Carol i tanti anni in cui Patty era stata generosa con lei e Connie, ma si sent molto triste per Patty. Sapeva che ce l'aveva messa tutta per dare il meglio di s, e ora lo addolorava sentirsi accomunato alle tante persone che vedevano solo il suo lato sgradevole. Il groppo che aveva in gola era la prova di quanto ancora l'amasse, malgrado tutto. Mettendosi in ginocchio per qualche istante di cortese interazione con le gemelle, Walter ricord che Patty era sempre stata pi a suo agio di lui con i bambini; quando Jessica e Joey aveva-

no l'et delle gemelle si era dedicata completamente a loro, beatamente assorta e immemore di s. Era molto meglio, si convinse, che Lalitha avesse proseguito per il West Virginia lasciandolo solo a soffrire nel passato.
Dopo essere sfuggito a Carol, e aver dedotto dal saluto gelido di Blake che le sue idee progressiste non gli erano state perdonate, Walter and fino a Grand Rapids, si ferm a fare la spesa e raggiunse il Lago Senza Nome nel tardo pomeriggio. C'era un minaccioso cartello con la scritta IN VENDITA nell'adiacente propriet dei Lundner, ma casa sua aveva superato il 2004 in condizioni passabili, cos come aveva superato molte altre annate. La chiave di scorta era ancora appesa sotto la vecchia e rustica panca di betulla, e Walter non trov troppo insopportabile entrare nelle stanze in cui sua moglie e il suo migliore amico lo avevano tradito; gli altri ricordi che lo sommersero erano abbastanza numerosi e vividi da mantenersi in primo piano. Rastrell e spazz il pavimento fino all'imbrunire, felice di poter fare qualcosa di concreto, tanto per cambiare, e poi, prima di andare a letto, chiam Lalitha.
- Qui c' il caos, - disse lei. - Meno male che io sono venuta e che tu sei rimasto l, perch credo che ti saresti arrabbiato. Sembra di stare a Fort Apache, o qualcosa del genere. Praticamente i nostri hanno bisogno del servizio d'ordine per proteggersi dai fan arrivati per primi. Tutti quei coglioni di Seattle si sono dati appuntamento qui, a quanto pare. Abbiamo un piccolo campeggio vicino al pozzo con un gabinetto chimico, ma  gi assediato da almeno altre trecento persone. Hanno occupato tutta la propriet, cagano vicino al ruscello dove vanno a bere, e si stanno inimicando la gente del posto. Ci sono graffiti lungo tutta la strada che porta fin qui. Al mattino devo mandare gli stagisti a scusarsi con quelli che hanno avuto la casa imbrattata, e a offrirsi di cancellare le scritte. Sono andata in giro a cercare di calmarli, ma sono tutti strafatti e sparpagliati su una superficie di quattro ettari, e non hanno un capo,  una situazione del tutto amorfa. Poi si  fatto buio e ha cominciato a piovere, e sono dovuta tornare in citt a cercare un motel.
- Posso prendere un aereo domani, - disse Walter.
- No, vieni con il furgone. Dobbiamo accamparci li. Ades
so ti arrabbieresti e basta. Io posso occuparmene senza arrabbiarmi tanto, e per quando arriverai tu la situazione dovrebbe essere migliorata.
- Be', guida con prudenza laggi, okay?
- Va bene, - disse Lalitha. - Ti amo, Walter.
- Ti amo anch'io.
La donna che lui amava ricambiava il suo amore. Lo sapeva per certo, ma quella sarebbe stata la sua unica certezza, allora e per sempre; gli altri fatti di vitale importanza sarebbero rimasti sconosciuti. Se lei avesse davvero guidato con prudenza. Se il mattino dopo avesse o non avesse percorso in tutta fretta la strada della contea resa sdrucciolevole dalla pioggia per raggiungere l'allevamento di capre, se avesse o non avesse imboccato i tornanti ciechi di montagna a una velocit eccessiva. Se un camion del carbone fosse spuntato di colpo da uno di quei tornanti, facendo quello che un camion del carbone faceva ogni settimana in West Virginia. O se qualcuno con un fuoristrada 4x4, magari uno di quelli che si erano ritrovati il granaio imbrattato dalla scritta SPAZIO LI
BERO O CANCRO DEL PIANETA, vedendo una ragazza dalla pelle
scura che guidava un'utilitaria coreana a noleggio, avesse invaso la sua corsia, o le fosse andato troppo sotto,  o l'avesse stretta durante il sorpasso, o addirittura l'avesse spinta volutamente fuori dalla strada senza banchina.
Comunque fossero andate le cose, verso le sette e quarantacinque del mattino, otto chilometri a sud della fattoria, la macchina di Lalitha fin gi per il lungo e ripidissimo argine e and a schiantarsi contro un noce. Il rapporto della polizia non avrebbe offerto neppure la magra consolazione di una morte istantanea. Ma aveva gravi lesioni, il bacino rotto e l'arteria femorale recisa, ed era senz'altro gi morta quando Walter, alle sette e trenta in Minnesota, riappese le chiavi di casa al chiodo sotto la panchina e si diresse verso la contea di Aitkin in cerca di suo fratello.
Walter sapeva, grazie alla lunga esperienza con suo padre, che con gli alcolizzati era meglio parlare di mattina. L'unica cosa che Brent aveva saputo dirgli dell'ultima ex di Mitch, Stacy, era che lavorava in una banca di Aitkin, il capoluogo della contea, e cos Walter corse dentro e fuori dalle ban-

che di Aitkin finch, nella terza, non trov Stacy. Era una bella ragazzotta di campagna, che dimostrava trentacinque anni e parlava come un'adolescente. Era la prima volta che vedeva Walter, eppure non esit ad attribuirgli buona parte della responsabilit per l'abbandono dei figli da parte di Mitch. - Puoi provare a cercarlo alla fattoria del suo amico Bo, - gli disse, alzando le spalle con aria contrariata. - Ho sentito dire che Bo gli ha lasciato l'appartamento sopra il garage, ma sar stato tre mesi fa.
Paludosa, scavata dai ghiacciai e priva di risorse minerarie, la contea di Aitkin era la pi povera del Minnesota e di conseguenza piena di uccelli, ma Walter non si ferm a cercarli mentre percorreva la County Road 5, dritta come una lama, fino alla fattoria di Bo. C'era un grande campo invaso dai resti di un raccolto di colza, e un campo di mais pi piccolo con molte pi erbacce del dovuto. Bo in persona era inginocchiato nel vialetto accanto alla casa, intento a riparare il cavalletto di una bici da bambina decorata con strisce di plastica rosa, mentre un assortimento di bambini entrava e usciva dalla porta d'ingresso aperta. Aveva le guance accese dal gin, ma era giovane e aveva muscoli da lottatore. - Cos tu sei il fratello di citt, - disse, lanciando un'occhiata perplessa al furgone di Walter.
- Sono io, - rispose Walter. - Ho sentito che Mitch vive da te,  vero?
- S, va e viene. Adesso puoi trovarlo su a Peter Lake, credo, al campeggio della, contea. Devi vederlo per qualche motivo particolare?
- No, ero da queste parti e ho pensato di venire a trovarlo. - S, non se la passa bene da quando Stacy lo ha buttato
fuori. Sto cercando di dargli una mano. - Lo ha buttato fuori?
- Oh, be', sai. Ci sono sempre due versioni della stessa storia, no?
C'era quasi un'ora di strada per arrivare a Peter Lake, tornando indietro verso Grand Rapids. Entrando nel campeggio, che somigliava un po' al deposito di uno sfasciacarrozze ed era particolarmente privo di fascino sotto il sole di mezzogiorno, Walter vide un vecchio panciuto accovacciato
vicino a una tenda rossa sporca di fango, intento a squamare un pesce sopra un foglio di giornale. Solo dopo averlo superato si accorse, dalla somiglianza con suo padre, che si trattava di Mitch. Parcheggi il furgone a ridosso di un pioppo, in cerca di un po' d'ombra, e si chiese cosa fosse venuto a fare. Non era pronto a offrire a Mitch la casa sul Lago Senza Nome; aveva pensato di trasferirsi l con Lalitha per un paio di stagioni, mentre decidevano del loro futuro. Per voleva essere pi simile a Lalitha, pi impavido e filantropo, e malgrado si rendesse conto che forse Mitch voleva solo essere lasciato in pace, trasse un profondo respiro e torn indietro verso la tenda rossa.
- Mitch, - disse.
Mitch stava squamando un persico sole di venti centimetri e non alz lo sguardo. - S.
- Sono Walter. Tuo fratello.
Allora Mitch alz lo sguardo, con un ghigno automatico che si trasform in un genuino sorriso. La sua bellezza era scomparsa, oppure, pi precisamente, si era ridotta alla piccola oasi della faccia in un deserto di gonfiore scottato dal sole. - Porca vacca, - disse. - Il piccolo Walter! Cosa ci fai qui?
- Sono passato a salutarti.
Mitch si pul le mani nei calzoncini sudici e ne tese una a Walter. Era una mano flaccida, e Walter la strinse forte.
- Ah, certo, fantastico, - disse Mitch in tono vago. - Stavo per aprire una birra. Vuoi una birra? O sei ancora astemio?
- S, dammi pure una birra, - disse Walter. Si rese conto che sarebbe stato gentile, nello stile di Lalitha, portargli qualche confezione di lattine, e poi pens che era anche gentile lasciare che Mitch si mostrasse generoso. Non sapeva quale delle due cose fosse la pi gentile. Mitch attravers la piazzola caotica, raggiunse un enorme contenitore termico e torn indietro con due lattine di Pabst.
- S, - disse, - ho visto passare quel furgone e mi sono chiesto che razza di hippy fosse arrivato. Sei diventato un hippy?
- Non proprio.
Mentre mosche e vespe banchettavano con le interiora del pesce di cui Mitch aveva sospeso la pulitura, entrambi si sedettero su un paio di vetusti sgabelli da campo, fatti di legno e tela chiazzata di muffa, che erano appartenuti al loro padre. Walter riconobbe altri attrezzi analogamente vetusti sparsi li intorno. Mitch era un gran chiacchierone, come il padre, e mentre lo metteva al corrente della sua attuale esistenza, e della sequela di avversit, problemi alla schiena, incidenti stradali e divergenze coniugali inconciliabili che lo avevano portato a quella esistenza, Walter rimase colpito da quanto Mitch fosse diverso, come ubriacone, da suo padre. Ogni ricordo della loro inimicizia era stato cancellato dall'alcol, o forse dal passare del tempo. In lui non c'era alcuna traccia di senso di responsabilit, ma neppure, di conseguenza, di atteggiamenti difensivi o risentiti. Era una giornata di sole, e lui stava f acendo quello che gli piaceva. Beveva con assiduit, ma senza fretta; il pomeriggio era lungo.
- Allora, come ti procuri da vivere? - disse Walter. - Lavori ?
Mitch si allung, un po' malfermo, e apr una scatola portaesche che conteneva un mucchietto di banconote e forse cinquanta dollari in monete. - La mia banca, - disse. - Ho messo da parte quanto basta per l'estate. L'inverno scorso ho lavorato come guardia notturna a Aitkin.
- E cosa farai quando questi finiranno?
- Trover qualcosa. So badare a me stesso. - Ti preoccupi per i tuoi figli?
- S, mi preoccupo, a volte. Ma hanno delle brave madri che sanno badare a loro. Io non ne sono capace. Alla fine l'ho capito. Sono bravo solo a badare a me stesso.
- Sei un uomo libero.
- Questo s.
Tacquero. Si era alzata una lieve brezza, che spargeva un milione di diamanti sulla superficie di Peter Lake. Verso la sponda opposta, alcuni pescatori oziavano sulle loro barchette di alluminio. Da qualche parte, pi vicino, un corvo gracchiava e un altro campeggiatore tagliava la legna. Walter aveva trascorso tutta l'estate all'aperto, spesso in posti molto pi remoti e disabitati di quello, eppure non si era mai sentito cos lontano da ci che costituiva la sua vita. I suoi figli, il suo lavoro, le sue idee, le donne che amava. Sapeva che a suo fratello non interessava quella vita - aveva smes
so di interessarsi a qualunque cosa - e lui non aveva voglia di parlarne. Di imporgli la propria storia. Ma nell'istante in cui il telefono squill; mostrando un numero sconosciuto del West Virginia, Walter stava pensando che aveva avuto davvero una vita fortunata e felice.
.
SONO STATI COMMESSI DEGLI ERRORI. 
(CONCLUSIONE).
Una specie di epistola per il lettore.
di Patty Berglund.
.
Capitolo quarto Sei anni.
.
L'autobiografa, consapevole del proprio lettore e della perdita da lui subita, e consapevole che un certo tipo di voce farebbe bene a tacere di fronte alla crescente tetraggine della vita, ha cercato in tutti i modi di scrivere queste pagine in prima e seconda persona. Ma comescrittrice, purtroppo, sembra condannata al destino di quegli atleti che parlano di s in terza persona. Anche se crede di essere davvero cambiata, e di stare infinitamente meglio rispetto ai vecchi tempi, e quindi di meritare una nuova udienza, non riesce ancora a staccarsi dalla voce che aveva trovato quando non aveva altro cui aggrapparsi, anche se ci significa che il lettore butter questo documento dritto nel suo vecchio cestino del Macalester College.
L'autobiografa comincer ammettendo che sei anni sono un sacco di silenzio. All'inizio, appena partita da Washington, Patty pens che la cosa pi generosa da fare, sia per s sia per Walter, fosse tacere. Sapeva che si sarebbe infuriato se avesse scoperto che era andata a stare con Richard. Sapeva che avrebbe concluso che lei non rispettava i suoi sentimenti, e che doveva avere mentito, a lui o a se stessa, sostenendo di amare Walter e non il suo amico. Ma che sia noto: prima di andare a jersey City, Patty pass una notte da sola in un Marriott di Washington, contando le pillole del potente sonnifero che aveva con s ed esaminando il sacchettino di plastica fornito agli ospiti dell'albergo per foderare il secchiello del ghiaccio. Ed  facile dire " S, ma poi non si  mica suicidata, giusto?" e immaginare che fosse solo una questione di autoreferenzialit, autocommiserazione, autoinganno e altra sgradevole auto-roba. L'autobiografa tuttavia

sostiene che Patty quella notte cadde molto in basso, pi in basso che mai, e dovette continuare a sforzarsi di pensare ai propri figli. Il suo livello di dolore, per quanto forse non superiore a quello di Walter, era senza dubbio elevato. E Richard era la persona che l'aveva messa in quella situazione. Richard era l'unica persona che poteva capire, l'unica davanti alla quale credeva che non sarebbe morta di vergogna, l'unica che sicuramente la voleva ancora. Patty non poteva fare pi niente per rimediare al disastro che aveva combinato nella vita di Walter, e cos, pens, tanto valeva che cercasse di salvare la propria.
E inoltre, a dire il vero, era furibonda con Walter. Certo, alcune pagine della sua autobiografia dovevano essere state dolorose da leggere, ma Patty credeva ancora che lui avesse compiuto un'ingiustizia sbattendola fuori di casa. Pensava che avesse reagito in modo eccessivo, facendole torto e mentendo a se stesso su quanto in realt volesse sbarazzarsi di lei e correre dalla sua ragazza. E la rabbia di Patty era aggravata dalla gelosia, perch la ragazza amava davvero Walter, mentre Richard non  il tipo di persona che pu davvero amare qualcuno (tranne, in una certa commovente misura, Walter). Anche se Walter non la vedeva senz'altro in questo modo, Patty si sent in diritto di andare a jersey City in cerca della consolazione, della rivalsa e della carica di autostima che si possono ottenere andando a letto con un musicista egocentrico.
L'autobiografa sorvoler sui dettagli dei mesi trascorsi da Patty a jersey City, ammettendo solo che togliersi quell'antico sfizio non manc di procurarle una dose di piaceri intensi ancorch brevi, e sottolineando che avrebbe preferito toglierselo quando aveva ventun anni e Richard si stava trasferendo a New York, cos poi sarebbe potuta tornare in Minnesota alla fine dell'estate per vedere se Walter la voleva ancora. Perch sia noto anche questo: Patty non fece mai sesso a jersey City senza pensare all'ultima volta in cui lo aveva fatto con suo marito, sul pavimento della sua stanza a Georgetown. Anche se Walter li immaginava senz'altro come mostri d'indifferenza verso i suoi sentimenti, in realt Patty e Richard non potevano mai sfuggire alla sua presenza. Riguardo all'iniziativa contro la sovrappopolazione, per esempio, davano semplicemente per scontato che Richard dovesse tenere fede all'impegno di aiutare Walter. E non per senso di colpa, ma per affetto e ammirazione nei suoi confronti. E questo, visto quanto doveva costare a Richard fingersi preoccupato per la sovrappopolazione mondiale davanti a musicisti pi famosi di lui, avrebbe dovuto far riflettere Walter. La verit  che la storia fra Patty e Richard non sarebbe mai potuta durare, perch non potevano fare a meno di deludersi a vicenda, perch nessuno dei due considerava l'altro degno di amore quanto Walter. Ogni volta che rimaneva a letto da sola dopo il sesso, Patty sprofondava nella tristezza e nella solitudine, perch Richard sarebbe sempre stato Richard, mentre con Walter c'era sempre stata la possibilit, per quanto remota e lenta a realizzarsi, che la loro storia cambiasse, diventasse pi profonda. Quando i suoi figli le riferirono del folle discorso pronunciato da Walter in West Virginia, Patty perse ogni speranza. Era come se gli fosse bastato sbarazzarsi di lei per diventare una persona pi libera. La loro vecchia teoria - secondo la quale Walter l'amava e aveva bisogno di lei pi di quanto Patty lo amasse e avesse bisogno di lui - si era completamente capovolta. E ora Patty aveva perso l'amore della sua vita.
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Poi arriv la terribile notizia della morte di Lalitha, e Patty prov molte cose nello stesso tempo: grande dolore e compassione per Walter, grande senso di colpa per le numerose volte in cui si era augurata che Lalitha morisse, un'improvvisa paura della morte, un momentaneo barlume di speranza egoista che Walter la riprendesse con s, e poi un grande, disgustoso rimpianto per essere andata da Richard ed essersi cos assicurata che Walter non la riprendesse mai pi. Finch Lalitha era viva c'era stata la possibilit che Walter si stancasse di lei, ma adesso che era morta, Patty non aveva pi alcuna speranza. Avendo odiato la ragazza senza nasconderlo, ora non aveva certo il diritto di consolare Walter, e sapeva che sarebbe sembrato mostruoso usare un'occasione cos triste per cercare di insinuarsi nuovamente nella sua vita. Per diversi giorni cerc di scrivere un biglietto di condoglianze degno di tanto dolore, ma fra la purezza dei sentimenti di Walter e l'impurit dei suoi c'era un abisso insormontabile.
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Il meglio che riusc a fare fu esprimere il suo cordoglio per procura, tramite Jessica, sperando che Walter credesse al suo sincero desiderio di consolarlo, e capisse che ormai, non avendogli spedito le condoglianze, non poteva pi comunicare con lui su nient'altro. Da qui i sei anni di silenzio da parte sua.
L'autobiografa vorrebbe poter riferire che Patty lasci Richard subito dopo la morte di Lalitha, ma in realt rimase con lui per altri tre mesi. (Nessuno la scambier mai per un pilastro di risolutezza e dignit). Tanto per cominciare, sapeva che le sarebbe capitato chiss quando, forse mai, di trovare un altro che le piaceva davvero e che volesse andare a letto con lei. E Richard, ora che lei aveva perso Walter, ce la metteva tutta per essere un Brav'Uomo, nel suo modo eroico anche se poco convincente. Patty non amava molto Richard, ma lo amava un po' per questo suo sforzo (bench anche qui, si badi bene, Patty stesse amando Walter, perch era stato Walter a mettere in testa a Richard l'idea di essere un Brav'Uomo). Mangiava valorosamente i pasti che Patty gli preparava, si imponeva di rimanere in casa a guardare un film insieme a lei, resisteva ai suoi frequenti tracolli emotivi, ma Patty non poteva dimenticare che il suo arrivo era coinciso in maniera intempestiva con il riavvicinamento di Richard alla musica - con il bisogno di stare fuori tutta la notte insieme ai compagni del gruppo, o da solo nella sua camera da letto, o in quella di numerose altre ragazze -, e sebbene in astratto rispettasse i bisogni di Richard, non poteva fare a meno di averne di propri, come quello di non sentirgli addosso l'odore di un'altra. Per, tenersi un po' alla larga e guadagnare qualche soldo, la sera lavorava da Starbucks, preparando proprio quelle bevande al caff che un tempo aveva riso all'idea di preparare. A casa ce la metteva tutta per essere divertente e disponibile e non rompere le palle, ma in breve la situazione divent abbastanza infernale, e l'autobiografa, che probabilmente ha gi raccontato pi di quanto il lettore voglia sentire, gli risparmier le meschine scenate di gelosia e mutua recriminazione e aperta delusione che la portarono a separarsi da Richard in termini non molto amichevoli. All'autobiografa tornano in mente i tentativi del suo paese di districarsi dal Vietnam, tentativi che si conclusero con i nostri amici vietnamiti buttati gi dal tetto dell'ambasciata,
spinti via dagli elicotteri in partenza e abbandonati al massacro o a una brutale prigionia. Ma questo  davvero tutto ci che dir su Richard, a parte un'ulteriore piccola nota verso la fine di questo documento.
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Negli ultimi cinque anni, Patty ha vissuto a Brooklyn e ha lavorato come insegnante di sostegno in una scuola privata, aiutando i bambini di prima elementare a migliorare le loro abilit linguistiche e allenando quelli delle medie a softball e pallacanestro. Ecco com' arrivata a questo lavoro miseramente pagato ma altrimenti pressoch ideale.
Dopo aver lasciato Richard, and ad abitare in Wisconsin con la sua amica Cathy, e il caso volle che la compagna di Cathy, Donna, avesse partorito un paio di gemelle due anni prima. Tra il lavoro di Cathy come difensore d'ufficio e quello di Donna in una casa rifugio per donne maltrattate, in due riuscivano a mettere insieme un solo salario decente e a dormire un numero di ore accettabili per una sola persona. Patty si offri quindi come babysitter a tempo pieno e s'innamor subito delle piccole. Si chiamano Natasha e Selena, e sono due bambine stupende, fuori del comune. Sembravano nate con un senso vittoriano della condotta infantile: perfino i loro strilli, se proprio dovevano strillare, erano preceduti da qualche istante di riflessione giudiziosa. Le bambine erano concentrate soprattutto l'una sull'altra, ovviamente, sempre intente a osservarsi, a consultarsi, a imparare reciprocamente, a confrontare i giocattoli o le pietanze con vivo interesse ma quasi mai con rivalit o invidia; sembravano congiuntamente sagge. Quando Patty parlava a una di loro, anche l'altra ascoltava, con un'attenzione rispettosa senza essere timida. A quell'et, due anni, richiedevano una sorveglianza costante, ma Patty non si stancava letteralmente mai di loro. La verit era - e ricordarlo la faceva sentire meglio - che sapeva essere tanto brava con i bambini piccoli quanto era pessima con gli adolescenti. Provava una gioia profonda e costante di fronte ai miracoli dell'acquisizione delle abilit motorie, della formazione del linguaggio, della socializzazione, dello sviluppo della personalit - progressi che a volte erano chiaramente visibili da un giorno all'altro -, e di fronte alla comicit inconsapevole delle bambine, al loro bisogno evidente, alla fiducia assoluta che riponevano in lei. L'autobiografa non riesce a esprimere la concretezza di quella gioia, ma in quei momenti si rendeva conto che almeno la sua decisione di diventare madre non era stata un errore.
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Patty sarebbe rimasta in Wisconsin molto pi a lungo se suo padre non si fosse ammalato. Il lettore ha senz'altro saputo del cancro di Ray, cominciato in modo repentino e aggressivo e progredito con estrema rapidit. Cathy, a sua volta molto saggia, la esort a tornare in Westchester prima che fosse troppo tardi. Patty ci and con molta paura e agitazione, e trov la casa della sua infanzia poco cambiata dall'ultima volta in cui vi aveva messo piede. Gli scatoloni di materiale delle vecchie campagne elettorali erano ancora pi numerosi, l'odore di muffa nello scantinato ancora pi intenso, le torri di libri raccomandati dal "New York Times " e collezionati da Ray ancora pi alte e pericolanti, i raccoglitori di Joyce ancora pi gonfi di ricette ritagliate dalla rubrica di cucina del " New York Times " e mai provate, le pile di riviste domenicali del "New York Times" intonse ancora pi ingiallite, i contenitori per la raccolta differenziata ancora pi traboccanti, i risultati degli speranzosi tentativi di giardinaggio di Joyce ancora pi tristemente disordinati e pieni di erbacce, il progressismo di riflesso della sua visione del mondo ancora pi indifferente alla realt, il disagio in presenza della figlia maggiore ancora pi pronunciato, e la sprezzante ilarit di Ray ancora pi sconcertante. La cosa seria che adesso Ray irrideva senza rispetto era la propria morte incombente. Il suo corpo, a differenza di tutto il resto, era molto cambiato. Era deperito, pallido, con gli occhi infossati. Quando Patty arriv, andava ancora in ufficio per qualche ora al mattino, ma smise dopo una settimana. Vedendolo cos malato, Patty si odi per essere stata fredda con lui tanto a lungo, per il suo infantile rifiuto di perdonarlo.
Ma Ray, naturalmente, era ancora Ray. Ogni volta che Patty lo abbracciava, le dava un breve colpetto sulle spalle e poi allargava le braccia, lasciandole sospese in aria come se non potesse n ricambiare l'abbraccio n spingerla via. Per sviare l'attenzione da se stesso cercava altre cose da deridere - la carriera di performance artist di Abigail, la religiosit
della nuora (di cui si dir in seguito), la partecipazione della moglie alla "buffonata" dell'amministrazione dello stato di New York, e i travagli professionali di Walter, di cui aveva letto sul "New York Times". - Sembra che tuo marito si sia impegolato con un mucchio di imbroglioni, - disse un giorno. - Magari  un po' imbroglione anche lui.
- Non  un imbroglione, - disse Patty, - ovviamente.
- Lo diceva anche Nixon. Ricordo quel discorso come fosse ieri. Il presidente degli Stati Uniti che assicura alla nazione di non essere un imbroglione. Quella parola, "imbroglione". Non riuscivo a smettere di ridere. "Non sono un imbroglione". Esilarante.
- Non ho visto l'articolo su Walter, ma Joey dice che era molto ingiusto.
- Ora, Joey  il tuo figliolo repubblicano, o sbaglio?
- E senz'altro pi conservatore di noi.
- Abigail ci ha detto che ha dovuto praticamente bruciare le lenzuola dopo che lui e la sua ragazza sono stati nel suo appartamento. Macchie dappertutto, a quanto pare. Anche sulle fodere delle poltrone.
- Ray, Ray, non voglio sentirne parlare! Cerca di ricordare che non sono come Abigail.
- Ah. Non ho potuto fare a meno di pensare, leggendo quell'articolo, alla sera in cui Walter si entusiasm tanto per il suo Club di Roma. E sempre stato un po' strambo. Ho sempre avuto questa impressione. Ora posso dirlo, vero?
- Cio, perch siamo separati?
- S, anche per quello. Ma stavo pensando, visto che non vivr a lungo, tanto vale che parli senza peli sulla lingua.
- Hai sempre parlato senza peli sulla lingua. Fin troppo.
Qualcosa in quella frase lo fece sorridere. - Non sempre, Patty. Meno di quel che pensi, in realt.
- Nomina una cosa che hai sempre voluto dire ma non hai mai detto.
'- Non sono mai stato molto bravo a esprimere i sentimenti. So che questo ti ha creato dei problemi. A te in particolare, credo. Prendevi tutto molto sul serio, in confronto agli altri. E poi ti  capitata quella disgrazia alle superiori.
- La vera disgrazia  stato il vostro comportamento!

Ray alz una mano ammonitrice, come a prevenire altre assurdit. - Patty, - disse.
- Be',  vero!
- Patty, il fatto ... il fatto ... Tutti commettiamo errori. Quello che voglio dire  che provo un... ehm... Io provo affetto per te. Ti voglio molto bene. Solo che mi  difficile mostrarlo.
- Un'altra disgrazia, insomma.
- Sto cercando di parlare sul serio, Patty. Sto cercando di dirti qualcosa.
- Lo so, pap, - disse lei, scoppiando in un pianto piuttosto amaro. E lui ripet di nuovo quel gesto, mettendole la mano sulla spalla per poi ritrarla titubante, lasciandola sospesa a mezz'aria; e finalmente Patty cap che non avrebbe mai potuto essere un uomo diverso.
Mentre suo padre moriva, e un'infermiera privata andava avanti e indietro, e Joyce, scusandosi in modo contorto, se la svignava ripetutamente ad Albany per qualche votazione "importante", Patty dormiva nel letto della sua infanzia, rileggeva i libri preferiti della sua infanzia e combatteva contro il disordine della casa, buttando via riviste degli anni Novanta e scatoloni di materiale per la campagna di Dukakis senza scomodarsi a chiedere il permesso. Era la stagione dei cataloghi di semi, e lei e Joyce si aggrapparono con gratitudine alla sporadica passione per il giardinaggio di Joyce, che forn a entrambe un argomento comune su cui chiacchierare, invece di zero. Patty, tuttavia, rimase il pi possibile accanto al padre, tenendogli la mano e concedendosi di amarlo. Riusciva quasi a sentire i propri organi emozionali risistemarsi, portando finalmente alla luce l'autocommiserazione in tutta la sua oscenit, una ripugnante escrescenza rosso-violacea che andava asportata. Passando tanto tempo ad ascoltare suo padre che prendeva in giro qualunque cosa, anche se ogni giorno un po' pi debolmente, Patty si rese conto, turbata, di somigliargli molto, e cap perch i suoi figli non fossero tanto divertiti dalla sua capacit di divertirsi, e perch sarebbe stato meglio se si fosse sforzata di vedere pi spesso i suoi genitori negli anni critici della maternit, in modo da comprendere meglio le reazioni dei suoi figli. Il sogno di crearsi una nuova vita da
zero, del tutto indipendente, era stato proprio questo: un sogno. Lei era la figlia di suo padre. Nessuno dei due aveva mai davvero voluto crescere, e adesso lo stavano facendo insieme. E inutile negare che Patty, che rimarr sempre una persona competitiva, prov soddisfazione nel sentirsi meno imbarazzata, meno spaventata dalla malattia paterna di quanto non lo fossero i suoi fratelli. Da bambina aveva desiderato che lui l'amasse pi di ogni altra cosa, e ora, mentre gli stringeva la mano fra le sue, cercando di aiutarlo a percorrere distanze di dolore che la morfina poteva solo accorciare - non cancellare -, il desiderio si avver, lo fecero avverare insieme, e da quel momento Patty cambi.
Alla cerimonia funebre, che si tenne nella chiesa unitariana di Hastings, le torn in mente il funerale del padre di Walter. Qui come l la partecipazione fu enorme, almeno cinquecento persone. A quanto pareva erano presenti tutti gli avvocati, i giudici e i pubblici ministeri attivi o in pensione di Westchester, e quelli che presero la parola dissero tutti la stessa cosa: che Ray non era solo l'avvocato pi competente che avessero mai conosciuto, ma anche il pi gentile, laborioso e onesto. L'ampiezza e le vette della sua reputazione professionale sconcertarono Patty e furono una rivelazione per Jessica, che le sedeva accanto; Patty poteva gi prevedere (con precisione, come risult poi) i rimproveri che Jessica le avrebbe mosso in seguito, e a ragione, per averle negato un autentico rapporto con il nonno. Abigail sali sul pulpito e parl in nome della famiglia, cerc di fare la spiritosa e fin per sembrare inopportuna ed egocentrica, poi si riscatt in parte sciogliendosi in singhiozzi addolorati.
Solo quando la famiglia s'incammin verso l'uscita, al termine della funzione, Patty vide l'assortimento di gente disagiata che occupava gli ultimi banchi, pi di un centinaio di persone, la maggior parte neri o ispanici o membri di altre minoranze, di ogni forma e dimensione, con addosso quelli che dovevano essere chiaramente i loro abiti migliori, seduti con la paziente dignit di chi aveva pi esperienza di funerali di quanta ne avesse lei. Erano i clienti che Ray aveva assistito gratuitamente, o i loro famigliari. Al ricevimento si presentarono uno dopo l'altro ai vari Emerson, compresa

Patty, stringendo loro la mano e guardandoli negli occhi e offrendo brevi testimonianze di quello che Ray aveva fatto per loro. Le vite che aveva salvato, le ingiustizie che aveva scongiurato, la bont che aveva dimostrato. Patty non rimase del tutto sconvolta (conosceva fin troppo bene i prezzi pagati dalla famiglia per le buone azioni compiute fuori casa), ma rimase comunque piuttosto sconvolta, e non riusc a smettere di pensare a Walter. Rimpianse amaramente di avergli creato tante difficolt per le sue crociate in favore delle altre specie; cap di averlo fatto per invidia: invidia degli uccelli che lui amava in modo cos puro, e invidia dello stesso Walter per la sua capacit di amarli. Avrebbe voluto poter andare da lui adesso, mentre era ancora vivo, e dirglielo chiaramente: ti adoro per la tua bont.
Una dote di Walter che Patty aveva scoperto presto di apprezzare era l'indifferenza nei confronti del denaro. Lei stessa, da bambina, aveva avuto la fortuna di sviluppare una simile indifferenza e, come capita alle persone fortunate, era anche stata ricompensata con l'ulteriore fortuna di sposare Walter, della cui mancanza di avidit aveva goduto con scarsa consapevolezza e gratitudine finch, alla morte di Ray, non ripiomb nell'incubo delle questioni economiche famigliari. Gli Emerson, come Walter le aveva detto tante volte, si fondavano su un'economia della scarsit. Da un punto di vista metaforico (cio emotivo), Patty poteva anche dargli ragione, ma poich era cresciuta da outsider sottraendosi alla competizione per le risorse della famiglia, impieg molto tempo per rendersi conto che il patrimonio dei genitori di Ray, sempre a portata di mano ma al tempo stesso inaccessibile -l'artificialit della scarsit -, era alla radice dei problemi della sua famiglia. Non se ne rese conto in pieno finch, nei giorni successivi al funerale di Ray, non mise sotto torchio Joyce per strapparle la storia della propriet degli Emerson in New jersey, venendo cos a sapere del dilemma che Joyce si trovava ad affrontare.
La situazione era questa: Joyce, come vedova di Ray, aveva ereditato la tenuta di campagna che era passata a Ray dopo la morte di August, sei anni prima. Ray, grazie al suo carattere, era sempre riuscito a buttare in ridere e a ignorare le
insistenze delle sorelle di Patty, Abigail e Veronica, perch si "occupasse" della propriet (cio la vendesse e consegnasse loro una parte del ricavato), ma adesso che Ray era morto, Joyce veniva quotidianamente tempestata dalle richieste delle figlie minori, e Joyce non aveva il carattere adatto per resistere alla pressione. E tuttavia, purtroppo, aveva ancora gli stessi motivi che aveva avuto Ray, tranne l'attaccamento sentimentale, per non potersi "occupare" della propriet. Se la metteva sul mercato, i due fratelli di Ray potevano avanzare una forte rivendicazione morale su un'ampia quota del prezzo di vendita. Inoltre la vecchia casa di pietra era al momento occupata dal fratello di Patty, Edgar, da sua moglie Galina e dai loro tre-quasi-quattro bambini piccoli, ed era inutilmente sfigurata dalle continue "ristrutturazioni" fai-date di Edgar, le quali, poich Edgar era senza lavoro e senza risparmi e aveva molte bocche da sfamare, si limitavano per il momento a qualche demolizione qua e l. Inoltre Edgar e Galina minacciavano, se Joyce li avesse sfrattati, di trasferirsi in un insediamento israeliano in Cisgiordania, portandosi dietro gli unici nipotini che Joyce poteva frequentare, e di vivere della carit di una fondazione di Miami il cui sfacciato sionismo la metteva molto a disagio.
Joyce era entrata in quell'incubo di propria iniziativa, naturalmente. Lei, che era andata al college grazie a una borsa di studio, si era sentita attratta da Ray perch era un wasp di famiglia ricca e di nobili ideali. Non aveva idea del gorgo che l'avrebbe risucchiata, del prezzo che avrebbe finito per pagare, dei decenni di nauseante eccentricit, di puerili giochi di soldi e di arrogante scortesia da parte di August. Lei, la povera ragazza ebrea di Brooklyn, si ritrov ben presto a viaggiare in Egitto, in Tibet e sul Machu Picchu a spese degli Emerson; a cenare con Dag Hammarskjld e Adam Clayton Powell. Come tanti che entrano in politica, Joyce non era una persona completa; era ancora meno completa di Patty. Aveva bisogno di sentirsi straordinaria, e diventare una Emerson rafforzava in lei la sensazione di esserlo, cos, quando cominci ad avere dei figli, volle che anche loro fossero straordinari, in modo da riempire il vuoto che aveva dentro. Da qui il ritornello dell'infanzia di Patty: noi non siamo come le altre famiglie.

Le altre famiglie hanno l'assicurazione, ma pap non crede nelle assicurazioni. I ragazzi delle altre famiglie lavorano e studiano, ma noi preferiamo che voi esploriate i vostri talenti straordinari e seguiate i vostri sogni. Le altre famiglie devono preoccuparsi dei soldi per le emergenze, ma noi, grazie al denaro del nonno, non dobbiamo preoccuparci. Gli altri devono essere realistici, intraprendere una carriera e risparmiare per il futuro, ma noi, anche con tutto quello che il nonno ha dato in beneficenza, avremo sempre una bella pentola piena d'oro per voi.
Avendo trasmesso questi messaggi nel corso degli anni, permettendo che le vite dei suoi figli ne risultassero deformate, ora Joyce si sentiva, come confess a Patty con la sua voce tremula, "infastidita" e "un pochino in colpa" di fronte alla volont di Abigail e Veronica di liquidare la propriet. In passato il suo senso di colpa si era manifestato in modo sotterraneo, con saltuari ma sostanziosi versamenti di denaro alle figlie, e con la sospensione del giudizio quando, per esempio, Abigail era accorsa nottetempo al capezzale di August moribondo in ospedale e gli aveva strappato un assegno dell'ultimo minuto di $io 000 (Patty aveva saputo di quello stratagemma da Galina ed Edgar, i quali lo consideravano molto sleale, ma pi che altro, le sembr, erano mortificati di non averci pensato anche loro), per ora Patty aveva l'interessante soddisfazione di vedere il senso di colpa della madre, che era sempre stato implicito nelle sue idee progressiste, applicato ai suoi stessi figli alla luce del sole. - Non so cosa abbiamo fatto, io e pap, - disse Joyce. - Immagino che abbiamo fatto qualcosa. Perch tre dei nostri quattro figli non sono ancora del tutto pronti a... del tutto pronti a, be'. A mantenersi da soli. Pu darsi che io... oh, non lo so. Ma se Abigail mi chiede un'altra volta di vendere la casa del nonno... E forse io, non  escluso che io me lo meriti, da un certo punto di vista. E probabile che abbia una certa respQnlabilit, a modo mio.
- Devi solo opporti, - disse Patty. - Hai il diritto di non farti tormentare da lei.
- Non capisco come hai fatto tu a diventare cos diversa, cos indipendente, - disse Joyce. - Mi sembra proprio che
tu non abbia questo tipo di problemi. Voglio dire, so che hai dei problemi. Ma tu sembri... pi forte, in qualche modo.
Senza esagerazioni: questo fu uno dei dieci momenti pi gratificanti della vita di Patty.
- Walter era un grande sostegno, - si scherm. - Un uomo meraviglioso. Questo mi ha aiutata.
- E i tuoi figli... ? Sono... ?
- Sono come Walter. Sanno lavorare. E Joey  forse il ragazzo pi indipendente del Nordamerica. Credo che abbia preso un po' da me.
- Mi piacerebbe vedere di pi. .. Joey, - disse Joyce. - Spero... ora che le cose sono cambiate... ora che siamo stati... - Fece una risata strana, stridula e forzata. - Ora che siamo stati perdonati, spero di poterlo conoscere un po'.
- Sono certa che piacerebbe anche a lui. Si sta interessando alle sue origini ebraiche.
- Oh, be', non sono affatto sicura di essere la persona giusta con cui parlarne. Forse gli andrebbe meglio con... Edgar -. E Joyce rise ancora in quello strano modo forzato.
Edgar, a dire il vero, non era diventato pi ebreo, tranne che nel significato pi passivo del termine. Nei primi anni Novanta aveva fatto quello che ogni dottore di ricerca in linguistica avrebbe potuto fare: era diventato un operatore di borsa. Dopo aver smesso di studiare le strutture grammaticali dell'Asia orientale per dedicarsi al mercato azionario, ben presto aveva guadagnato a sufficienza da attirare e trattenere l'attenzione di una giovane e graziosa ebrea russa, Galina. Non appena si erano sposati, il lato materialistico russo di Galina aveva preso il sopravvento. Aveva spronato Edgar ad accumulare sempre pi soldi e a spenderli in una residenza a Short Hills, nel New Jersey, e in pellicce e gioielli e altri articoli vistosi. Per un po', gestendo un'attivit in proprio, Edgar aveva avuto tanto successo da apparire sul radar del nonno solitamente freddo e arrogante, il quale, forse in un momento di demenza senile precoce, poco dopo la morte della moglie, aveva avidamente concesso al nipote di ristrutturargli il portafoglio azionario, vendendo le sue blue chip americane e investendo grosse somme nel Sudest asiatico. August aveva modificato testamento e trust al culmine della

bolla speculativa asiatica, quando sembrava del tutto giusto lasciare i propri investimenti ai figli pi giovani e la propriet nel New jersey a Ray. Ma Edgar non ci sapeva fare con le ristrutturazioni. La bolla asiatica era puntualmente scoppiata, August era morto poco dopo, e i due zii di Patty non avevano ereditato quasi nulla, mentre la propriet, in seguito alla costruzione di nuove autostrade e al rapido sviluppo del New jersey nordoccidentale, stava raddoppiando di valore. L'unico modo in cui Ray poteva rintuzzare le rivendicazioni morali dei fratelli era mantenere il possesso della propriet e permettere a Edgar e Galina di occuparla, cosa che avevano fatto con piacere, essendo finiti in bancarotta dopo il tracollo degli investimenti di Edgar. In quel momento si era anche manifestato il lato ebraico di Galina. Aveva abbracciato la tradizione ortodossa, buttato via le pillole anticoncezionali e aggravato la loro situazione economica sfornando un sacco di bambini. Edgar non era appassionato di giudaismo pi degli altri membri della famiglia, ma era una creatura di Galina, soprattutto da quando aveva dichiarato bancarotta, e la assecondava per amore del quieto vivere. E Abigail e Veronica odiavano Galina, oh, quanto la odiavano.
Questa era la situazione che Patty decise di affrontare per il bene di sua madre. Era la persona pi qualificata per quel compito, essendo l'unica figlia di Joyce disposta a lavorare per mantenersi, e questo le procur una miracolosa, graditissima sensazione: che Joyce fosse fortunata ad avere una figlia come lei. Patty riusc a godersi quella sensazione per alcuni giorni, prima che si coagulasse nell'ammissione che, in effetti, si stava lasciando di nuovo risucchiare nei brutti schemi famigliari e nella competizione con i fratelli. E vero che aveva gi provato qualche fitta di competitivit mentre si prendeva cura di Ray; ma nessuno aveva messo in dubbio il suo diritto a stargli accanto, e lei: aveva la coscienza pulita riguardo alle proprie motivazioni. Una serata con Abigail, tuttavia, bast a rimetterle in circolo i vecchi umori competitivi.
Quando viveva a jersey City con un uomo molto alto e cercava di non sembrare una casalinga di mezza et che aveva imboccato l'uscita sbagliata dell'autostrada, Patty si era comprata un paio di stivali col tacco alquanto chic, e forse fu
la parte meno gentile di lei che decise di indossarli per andare a trovare la pi bassa delle sue sorelle. Mentre camminavano dall'appartamento di Abigail al caff del quartiere dove lei era di casa, Patty sovrastava Abigail, la sovrastava come un adulto di fianco a un bambino. Come a voler compensare la mancanza di centimetri con l'abbondanza di parole, Abigail pronunci un lungo discorso introduttivo - due ore - che permise a Patty di mettere insieme un'immagine abbastanza completa della sua vita: l'uomo sposato, ora noto esclusivamente come Testa di Cazzo, con il quale aveva sprecato i migliori dodici anni della sua et da marito, mentre aspettava che i figli di Testa di Cazzo finissero le superiori perch lui potesse lasciare la moglie, cosa che poi aveva fatto, ma per una donna pi giovane di Abigail; i gay anti-etero ai quali si era rivolta in cerca, di una compagnia maschile pi gradevole; la vastissima comunit di attori, drammaturghi, comici e performance artist sottoccupati di cui era chiaramente un membro stimato e generoso; la cerchia di amici che si compravano a vicenda i biglietti di spettacoli e serate di autofinanziamento, con denaro spesso attinto da fonti tipo il libretto degli assegni di Joyce; la vita del bohmien, n fascinosa n straordinaria ma tuttavia ammirevole ed essenziale per il funzionamento di New York. Patty era sinceramente felice di vedere che Abigail aveva trovato il proprio posto nel mondo. Solo quando rientrarono nell'appartamento per un "digestif", e Patty affront la questione di Edgar e Galina, le cose presero una brutta piega.
- Sei gi stata nel kibbutz del New jersey? - disse Abigail. - Hai visto la loro mmmucca d lllatte?
- No, ci vado domani, - rispose Patty.
- Se sei fortunata, Galina si dimenticher di togliere il collare e il guinzaglio a Edgar prima del tuo arrivo,  un look mollllto attraente. Molto virile e devoto. Comunque puoi star certa che non si scomoder a lavare via la merda di vacca dal pavimento della cucina.
A quel punto Patty le spieg la sua proposta, e cio che Joyce vendesse la propriet, consegnasse la met del ricavato ai fratelli di Ray e dividesse il resto tra Abigail, Veronica, Edgar e se stessa (cio Joyce, non Patty, il cui interesse per

il denaro era praticamente nullo). Mentre Patty spiegava, Abigail continuava a scuotere la testa. - Tanto per cominciare, - disse, - la mamma non ti ha parlato dell'incidente
di Galina? Ha investito un assistente scolastico sulle strisce
pedonali, sai, quelli che aiutano i bambini ad attraversare la strada. Nessun bambino, grazie a Dio, solo il vecchio con la pettorina arancione. Era distratta dalla sua covata sul sedile posteriore, e l'ha centrato in pieno.  successo appena un paio d'anni fa, e naturalmente lei ed Edgar avevano lasciato scadere l'assicurazione della macchina, perch sono fatti cos. Chi se ne importa della legge del New Jersey, chi se ne importa se persino pap aveva l'assicurazione sulla macchina. Edgar non ne vedeva la necessit, e Galina, malgrado viva qui da quindici anni, ha detto che in Rrrrussia era tutto diverso, e che lei non poteva immaginare. L'assicurazione della scuola ha pagato l'assistente, che in pratica non cammina pi, ma ora pu rifarsi sui loro beni fino a una cifra assurda. Tutti i soldi che guadagnano finiscono direttamente nelle tasche dell'assicurazione.
Curioso, Joyce non le aveva parlato di questo episodio.
- Be', probabilmente va bene cos, - disse Patty. - Se quell'uomo  invalido,  a lui che devono andare i soldi. Giusto ?
- Questo vuol dire che scapperanno comunque in Israele, visto che non hanno pi il becco di un quattrino. Per me va benissimo: sayonara! Ma se provi a spiegarlo alla mamma, tanti auguri. La covata  pi importante per lei che per me.
- E perch questo ti crea problemi?
- Perch - disse Abigail - Edgar e Galina non dovrebbero ricevere un bel niente, visto che hanno usato la propriet per sei anni e l'hanno praticamente distrutta, e perch tanto quei soldi scompariranno lo stesso. Non credi che dovrebbero andare a qualcuno a cui servono davvero?
- All'assistente scolastico servono davvero, mi sembra.
- Lui  stato risarcito. C' rimasta solo la societ assicuratrice, e quelle societ sono a loro volta assicurate contro evenienze del genere.
Patty si accigli.
- Quanto agli zii, - disse Abigail, - cavoli loro. Si sono
comportati un po' come te: sono scappati. Non si sono beccati le scoregge del nonno a ogni ricorrenza come  toccato a noi. Pap andava a trovarli praticamente tutte le settimane, e si mangiava quegli orrendi biscotti alle noci raffermi della nonna. Non mi sembra proprio che i suoi fratelli abbiano fatto qualcosa del genere.
- Stai dicendo che per questo meritiamo di essere ricompensati.
- Perch no? Meglio essere ricompensati che non esserlo. E poi gli zii non hanno bisogno di quei soldi. Stanno mollllto bene anche senza. Mentre per me, e per Ronnie, cambierebbero molte cose.
- Oh, Abigail! - sbott Patty. - Io e te non andremo mai d'accordo, vero?
Forse cogliendo un cenno di compassione nella sua voce, Abigail fece una smorfia stupida e cattiva. - Non sono io quella che  scappata, - disse. - Quella che si dava un sacco di arie e non stava mai allo scherzo, quella che ha sposato il Signor Bravo Ragazzo Sovrumano Moralista Pazzoide Amante della Natura del Minnesota, quella che non fingeva neppure di non odiarci. Credi di stare tanto bene, ti credi tanto superiore, e adesso il Signor Bravo Ragazzo Sovrumano ti ha piantata per qualche inspiegabile motivo che ovviamente non c'entra nulla con le tue pregevoli doti personali, e tu pensi di poter tornare qui e fare la Signorina Florence Nightingale Amabile Generosa Ambasciatrice di Buona Volont. Mollllto interessante.
Patty ebbe la premura di fare qualche respiro profondo prima di rispondere. - Come dicevo, non credo che andremo mai d'accordo.
- Il motivo per cui mi tocca chiamare la mamma ogni giorno, - disse Abigail, -  che tu stai cercando di mandare tutto a monte. Smetter d'infastidirla nell'istante in cui ti toglierai dai piedi e penserai agli affari tuoi. D'accordo?
- E perch questi non dovrebbero essere affari miei?
- L'hai detto tu stessa che i soldi non ti interessano. Se vuoi prenderti una quota e darla agli zii, bene. Se questo ti aiuta a sentirti superiore e virtuosa, bene. Ma non dire a noi cosa dobbiamo fare.

- Okay, - rispose Patty, - direi che qui abbiamo quasi finito. Solo... ecco, tanto per essere sicura di aver capito bene: credi di aver fatto un favore a Ray e Joyce, continuando sempre a prendere? Credi che Ray facesse un favore ai suoi genitori, prendendo tutte quelle cose? E credi di meritarti una ricompensa, per tutti questi grandi favori?
Abigail fece un'altra smorfia curiosa e parve riflettere sulla questione. - In effetti s! - disse. - L'hai spiegato piuttosto bene. E proprio quello che penso. E naturalmente il fatto che tu lo trovi strano  proprio il motivo per cui non hai il diritto d'immischiarti. Fai parte della famiglia tanto quanto Galina, a questo punto. Solo tu credi ancora di farne parte. Allora perch non lasci in pace la mamma e le permetti di decidere da sola? Non voglio nemmeno che parli con Ronnie.
- Non  affar tuo se le parlo.
- Certo che  affar mio, e ti sto dicendo di lasciarla in pace. Non faresti altro che confonderla.
- Stiamo parlando della persona che ha un quoziente intellettivo di circa centottanta?
- Da quando  morto pap non sta bene, e non c' motivo di tormentarla. Dubito che mi darai retta, ma so di cosa sto parlando, visto che le sono stata accanto mille volte pi di te. Cerca di avere un po' di riguardo.
Il mattino dopo, la vecchia tenuta degli Emerson, un tempo cos curata, apparve agli occhi di Patty come un incrocio tra Walker Evans e la Russia del diciannovesimo secolo. C'era una mucca ferma in mezzo al campo da tennis, senza pi rete e con i bordi di plastica bianca strappati e ritorti. Edgar stava arando il vecchio pascolo dei cavalli con un piccolo trattore, fermandosi pi o meno ogni quindici metri quando s'impantanava nel suolo primaverile zuppo di pioggia. Indossava una camicia bianca sporca di fango e stivali di gomma incrostati; aveva messo su parecchi muscoli e grasso, e per qualche motivo le ricord Pierre di Guerra e pace. Edgar lasci il trattore pericolosamente inclinato in mezzo al campo e sguazz nel fango verso il vialetto dove Patty aveva parcheggiato. Le spieg che stava piantando patate, parecchie patate, nel tentativo di rendere la sua famiglia ancora pi autosufficiente l'anno successivo. Adesso, in primavera, do
po aver consumato tutto il raccolto e le scorte di selvaggina dell'anno precedente, la famiglia dipendeva dalle offerte di generi alimentari della congregazione Beit Midrash: per terra, davanti alla porta del granaio, c'erano cartoni di scatolame, quantit massicce di cereali secchi e bancali di alimenti per neonati avvolti nel cellofan. Alcuni bancali erano aperti e in parte svuotati, e Patty ebbe l'impressione che quella roba fosse l gi da un po', lasciata alla merc degli elementi anzich venire trasportata dentro il granaio.
La casa era ingombra di giocattoli e piatti sporchi ed effettivamente puzzava un po' di letame, ma il pastello di Renoir, lo schizzo di Degas e la tela di Monet erano ancora appesi al loro posto. Galina, che era molto incinta e si guardava intorno con un'espressione ottusa da mezzadra, mise subito in braccio a Patty un bel pargoletto di un anno, caldo, adorabile e non proprio pulitissimo. Patty aveva incontrato Galina il giorno del funerale di Ray, ma le aveva a malapena rivolto la parola. Era una di quelle mamme sopraffatte, sommerse dai bambini, con i capelli arruffati, le guance accese, i vestiti in disordine che ogni tanto le lasciavano scoperta qualche parte del corpo, ma avrebbe potuto ancora essere carina se solo le fosse rimasto qualche minuto da dedicare a se stessa. - Grazie di essere venuta a trovarci, - disse. - Per noi  diventato un tormento viaggiare, organizzare gli spostamenti e cos via.
Prima di passare agli affari, Patty volle godersi uri po' il bambino che aveva in braccio, strofinando il naso contro il suo e facendolo ridere. Le venne il folle pensiero di adottarlo, per alleggerire il carico di Galina ed Edgar e cominciare una nuova vita. Come se le avesse letto nel pensiero, il piccolo le mise le mani sulla faccia, pizzicandogliela tutta con allegria.
- Gli piace la zia, - disse Galina. - La zia Patty rediviva.
Edgar entr dalla porta posteriore, senza stivali, con un paio di spessi calzini grigi a loro volta infangati e pieni di buchi. - Vuoi qualcosa, dei cereali con l'uvetta? - disse. - Abbiamo anche i Chex.
Patty declin l'offerta e si sedette al tavolo della cucina con il nipote sulle ginocchia. Gli altri bambini erano altrettanto splendidi - tutti con gli occhi scuri, curiosi, audaci senza essere maleducati - e si capiva perch Joyce ci era cos affe-

zionata e non voleva che si trasferissero all'estero. In fondo, dopo la brutta discussione con Abigail, Patty non riusciva a vedere Edgar e la sua famiglia nei panni dei cattivi. Le sembravano invece ingenui come agnellini. - Allora, ditemi cosa vi aspettate dal futuro, - disse.
Edgar, evidentemente abituato a lasciar parlare Galina al suo posto, rimase seduto a staccarsi le croste di fango dai calzini mentre lei spiegava che si stavano impratichendo del lavoro nei campi, che il rabbino e la sinagoga li aiutavano tantissimo, che Edgar stava per essere certificato come produttore di vino kasher con l'uva del nonno, e che la cacciagione era favolosa.
- Cacciagione? - disse Patty.
- Cervi, - disse Galina. - Una quantit incredibile di cervi. Edgar, quanti ne hai presi lo scorso autunno? - Quattordici, - disse Edgar.
- Quattordici, nella nostra propriet! E continuano a venire,  stupefacente.
- Vedi, il problema, per, - disse Patty, cercando di ricordare se il cervo fosse considerato kasher, -  che non  esattamente la vostra propriet. In teoria apparterrebbe a Joyce. E io mi chiedo, visto che Edgar  cos bravo negli affari, non avrebbe pi senso che tornasse a lavorare, a percepire un vero stipendio, in modo che Joyce fosse libera di prendere una decisione su questo posto?
Galina scuoteva la testa con decisione. - Ci sono le assicurazioni. Le assicurazioni vogliono portargli via tutto quello che guadagna, non so fino a quante centinaia di migliaia di dollari.
- S, be', ma se Joyce potesse vendere questo posto, voi potreste risarcire le assicurazioni, cio le societ assicuratrici, e ricominciare da capo.
- Quell'uomo  un truffatore! - disse Galina con gli occhi fiammeggianti. - Hai sentito la storia, vero? Quell'assistente scolastico  un truffatore, garantito al cento per cento. L'ho appena toccato, appena sfiorato, e adesso non pu pi camminare?
- Patty, - disse Edgar, con un tono condiscendente molto simile a quello di Ray, - tu non hai capito bene la situazione.
- Scusa, cosa c' da capire?
- Tuo padre voleva che la fattoria restasse in famiglia, - disse Galina. - Non voleva che finisse nelle tasche di qualche disgustoso, osceno impresario teatrale che fa della pseudo "arte", oppure di quegli psichiatri da cinquecento dollari l'ora che si prendono i soldi della tua sorellina senza neanche guarirla. In questo modo avremo sempre la fattoria, i tuoi zii se ne dimenticheranno, e se mai si presentasse un vero bisogno, invece della disgustosa pseudo " arte " o degli psichiatri truffatori, Joyce potr sempre venderne un pezzo.
- Edgar? - disse Patty. - La pensi cos anche tu?
- In linea di massima s.
- Bene, immagino che sia molto altruistico da parte vostra. Vegliate sulla fiamma dei desideri di pap.
Galina avvicin la faccia a quella di Patty, come per aiutarla a capire. - Abbiamo i bambini, - disse. - Presto saremo in sei a dover mangiare, qui. Le tue sorelle pensano che voglia andare in Israele: io non voglio andare in Israele. Abbiamo una bella vita qui. E non pensi che meritiamo qualcosa, per il fatto di aver generato i figli che le tue sorelle non vogliono?
- Sembrano proprio dei bambini simpatici, - ammise Patty. Il nipotino sonnecchiava fra le sue braccia.
- E allora lascia stare, - disse Galina. - Vieni pure a trovare i bambini quando vuoi. Non siamo cattivi, non siamo svitati, ci piace avere ospiti.
Patty torn in Westchester triste e scoraggiata, e si consol guardando la pallacanestro in televisione (Joyce era andata ad Albany). Il pomeriggio seguente torn in citt e vide Veronica, la piccola di famiglia, la pi disturbata di tutti. C'era sempre stato in lei qualcosa di ultraterreno. Qualcosa che per molto tempo era dipeso dalla sua bellezza - gli occhi scuri, la figura snella da elfo dei boschi - e a cui lei si era adeguata con diverse forme di autolesionismo, tra cui anoressia, promiscuit e abuso di alcol. Adesso la bellezza era quasi scomparsa - Veronica si era imbolsita, ma non perch fosse ingrassata; a Patty ricordava la sua ex amica Eliza, che una volta aveva intravisto, molti anni dopo il college, in un affollato ufficio della motorizzazione - e la sua qualit ultra-

terrena era diventata pi spirituale: una disconnessione dalla logica comune, una specie di divertimento stralunato riguardo all'esistenza di un mondo al di fuori di lei. Un tempo prometteva molto bene (almeno secondo Joyce) sia come pittrice sia come ballerina, e tanti bravi ragazzi l'avevano corteggiata e frequentata, ma da allora era stata colpita da gravi episodi di depressione, al cui confronto quelli di Patty sembravano scampagnate autunnali in un campo di mele. Secondo Joyce, al momento lavorava come assistente amministrativa di una compagnia di danza. Abitava in un piccolo appartamento scarsamente arredato in Ludlow Street, dove Patty, malgrado avesse telefonato in anticipo, intu di averla interrotta nel bel mezzo di un esercizio di meditazione profonda. Veronica le apr il portone e lasci la porta socchiusa, facendosi trovare in camera da letto, su un tappetino da yoga, con indosso una tuta sbiadita del Sarah Lawrence College; la giovanile agilit da ballerina si era trasformata in una flessibilit yogica davvero sbalorditiva. Evidentemente avrebbe preferito non ricevere la sua visita, e Patty dovette restare seduta sul letto per mezz'ora, aspettando secoli prima di ottenere risposta ai pi banali convenevoli, finch Veronica non si rassegn alla presenza della sorella. - Che begli stivali, - disse.
- Oh, grazie.
- Io non indosso pi roba di cuoio, ma a volte, quando
vedo un bello stivale, ne sento ancora la mancanza. - Ah-ha, - fece Patty in tono incoraggiante. - Ti dispiace se li annuso?
- I miei stivali? '
Veronica annu e strisci fino a lei per fiutare la tomaia. - Sono molto sensibile agli odori, - disse, gli occhi chiusi con aria beata. - Lo stesso con il bacon: l'odore mi fa ancora impazzire, anche se non lo mangio. E cos intenso che mi sembra quasi di mangiarlo.
- Ah-ha, - la incoraggi Patty.
- Per quanto riguarda la mia pratica,  letteralmente come non avere il pane e neanche i denti.
- Giusto. Capisco. Interessante. Anche se immagino che tu non abbia mai mangiato il cuoio.
Veronica rise forte, e per un po' divenne piuttosto affet
tuosa. A differenza di tutti gli altri membri della famiglia, eccetto Ray, le fece un sacco di domande sulla sua vita e sulla piega che aveva preso negli ultimi tempi. Si diverti un mondo proprio con le parti pi dolorose della storia, e quando Patty si abitu a sentirla ridere del suo matrimonio fallito, cap che a Veronica faceva bene ascoltare i suoi problemi. Sembravano confermarle una qualche verit sulla famiglia e metterla a suo agio. Ma poi, davanti a una tazza di t verde, di cui Veronica dichiar di bere almeno tre litri e mezzo al giorno, Patty tir fuori l'argomento della propriet, e la risata di sua sorella divenne pi incerta e sfuggente.
- Sul serio, - disse Patty. - Perch assillate Joyce per i soldi? Se si trattasse solo di Abigail forse potrebbe cavarsela, ma il fatto che insista anche tu la mette davvero a disagio.
- Non credo che la mamma abbia bisogno del mio aiuto per sentirsi a disagio, - disse Veronica, divertita. - Ci riesce benissimo da sola.
- Be', tu la stai mettendo pi a disagio.
- Non credo. Il paradiso e l'inferno ce li creiamo da soli. Se lei vuole sentirsi meno a disagio, pu vendere la propriet. Io le chiedo solo una somma sufficiente a non dover pi lavorare.
- Cosa c' di male a lavorare? - disse Patty, sentendo l'eco di un'analoga domanda che un tempo le aveva rivolto Walter. - Lavorare fa bene all'autostima.
- Io posso lavorare, - disse ,Veronica. - Adesso sto lavorando. Per preferirei di no. E noioso, e mi trattano come una segretaria.
- Tu sei una segretaria. Probabilmente sei la segretaria con il pi alto quoziente intellettivo di tutta New York.
- Non vedo l'ora di smettere, tutto qui.
- Sono sicura che Joyce pagherebbe per farti riprendere gli studi e trovare un lavoro pi adatto alle tue capacit.
Veronica rise. - Il mondo non sembra interessato alle mie capacit. Per questo  meglio se le esercito per conto mio. Voglio solo essere lasciata in pace, Patty. Ormai non chiedo altro.. Che mi si lasci in pace. E Abigail quella che non vuol dare niente allo zio jim e allo zio Dudley. A me non importa, mi basta poter pagare l'affitto.

- Joyce non mi ha detto questo. Mi ha detto che anche tu non vuoi dare niente agli zii.
- Cerco solo di aiutare Abigail a ottenere quello che vuole. Vuole fondare un gruppo comico femminile e portarlo in Europa, dove la gente l'apprezzer. Vuole vivere a Roma ed essere venerata -. Rise di nuovo. - E in effetti per me andrebbe bene. Non ho bisogno di vederla tanto spesso.  carina con me, ma sai come parla. Alla fine di una serata con lei penso sempre che avrei fatto meglio a stare da sola. Mi piace star sola. Preferisco poter pensare alle mie cose senza distrazioni.
- Insomma, stai tormentando Joyce solo perch vuoi vedere meno Abigail? Allora perch non la vedi meno e basta?
- Perch mi  stato detto che non fa bene non vedere nessuno. Abigail  un po' come la tv accesa in sottofondo. Mi tiene compagnia.
- Ma hai appena detto che non ti va neanche di vederla !
- Lo so.  difficile da spiegare. Ho un'amica a Brooklyn che probabilmente vedrei di pi se vedessi un po' meno Abigail. Anche questo andrebbe bene, probabilmente. A dire il vero, se ci penso, sono piuttosto sicura che andrebbe bene -. E Veronica rise all'idea dell'amica.
-Ma perch Edgar non dovrebbe pensarla come te? - disse Patty. - Perch lui e Galina non dovrebbero continuare a vivere nella fattoria?
- Probabilmente non ce n' motivo. Probabilmente hai ragione. Galina  davvero tremenda, e credo che Edgar lo sappia, credo che l'abbia sposata proprio per questo: per infliggerla a noi. E la vendetta dell'unico figlio maschio. A me personalmente non importa, basta che non debba vederla, ma Abigail non riesce a sopportarla.
- Insomma, di base stai facendo tutto questo per Abigail.
- Lei vuole molte cose. Io per me non voglio niente, ma sono contenta di aiutarla a ottenere quello che vuole.
- Tu per vuoi essere abbastanza ricca da non dover pi lavorare.
- S, questo sarebbe proprio bello. Non mi piace essere la
segretaria di qualcuno. Detesto soprattutto rispondere al te
lefono -. Rise. - Penso che in generale la gente parli troppo.
A Patty sembrava di avere un'enorme gomma da masti
care appiccicata alle dita; i filamenti della logica di Veronica erano infinitamente elastici, e aderivano non solo a Patty ma anche a se stessi.
Pi tardi, mentre lasciava la citt in treno, Patty si rese conto per la prima volta che i suoi genitori avevano avuto molto pi successo nella vita di tutta la loro prole, lei compresa, e trov strano che nessuno dei figli avesse ereditato un briciolo del senso di responsabilit sociale che aveva motivato Joyce e Ray per tutta la vita. Sapeva che Joyce si sentiva in colpa di questo, soprattutto per la povera Veronica, ma sapeva anche che avere dei figli cos avvilenti doveva essere stato un colpo terribile per il suo ego, e che probabilmente incolpava i geni di Ray, la maledizione del vecchio August Emerson, per la stramberia e l'inettitudine dei suoi figli. Poi le venne in mente che la carriera politica di Joyce non aveva solo causato o esasperato i problemi famigliari: era anche stata la sua via di fuga da quei problemi. Ripensandoci adesso, Patty vide qualcosa di toccante, persino ammirevole, nella sua scelta di assentarsi, impegnarsi in politica e fare del bene nel mondo come via per salvarsi. E avendo compiuto a sua volta dei passi estremi per salvare se stessa, Patty cap che non solo Joyce era fortunata ad avere una figlia come lei: anche lei era fortunata ad aver avuto una madre come Joyce.
Tuttavia c'era ancora una cosa importante che le sfuggiva, e quando Joyce torn da Albany il pomeriggio seguente, piena di rabbia contro i senatori repubblicani che stavano paralizzando il governo dello stato (non c'era pi Ray, purtroppo, a prenderla in giro sul ruolo degli stessi democratici in quella paralisi), Patty la stava aspettando in cucina per farle una domanda. Non appena Joyce si fu tolta l'impermeabile, Patty le chiese: - Perch non sei mai venuta alle mie partite di pallacanestro ?
- Hai ragione, - disse subito Joyce, come se avesse aspettato quella domanda per trent'anni. - Hai ragione, hai ragione, hai ragione. Sarei dovuta venire pi spesso.
- E allora perch non sei venuta?
Joyce riflett un istante. - Non posso spiegarlo, - disse, - se non con il fatto che avevamo troppe cose in ballo e non potevamo arrivare dappertutto. Abbiamo commesso molti

sbagli come genitori. Ne avrai commessi anche tu, immagino. Lo sai che a un certo punto diventa tutto confuso, caotico. Che  impossibile arrivare dovunque.
- Ma  proprio questo il punto, - disse Patty. - Per altre cose il tempo l'avevi. Erano solo le mie partite che non andavi a vedere. E non parlo di tutte le partite, parlo di una partita qualsiasi.
- Oh, perch tiri fuori questa storia adesso? Ho detto che ho sbagliato e mi dispiace.
- Non ti sto accusando, - disse Patty. - Te lo sto chiedendo perch a pallacanestro ero molto brava. Molto, molto brava. Probabilmente ho commesso pi errori di te come madre, per cui non prenderla come una critica. Penso solo che saresti stata felice di vedere com'ero brava. Di vedere che avevo talento. Saresti stata orgogliosa di te stessa.
Joyce distolse lo sguardo. - Non ho mai avuto una gran passione per lo sport.
- Per andavi agli incontri di scherma di Edgar. - Non spesso.
- Pi che alle mie partite. E non  che la scherma ti piacesse tanto. E non  che Edgar fosse poi cos bravo.
Joyce, che di solito aveva un autocontrollo perfetto, apr il frigorifero e tir fuori una bottiglia di vino bianco che Patty aveva quasi finito la sera prima. Vers quel che restava in un grosso bicchiere, ne bevve met, rise di s, e poi bevve l'altra met.
- Non so perch, le tue sorelle non stiano meglio, - disse, con un apparente on sequitur. - Ma una volta Abigail mi ha detto una cosa interessante. Una cosa terribile, che ancora oggi mi fa soffrire. Non dovrei dirtelo, ma credo che non andrai a raccontarlo in giro. Abigail era molto... ebbra. E successo tanto tempo fa, quando stava ancora cercando di diventare un'attrice teatrale. C'era un'ottima parte che credeva le avrebbero affidato, ma era rimasta delusa. E io cercai d'incoraggiarla, le dissi che credevo nel suo talento, che doveva solo continuare a provare. E lei mi disse una cosa terribile. Disse che la ragione per cui aveva fallito ero io. Io, che per lei non ero mai, mai, mai stata altro che un sostegno. Eppure mi disse proprio questo.
- Ti spieg perch?
- Mi disse... - Joyce lanci un'occhiata afflitta al giardino. - Mi disse che non riusciva ad avere successo perch, se ci fosse riuscita, io glielo avrei portato via. Sarebbe stato il mio successo, non il suo. E non  vero! Eppure per lei era cos. E l'unico modo per dimostrarmi come si sentiva, per continuare a farmi soffrire e impedirmi di crederla felice, era continuare a fallire. Oh, detesto ancora pensarci! Le dissi che non era vero, e spero che mi abbia creduto, perch non  vero.
- Okay, - disse Patty, - dev'essere stato brutto. Ma cosa c'entra con le mie partite di pallacanestro?
Joyce scosse la testa. - Non lo so. Mi  venuto in mente, cos.	,
- Io avevo successo, mamma. E questa la cosa strana. Avevo un grande ;successo.
E qui, d'un tratto, Joyce corrug il viso in modo terribile. Scosse ancora la testa, come disgustata, cercando di trattenere le lacrime. - Lo so, - disse. - Mi dispiace di non essere venuta. Me lo rimprovero ancora.
- Non fa niente, davvero. Forse alla lunga  quasi meglio. Volevo solo togliermi una curiosit.
L'arringa finale di Joyce, dopo un lungo silenzio, fu: - Mi sa che la mia vita non  sempre stata felice, o facile, o precisamente come l'avrei voluta. A un certo punto devo solo cercare di non pensare troppo a certe cose, altrimenti mi si spezza il cuore.
E questo fu tutto ci che Patty ottenne da lei, allora o in seguito. Non era molto, non risolveva alcun mistero, ma sarebbe dovuto bastare. Quella sera stessa, Patty present i risultati della sua indagine e propose un piano d'azione che Joyce, annuendo con docilit, accett in ogni dettaglio. La propriet sarebbe stata venduta, e Joyce avrebbe dato la met del ricavato ai fratelli di Ray, avrebbe amministrato la parte di Edgar in un fondo da cui lui e Galina avrebbero attinto il necessario per vivere (a patto che non emigrassero), e avrebbe offerto una somma generosa ad Abigail e Veronica. Patty, che fin per accettare $75 000 per cominciare una nuova vita senza l'aiuto di Walter, prov un fugace senso di colpa, a nome di Walter, pensando ai boschi disabitati e ai campi

incolti che aveva aiutato a condannare alla frammentazione

 allo sviluppo urbano. Sper che Walter potesse capire che l'infelicit collettiva di doliconici, picchi e orioli a cui lei aveva distrutto la casa non era molto pi grande, in quel caso particolare, di quella della famiglia che stava vendendo la terra.
E l'autobiografa vuole aggiungere una cosa, riguardo alla propria famiglia: i soldi che tutti loro avevano atteso cos a lungo, e per cui si erano comportati in modo cos incivile, non andarono del tutto sprecati. Abigail, in particolare, cominci a fiorire non appena pot darsi un po' d'importanza pecuniaria nel suo circolo di bohmien; adesso Joyce chiama Patty ogni volta che il nome di Abigail compare sul " New York Times "; a quanto sembra, lei e la sua troupe hanno molto successo in Italia, Slovenia e altri paesi europei. Veronica pu godersi la solitudine nel suo appartamento, in un ashram a nord di New York e nel suo studio, e forse i suoi quadri, malgrado a Patty sembrino incompiuti e chiusi su se stessi, verranno acclamati dalle generazioni future come opere di genio. Edgar

 Galina si sono trasferiti nella comunit ultraortodossa di Kiryas Joel, nello stato di New York, dove hanno avuto un ultimo bambino (il quinto) e non sembrano provocare veri danni a nessuno. Patty li vede tutti, tranne Abigail, alcune volte all'anno. I nipoti sono il richiamo maggiore, certo, ma di recente ha anche accompagnato Joyce in un tour dei giardini inglesi che le  piaciuto pi di quanto avrebbe immaginato,

	con Veronica riesce sempre a farsi quattro risate.
Ma soprattutto, Patty vive la sua piccola vita. Corre ancora ogni giorno, in Prospect Park, ma non  pi drogata di sport, n di nient'altro. Adesso una bottiglia di vino le dura due giorni, a volte tre. A scuola ha la fortuna di non dover trattare direttamente con i genitori di oggi, che sono molto pi folli e sotto pressione di quanto lo era lei. Sembrano convinti che la scuola debba aiutare gli alunni di prima elementare a scrivere le bozze delle domande di ammissione al college, e a migliorare il vocabolario per il Sat che daranno fra dieci anni. Ma Patty ha a che fare solo con i bambini come tali: piccoli individui interessanti e spesso ancora incontaminati, impazienti di imparare a scrivere per poter raccontare le proprie storie. Patty li incontra a piccoli gruppi per aiutarli
in questa impresa, e quei bambini hanno un'et per cui da grandi alcuni di loro potranno anche ricordarsi della signora Berglund. Gli alunni delle medie la ricorderanno di sicuro, perch questa  la parte migliore del suo lavoro: restituire, come allenatrice, la dedizione totale, l'affettuosa fermezza e le lezioni sullo spirito di squadra che un tempo aveva ricevuto dai suoi allenatori. Quasi ogni giorno dell'anno scolastico, dopo le lezioni, Patty pu scomparire per qualche ora, dimenticarsi di s e tornare a essere una delle ragazze, sposare per amore la causa della vittoria e desiderare con spirito puro il successo della sua squadra. Un universo che le permette di fare questo, a uno stadio relativamente avanzato della vita, e malgrado non sia stata la migliore delle persone, non pu essere del tutto crudele.
Le estati sono pi difficili, non c' dubbio. D'estate riaffiorano in lei l'autocommiserazione e la competitivit. Per due volte si  costretta a offrirsi di lavorare all'aperto con i bambini per il dipartimento parchi, ma si  scoperta terribilmente incapace di gestire i maschi pi grandi di sei o sette anni, e fa molta fatica a interessarsi di attivit fini a se stesse; ha bisogno di una vera squadra, della sua squadra, da disciplinare e spronare alla vittoria. Le giovani insegnanti nubili della sua scuola sono allegre festaiole (di quelle che vomitano in bagno e bevono tequila nella sala riunioni alle tre del pomeriggio) che d'estate tagliano la corda, e c' un limite al numero di ore che si possono trascorrere leggendo in solitudine, o pulendo il proprio minuscolo appartamento gi pulito mentre si ascolta musica country, senza poi desiderare di far festa a propria volta. Le due cosiddette relazioni che ha avuto con colleghi molto pi giovani, due avventure relativamente lunghe di cui il lettore non vorr certo sentir parlare e che in ogni caso sono consistite soprattutto di momenti d'imbarazzo e discussioni tormentate, hanno avuto entrambe inizio nei mesi estivi. Negli ultimi tre anni, Cathy e Donna le hanno gentilmente lasciato trascorrere l'intero mese di luglio in Wisconsin.
Il punto fermo di Patty, ovviamente,  Jessica. Tanto che, in effetti, sta rigorosamente attenta a non esagerare, a non soffocarla con le sue necessit. Jessica  come un cane da lavoro,

ben diversa da quel cane da esposizione che  Joey, e quando Patty aveva lasciato Richard, riguadagnando una certa rispettabilit morale, Jessica si era messa in testa di sistemare la vita di sua madre. Perlopi i suoi consigli erano piuttosto ovvi, ma' Patty, grata e pentita, continuava docilmente a presentarle un resoconto dei propri progressi durante le loro abituali cene del luned. Anche se sapeva molte pi cose della vita, aveva anche commesso molti pi errori di lei. Le costava pochissimo lasciare che sua figlia si sentisse utile e importante, e le loro discussioni l'avevano portata, in effetti, a trovare il suo attuale impiego. Ora che si era rimessa in piedi, toccava a lei offrire sostegno a Jessica, ma anche in questo caso doveva fare molta attenzione. Quando leggeva uno dei post troppo poetici del blog di Jessica, pieni di frasi facilmente migliorabili, l'unica cosa che si permetteva di dire era: " Che bel post! !" Quando il cuore di Jessica si mise a palpitare per un musicista, un piccolo batterista con l'aria da ragazzino che aveva abbandonato gli studi alla Nyu, Patty dovette dimenticare tutto quello che sapeva dei musicisti e appoggiare, almeno tacitamente, la convinzione di Jessica che negli ultimi tempi la natura umana avesse subto un cambiamento fondamentale: che le persone della sua et, perfino i musicisti maschi, fossero molto diverse da quelle dell'et di Patty. E quando il cuore di Jessica si spezz, adagio ma fino in fondo, Patty dovette fingersi sconvolta da quell'oltraggio straordinario e imprevedibile. Le riusc difficile, eppure comp volentieri quello sforzo, in parte perch Jessica e i suoi amici sono davvero un po' diversi da Patty e dalla sua generazione - il' mondo sembra loro pi spaventoso, la strada verso la vita adulta pi dura e meno costellata di ovvie gratificazioni -, ma soprattutto perch adesso ha bisogno dell'amore di Jessica e farebbe praticamente qualunque cosa pur di non perderla.
La separazione da Walter ha avuto l'indubbio benefici di avvicinare i loro figli. Nei mesi successivi alla sua partenza da Washington, Patty cap, dal fatto che entrambi disponessero. di informazioni che lei aveva fornito a uno solo dei due, che Jessica e Joey comunicavano regolarmente, e non era difficile indovinare che alla base delle loro comunicazioni ci fosse il carattere distruttivo, egoista e imbarazzante dei genitori.
Anche dopo aver perdonato Walter e Patty, Jessica mantenne vivo il forte legame che lei e il suo compagno d'armi avevano stretto nelle trincee.
E stato interessante, per Patty, osservare come fratello e sorella siano riusciti a conciliare le forti differenze di personalit, considerati i suoi fallimenti in quel campo. Joey, a quanto pare, si  dimostrato molto perspicace sulla doppiezza del piccolo batterista di Jessica, spiegandole alcune cose che Patty non si era azzardata a esplicitare. E in pi c' anche il fatto che Joey, visto che in qualcosa doveva senz'altro avere successo, sta prosperando in un settore che Jessica approva. Certo, ci sono ancora cose che la innervosiscono, che la fanno sentire in competizione con il fratello. Le d molto fastidio che Walter, grazie ai suoi contatti in Sudamerica, abbia potuto indirizzare Joey verso il caff coltivato all'ombra proprio nel momento in cui cominciava a rendere una fortuna, mentre n Walter n Patty possono aiutarla nella carriera editoriale che lei stessa si  scelta. Trova frustrante il fatto di essersi dedicata, come suo padre, a un settore in declino, minacciato e infruttuoso, mentre Joey si arricchisce quasi senza sforzo. E non riesce a nascondere l'invidia nei confronti di Connie, che pu girare il mondo insieme a Joey e visitare proprio quei paesi afosi che lei ha sempre guardato con multiculturale entusiasmo. E tuttavia ammira Connie, sia pure con riluttanza, per la sua scaltrezza nel rinviare la maternit; qualcuno l'ha anche sentita ammettere che si veste abbastanza bene "per essere una del Midwest". E non si pu negare che il caff coltivato all'ombra sia migliore per l'ambiente, soprattutto per gli uccelli, e che Joey sia stato bravo a divulgare questo fatto e a commercializzarlo con sagacia. Joey ha praticamente battuto Jessica, in altre parole, e questa  un'altra ragione per cui Patty si d tanto da fare per esserle amica.
: L'autobiografa vorrebbe poter riferire che va tutto bene anche fra Patty e Joey. Ahim, non  cos. Joey le ha chiuso in faccia una porta d'acciaio, una porta pi fredda e dura che mai, che rimarr chiusa finch Patty non gli dimostrer di aver accettato Connie. E ahim, anche se Patty ha compiuto grandi passi avanti in molti campi, imparare ad ama-

re Connie non rientra fra questi. Il fatto che Connie soddisfi con solerzia tutti i requisiti della buona nuora non fa che peggiorare le cose. Patty sa di non piacere a Connie tanto quanto Connie non piace a lei: se lo sente e basta. C' qualcosa nel suo modo di comportarsi con Joey, qualcosa di inesorabilmente possessivo, competitivo ed esclusivo, qualcosa di sbagliato, che le fa rizzare i capelli in testa. Anche se desidera diventare una persona migliore in tutti i sensi, purtroppo ha cominciato a comprendere che questo ideale potrebbe anche essere irraggiungibile, e che il suo fallimento costituir sempre un ostacolo fra lei e Joey, la punizione duratura per gli errori commessi con lui. Joey, inutile dirlo,  scrupolosamente gentile con Patty. La chiama una volta alla settimana e si ricorda i nomi dei suoi colleghi e dei suoi studenti preferiti; le rivolge inviti e ogni tanto li accetta; le lancia qualche piccola briciola di attenzione quando la lealt verso Connie glielo permette. Negli ultimi due anni si  spinto fino a ripagare, con gli interessi, i soldi che Patty gli mandava al college, soldi di cui lei ha troppo bisogno, da un punto di vista pratico quanto emotivo, per poter dire di no. Ma la porta interiore di Joey  sempre chiusa a chiave, e lei non riesce a immaginare come possa riaprirsi.
O meglio, a essere precisi, riesce a immaginare un solo modo, che l'autobiografa teme il lettore non avr voglia di conoscere ma che lei menzioner comunque. Patty riesce a immaginare che, se potesse in qualche modo tornare con Walter, e sentirsi di nuovo al sicuro nel suo amore, e alzarsi dal letto caldo al mattino e tornarvi la notte sapendosi di nuovo sua, lei potrebbe finalmente perdonare Connie e riconoscerne le qualit che tutti gli altri giudicano cos attraenti. Potrebbe trovare piacevole sedersi a tavola con Connie, e potrebbe riscaldarsi il cuore davanti alla lealt e alla devozione di Joey nei confronti della moglie, e Joey a sua volta potrebbe socchiudere un po' quella porta, se solo lei dopo cena potesse tornare a casa con Walter e appoggiargli la testa sulla spalla e sapere che  stata perdonata. Ma questo naturalmente  uno scenario del tutto inverosimile, al quale nessuna giustizia le accorderebbe il diritto.
Oggi l'autobiografa ha cinquantadue anni e li dimostra
tutti. Negli ultimi tempi il suo ciclo si  fatto strano e irregolare. Ogni anno, nel periodo della dichiarazione dei redditi, le sembra che l'anno appena trascorso sia stato pi breve del precedente; gli anni stanno diventando molto simili tra loro. Riesce a immaginare diversi motivi scoraggianti per cui Walter non ha chiesto il divorzio - potrebbe, per esempio, odiarla ancora tanto da non voler avere niente a che fare con lei -, ma il suo cuore insiste ad attingere coraggio dal fatto che non lo abbia chiesto. Ha domandato ai figli, imbarazzata, se ci fosse una donna nella sua vita, e si  rallegrata nello scoprire che non c'. Non perch non voglia che Walter sia felice, non perch le sia rimasto qualche diritto, o perfino inclinazione, alla gelosia, ma perch questo le fa intravedere la vaga possibilit che Walter pensi ancora, come lei pensa, ora pi che mai, che il loro incontro non  stato solo la cosa peggiore che potesse capitare a entrambi, ma anche la migliore. Avendo commesso tanti errori nella sua vita, Patty ha tutte le ragioni per credere di essere poco realistica anche questa volta: per credere che le stia sfuggendo qualche ovvio, fatale ostacolo alla loro riconciliazione. Ma quel pensiero non l'abbandona. Persiste con il passare dei giorni, degli anni tanto simili l'uno all'altro, quella struggente nostalgia del suo volto, della sua voce, della sua rabbia, della sua gentilezza, quella nostalgia per il proprio compagno.
E questo  davvero tutto ci che l'autobiografa ha da dire al suo lettore, a parte accennare, in chiusura, all'episodio che ha originato la stesura di queste pagine. Alcune settimane fa, in Spring Street, a Manhattan, rientrando a casa dal reading di un giovane scrittore zelante che Jessica era emozionata di pubblicare, Patty ha visto un uomo alto di mezza et venirle incontro a grandi passi sul marciapiede, e si  accorta che era Richard Katz. Ha i capelli corti e grigi, adesso, e porta degli occhiali che gli danno una strana aria distinta, anche se si veste ancora come un ventenne della fine degli anni Settanta. Vedendolo a Lower Manhattan, dove non si pu essere invisibili come nel cuore di Brooklyn, Patty si  resa conto di quanto lei stessa debba apparire invecchiata, insignificante come una madre qualsiasi. Se avesse potuto si sarebbe nascosta, per risparmiare a Richard l'imbarazzo di vederla e a

se stessa l'imbarazzo di sentirsi il suo oggetto sessuale scartato. Ma non c'era modo di nascondersi, e Richard, con la sua familiare cortesia forzata, dopo qualche goffo saluto le ha offerto un bicchiere di vino.
Nel bar in cui sono andati a finire, Richard ha ascoltato le novit di Patty con l'attenzione dimezzata dell'uomo di successo pieno d'impegni. Sembra essersi finalmente rappacificato con il successo; le ha spiegato, senza imbarazzo n giustificazioni, di aver composto una di quelle cosette orchestrali d'avanguardia per la Brooklyn Academy of Music, e che la sua attuale ragazza, a quanto pare una documentarista molto importante, lo ha presentato ad alcuni giovani registi di quei film d'essai che Walter ha sempre amato, e che ci sono in ballo alcuni progetti di colonne sonore. Patty si  concessa una piccola fitta al cuore davanti alla sua apparente, relativa soddisfazione, e un'altra piccola fitta al pensiero della sua ragazza importante, prima di riportare il discorso, come sempre, su Walter.
- Non sei in contatto con lui, - le ha detto Richard.
- No, - ha risposto lei. - Sembra quasi una favola. Non abbiamo pi parlato dal giorno in cui sono partita da Washington. Sei anni e nemmeno una parola. Ricevo sue notizie solo tramite i miei figli.
- Forse dovresti chiamarlo.
- Non posso, Richard. Ho perso la mia occasione sei anni fa, e ora penso che voglia solo essere lasciato in pace. Vive nella casa sul lago e lavora per la Nature Conservancy. Se volesse mettersi in contatto, potrebbe chiamarmi.
- Forse pensa lo stesso di te.
Lei ha scosso la testa. - Tutti riconoscono che ha sofferto pi di me. Nessuno pu essere cos crudele da pensare che sia lui a dovermi cercare. In pi ho gi detto a Jessie, chiaro e tondo, che vorrei rivederlo. Non posso credere che non gli abbia trasmesso il messaggio: rimediare a una situazione cos disperata sarebbe il suo sogno. Perci credo che sia ancora ferito, e arrabbiato, e che ci odi entrambi. E chi pu biasimarlo, in effetti?
- Io posso, almeno un po', - ha detto Richard. - Ricordi il numero del silenzio che mi ha fatto al college? Era una
stronzata. Gli fa male all'anima.  la parte di lui che non ho mai sopportato.
- Be', forse allora dovresti chiamarlo tu.
-'No -. Richard si  messo a ridere. - Per finalmente sono riuscito a fargli un piccolo regalo: lo scoprirai tra un paio di mesi, se stai all'occhio. Un piccolo saluto amichevole a distanza, da un fuso orario all'altro. Ma scusarmi non  mai stato il mio forte. Tu invece.
- Io invece?
Richard stava gi chiamando la cameriera per chiedere il conto. - Tu sei brava a raccontare storie, - ha detto. - Perch non gli racconti una storia?

Canterbridge Estates Lake

Ci sono molti modi in cui un gatto d'appartamento pu morire all'aperto, per esempio smembrato dai coyote o schiacciato da una macchina, ma quando, una sera d'inizio giugno, l'adorato Bobby della famiglia Hoffbauer non torn a casa, e ogni tentativo di ritrovarlo - chiamandolo per nome, perlustrando tutto il perimetro di Canterbridge Estates, percorrendo in lungo e in largo la strada della contea e attaccando la sua immagine fotocopiata sugli alberi - and a vuoto, tutti gli abitanti di Canterbridge Court pensarono che fosse stato ucciso da Walter Berglund.
Canterbridge Estates era la nuova zona residenziale - dodici case spaziose costruite nello stile moderno con numerosi bagni - che era sorta sulla riva sudoccidentale di un piccolo specchio d'acqua ora ufficialmente chiamato Canterbridge Estates Lake. Il lago era abbastanza lontano da tutto, ma negli ultimi tempi il sistema finanziario nazionale stava prestando soldi praticamente gratis, e la costruzione del complesso edilizio, insieme all'ampliamento e alla pavimentazione della strada d'accesso, aveva smosso per un po' l'economia stagnante della contea di Itasca. I bassi tassi d'interesse avevano poi consentito a diversi pensionati delle Citt Gemelle e a giovani famiglie locali, tra cui gli Hoffbauer, di acquistare la casa dei propri sogni. Quando cominciarono a trasferirsi,
nell'autunno del 2007, la strada era ancora molto grezza. I
giardini erano accidentati e infestati di erba malaticcia, cosparsi di massi erratici indomabili e delle poche betulle sopravvissute al disboscamento, e ricordavano, nel complesso, un terrario preparato da un bambino in fretta e furia per la lezione di scienze. Era dunque comprensibile che i gatti del

nuovo quartiere preferissero cacciare nei boschi dell'adiacente propriet Berglund, dove si trovavano gli uccelli. E Walter, prima ancora che l'ultima casa di Canterbridge venisse occupata, era andato a presentarsi porta a porta, chiedendo ai nuovi vicini di tenere per favore i gatti in casa.
Walter era un bravo cittadino del Minnesota e un uomo abbastanza cordiale, ma c'era qualcosa in lui, un fremito politico nella voce, un'ombra di barba grigia da fanatico, che dava fastidio alle famiglie di Canterbridge Court. Viveva da solo in una vecchia casa di villeggiatura tozza e isolata, e malgrado il panorama delle famiglie sulla sua pittoresca propriet dall'altra parte del lago fosse senz'altro migliore di quello di Walter sui loro giardini spogli, e malgrado alcuni dei nuovi abitanti si fossero effettivamente chiesti quanto doveva essere stata rumorosa la costruzione delle loro case, a nessuno piace sentirsi l'intruso nell'idillio altrui. Avevano pagato, dopotutto; avevano il diritto di stare l. Anzi, la loro imposta sulla propriet era nell'insieme molto pi elevata di quella di Walter, e quasi tutti stavano affrontando un rapido aumento delle rate del mutuo, dovevano contare su un reddito fisso o risparmiare per l'istruzione dei figli. Quando Walter, che ovviamente non aveva simili problemi, and a lamentarsi dei loro gatti, sentirono di comprendere la sua preoccupazione per gli uccelli molto pi di quanto lui comprendesse che quella preoccupazione era un privilegio da gran signori. Linda Hoffbauer, che era una cristiana evangelica e la persona pi politicizzata della via, si sent particolarmente offesa. - Insomma, Bobby uccide gli uccelli, - disse a Walter. - E allora?
- Be', il problema - rispose Walter -  che i gatti domestici non sono originari del Nordamerica, e quindi i nostri uccelli canori non hanno mai sviluppato delle difese contro di loro. Non  una lotta ad armi pari.
- I gatti uccidono gli uccelli, - disse Linda. -  la loro indole, fa parte della natura.
- S, ma i gatti sono una specie del Vecchio Mondo, - disse Walter. - Non fanno parte della nostra natura. Non sarebbero qui se non li avessimo introdotti noi. E proprio questo il problema.
- In tutta sincerit, - disse Linda, - a me importa solo
che i miei bambini imparino a occuparsi di un animale domestico e ad assumersene la responsabilit. Sta cercando di dirmi che non possono?
- No, non voglio dire questo, - rispose Walter. - Ma Bobby lo tenete gi in casa durante l'inverno. Le chiedo solo di tenerlo in casa anche d'estate, per il bene dell'ecosistema locale. Viviamo in un'importante area riproduttiva per diverse specie di uccelli che in Nordamerica sono in declino. E anche loro hanno dei figli. Quando Bobby uccide un uccello in giugno o in luglio, si lascia dietro un nido pieno di piccoli che non sopravvivranno.
- Allora gli uccelli devono trovarsi un altro posto dove nidificare. Bobby adora correre all'aperto. Non  giusto tenerlo chiuso in casa con il bel tempo.
- Certo. S. So che volete bene al vostro gatto. E se lui se ne stesse in giardino, non ci sarebbero problemi. Ma in effetti questa terra apparteneva agli uccelli prima che a noi. E non possiamo andare a dire agli uccelli che questo posto non va bene per nidificare. Cos continuano a tornare, e continuano a venire uccisi. E il problema pi grave  che ormai lo spazio a loro disposizione si sta esaurendo, perch si costruiscono sempre pi case. Perci  importante comportarsi da custodi responsabili di questa meravigliosa terra che abbiamo occupato.
- Be', mi dispiace, - disse Linda, - ma i miei figli per me sono pi importanti dei figli di un uccello. Non credo che sia una posizione estrema, se paragonata alla sua. Dio ha dato questo mondo agli esseri umani, e con questo, per quanto mi riguarda, la faccenda  chiusa.
- Anch'io ho dei figli, e la capisco, - disse Walter. - Ma stiamo solo parlando di tenere Bobby in casa. A meno che non parli con lui, non vedo come possa sapere che gli dispiace stare in casa.
- Il mio gatto  un animale. Il dono del linguaggio non fu concesso alle bestie della terra. Solo alle persone. E per questo, fra le altre cose, che sappiamo di essere stati creati a immagine di Dio.
- Giusto,  proprio questo il punto: come sa che gli piace andarsene in giro?

- I gatti amano stare all'aperto. Tutti amano stare all'aperto. Quando arriva il caldo, Bobby si mette davanti alla porta e aspetta di uscire. Non ho bisogno di parlare con lui, per capirlo.
- Ma se Bobby  solo un animale, cio non  un essere umano, perch allora la sua leggera preferenza per la vita all'aria aperta dovrebbe superare il diritto degli uccelli ad avere una famiglia?
- Perch Bobby fa parte della nostra famiglia. I miei bambini lo adorano, e noi vogliamo che abbia il meglio. Se avessimo un uccello come animale domestico, vorremmo il meglio anche per lui. Ma non abbiamo un uccello, abbiamo un gatto.
- Be', grazie di avermi ascoltato, - disse Walter. - Spero che ci rifletta e magari ci ripensi.
Linda rimase molto offesa da quella conversazione. Walter non era neppure un vero vicino, non apparteneva all'associazione dei proprietari di casa, e il fatto che guidasse una macchina ibrida giapponese, sulla quale aveva appena attaccato un adesivo con la scritta oBaMA, secondo lei era un indizio di ateismo e di insensibilit verso la condizione delle famiglie di lavoratori, come la sua, che faticavano per tirare avanti e crescere i figli come bravi cittadini devoti in un mondo pericoloso. Linda non era molto benvoluta a Canterbridge Court, per tutti la temevano, perch era quella che veniva a bussarti alla porta se avevi lasciato la barca parcheggiata sul vialetto la sera prima, in violazione dell'accordo fra proprietari, o se suo figlio aveva visto tuo figlio accendersi una sigaretta dietro l'edificio delle medie, o se aveva scoperto un piccolo difetto di costruzione nella sua casa e voleva sapere se c'era anche nella tua. Dopo quella visita Walter divent, negli incessanti racconti di Linda, il fanatico degli animali che le aveva chiesto se parlava con il suo gatto.
Quell'estate, durante un paio di fine settimana, gli abitanti di Canterbridge Estates notarono dei visitatori nella propriet di Walter sull'altra sponda del lago, una bella coppia giovane con una Volvo nera nuova. Il ragazzo era biondo e muscoloso, la moglie o fidanzata aveva il fisico snello delle donne di citt senza figli. Linda Hoffbauer dichiar che avevano "un'aria arrogante", ma quasi tutti i membri della co
munit provarono sollievo nel vedere quei visitatori rispettabili, poich Walter, malgrado la sua gentilezza, era finora sembrato un eremita potenzialmente deviante. Alcuni dei residenti pi anziani, amanti delle lunghe passeggiate mattutine, si spinsero fino ad attaccare discorso con lui quando lo incontravano per strada. Scoprirono cos che la giovane coppia era formata dal figlio e dalla nuora di Walter, detentori di una fiorente attivit a St Paul, e che c'era anche una figlia non sposata a New York. Gli rivolsero delle domande tendenziose per scoprire il suo stato civile, sperando di appurare se fosse divorziato o semplicemente vedovo, e quando lui si dimostr abile a schivarle, uno dei vicini pi all'avanguardia in campo tecnologico and in rete e scopr che Linda Hoffbauer aveva ragione, dopotutto, a sospettare che Walter fosse un pazzoide pericoloso. A quanto pareva aveva fondato un gruppo ambientalista radicale che si era sciolto dopo la morte della cofondatrice, una ragazza dal nome strano che evidentemente non era la madre dei suoi figli. Appena queste interessanti notizie si diffusero nel vicinato, i passeggiatori mattutini smisero di importunarlo - non tanto, forse, perch turbati dal suo estremismo, ma perch adesso la sua esistenza da eremita sapeva troppo di dolore, quel dolore terribile da cui  meglio tenersi alla larga; quel dolore persistente che, come ogni forma di pazzia, viene percepito come minaccioso, forse addirittura contagioso.
Verso la fine dell'inverno successivo, quando la neve cominciava a sciogliersi, Walter si rifece vivo a Canterbridge Court, questa volta con uno scatolone di coloratissime pettorine per gatti in neoprene. Dichiar che un gatto provvisto di pettorina poteva uscire a fare tutte le birichinate che voleva, dall'arrampicarsi sugli alberi all'abbattere le falene, tranne che piombare addosso agli uccelli. Disse che i collari col campanellino si erano rivelati un deterrente inutile. Aggiunse che la stima pi bassa sul numero di uccelli canori assassinati ogni giorno dai gatti negli Stati Uniti era di un milione, ovvero 365 000 000 all'anno (e questa, sottoline, era una stima prudenziale, che non teneva conto della morte per fame della prole dei volatili assassinati). Anche se Walter sembrava non capire che mettere la pettorina al gatto ogni

volta che usciva di casa sarebbe stata una vera seccatura, e che un gatto vestito di neoprene blu o rosso acceso sarebbe stato davvero ridicolo, i pi anziani proprietari di gatti della via accettarono cortesemente la pettorina e promisero di provarla, in modo da liberarsi di Walter e potersi sbarazzare della pettorina. Solo Linda Hoffbauer la rifiut in modo categorico. Walter le sembrava uno di quei progressisti statalisti che volevano distribuire preservativi nelle scuole, togliere le armi alla gente e costringere tutti i cittadini a portare un documento d'identit. Si senti spinta a chiedergli se gli uccelli che vivevano sulla sua propriet gli appartenessero, e in caso contrario, cosa gliene importasse se a Bobby piaceva cacciarli. Walter rispose con un discorso in burocratese sul Trattato per la Protezione degli Uccelli Migratori dell'America Settentrionale, che in apparenza proibiva di fare del male a qualunque specie aviaria non cacciabile che oltrepassava la frontiera con il Canada o il Messico. Linda pens infastidita al nuovo presidente, che voleva consegnare la sovranit del paese alle Nazioni Unite, e disse a Walter, con tutta la gentilezza possibile, che era molto impegnata a crescere i suoi figli e gli sarebbe stata riconoscente se non avesse pi bussato alla sua porta.
Da un punto di vista diplomatico, Walter aveva scelto un brutto momento per presentarsi con le sue pettorine. Il paese era precipitato in una profonda recessione, il mercato finanziario era finito gi per lo sciacquone, e sembrava quasi indecente che Walter fosse ancora ossessionato dagli uccelli. Anche le coppie di pensionati di Canterbridge Court soffrivano - la perdita di valore dei loro investimenti aveva costretto alcuni a disdire il ritiro invernale in Florida o Arizona - e due delle famiglie pi giovani della via, i Dent e i Dolberg, erano rimaste indietro con le rate del mutuo (che erano aumentate proprio nel momento sbagliato) e sembravano sul punto di perdere la casa. Mentre Teagan Dolberg aspettava una risposta dalle societ di consolidamento crediti che sembravano cambiare numero di telefono e indirizzo ogni settimana, nonch dai consulenti federali del debito low cost che risultarono non essere federali e neppure low cost, il saldo scoperto sull'estratto conto delle sue Visa e MasterCard
aumentava al ritmo di tre o quattromila dollari al mese, e le amiche e le vicine cui aveva venduto pacchetti di dieci sedute di manicure, da tenersi nella postazione da manicure che aveva allestito nel seminterrato, continuarono ad andare a rifarsi le unghie senza portarle alcun guadagno. Persino Linda Hoffbauer, il cui marito si era assicurato l'appalto per la manutenzione stradale della contea di Itasca, aveva cominciato ad abbassare il termostato e a mandare i figli a scuola in autobus anzich portarli avanti e indietro con la sua Suburban. Le preoccupazioni incombevano su Canterbridge Court come una nube di moscerini; invadevano ogni casa attraverso i notiziari della tv via cavo, i talk show radiofonici e internet. Si cinguettava molto su Twitter, ma il mondo della natura cinguettante e svolazzante, che Walter aveva evocato come se alla gente dovesse ancora importargliene qualcosa, era una preoccupazione di troppo.
Walter si rifece vivo a settembre, quando volantin l'intero vicinato con il favore delle tenebre. Adesso le case dei Dent e dei Dolberg erano vuote, le finestre oscurate come la lucina della chiamata in attesa su una linea d'emergenza quando alla fine la persona in attesa decide di riagganciare, ma un mattino tutti i residenti superstiti di Canterbridge Estates trovarono sulla soglia di casa una cortese lettera indirizzata ai "Cari vicini", nella quale veniva riproposta la tirata antigatto che Walter aveva gi presentato due volte, insieme a quattro pagine di fotografie che non avevano proprio niente di cortese. Walter doveva aver trascorso l'intera estate a fotografare gli uccelli morti nella sua propriet. Ciascuna foto (ce n'erano pi di quaranta) recava in calce la data e la specie. Le famiglie di Canterbridge che non possedevano gatti si offesero per essere state incluse nel volantinaggio, e le famiglie che li possedevano si offesero per l'apparente certezza di Walter che per ogni uccello morto nella sua propriet la colpa fosse dei loro animali. Linda Hoffbauer venne ancora pi esasperata dal fatto che un volantino era stato lasciato dove uno dei suoi figli poteva facilmente venire esposto alle immagini traumatizzanti di passeri decapitati e viscere insanguinate. Chiam lo sceriffo della contea, con cui lei e suo marito erano in rapporti cordiali, per chiedere se Walter fosse

incriminabile per molestie. Lo sceriffo disse di no, ma accett di passare da Walter per dargli un piccolo avvertimento, una visita che frutt l'inattesa notizia che Walter era laureato in legge e conosceva bene non solo i diritti garantitigli dal Primo Emendamento, ma anche l'accordo fra i proprietari di Canterbridge Estates, nel quale si trovava una clausola che li obbligava a tenere gli animali domestici sotto controllo costante; lo sceriffo consigli a Linda di stracciare il volantino e lasciar perdere.
E poi venne il bianco inverno, i gatti del vicinato si ritirarono in casa (dove, come persino Linda fu costretta ad ammettere, sembravano del tutto a loro agio), e il marito di Linda si incaric personalmente di pulire la strada della contea in modo tale che, dopo ogni nevicata, Walter fosse costretto a spalare per un'ora per sgombrare l'imbocco del suo vialetto. Ora, con gli alberi spogli, sull'altra riva del lago gelato era perfettamente visibile la casetta dei Berglund, dalle cui finestre non usciva mai lo sfarfallio del televisore. Era difficile immaginare cosa facesse Walter laggi, da solo, nelle lunghe notti invernali, se non covare ostilit e risentimento. La casa si oscur per una settimana a Natale, a dimostrazione che Walter era andato a trovare la famiglia a St Paul, e anche questo era difficile da immaginare, che un tipo cos strambo fosse amato da qualcuno. Linda, soprattutto, si sent sollevata quando le festivit terminarono e il tipo strambo riprese la sua esistenza da eremita, e lei pot tornare a un odio incontaminato dal pensiero che qualcuno gli volesse bene. Una sera di febbraio, suo marito 'le rifer che Walter aveva inoltrato un reclamo presso la contea per la deliberata ostruzione del suo vialetto, e questo in un certo senso le fece molto piacere. Era bello sapere che lui sapeva di essere odiato.
Nella stessa maniera irrazionale, quando la neve si sciolse di nuovo e i boschi rinverdirono di nuovo e Bobby venne lasciato uscire di nuovo e subito spar, Linda ebbe la sensazione che un suo profondo desiderio fosse stato esaudito, uno di quei desideri primordiali che quando vengono esauditi diventano solo pi intensi. Cap subito che Walter era responsabile della scomparsa di Bobby, e constat con soddisfazione che si era mostrato all'altezza del suo odio, nutrendolo e fornen
dogli nuove ragioni d'essere: che era disposto a giocare con lei al gioco dell'odio e a diventare il rappresentante locale di tutti i suoi problemi. Anche mentre organizzava le ricerche per il beniamino dei suoi figli e divulgava la loro angoscia in tutto il vicinato, Linda assaporava in segreto quell'angoscia e provava gusto nell'istigare i bambini a odiare Walter. Bobby le piaceva, certo, ma sapeva che era peccato trasformare una bestia in un falso idolo. Quel peccato da lei aborrito albergava nel suo cosiddetto vicino. Quando si cap che Bobby non sarebbe mai pi tornato, Linda port i figli al rifugio per animali e fece scegliere loro tre nuovi gatti, e poi, appena tornata a casa, li liber dalla scatola di cartone e li incit a correre verso i boschi di Walter.


Walter non aveva mai amato i gatti. Li considerava i sociopatici del regno animale, una specie addomesticata come male necessario per il controllo dei roditori e in seguito idolatrata, cos come succede in quei paesi infelici che idolatrano il proprio esercito, che onorano le uniformi degli assassini come la gente che accarezza il bel pelo dei gatti perdonando loro le zanne e gli artigli. Nel muso di un gatto non aveva mai visto altro che affettata indifferenza ed egoismo; bastava stuzzicarlo con un topo giocattolo per capire cosa gli stesse davvero a cuore. Finch non era andato a vivere nella casa di sua madre, tuttavia, Walter aveva dovuto lottare contro molti mali peggiori. Solo adesso, dopo essere diventato responsabile dei disastri provocati dai felini selvatici sui terreni da lui gestiti per la Nature Conservancy, e dopo che al danno inflitto da Canterbridge Estates al suo lago si era aggiunta la beffa degli animali domestici dei residenti che giravano ovunque indisturbati, solo adesso il suo antico pregiudizio antifelino si trasform in quella martellante sensazione quotidiana di infelicit e risentimento che con ogni evidenza serviva ai maschi depressivi di casa Berglund per dare significato e sostanza alla propria vita. Il risentimento che gli era bastato nei due anni precedenti - il supplizio delle motoseghe, dei macchinari per il movimento terra, delle piccole detonazioni e dello sgretolamento del suolo, dei martelli, dei tagliapiastrelle e dei

classici del rock sparati a tutto volume - era finito, e adesso aveva bisogno di qualcosa di nuovo.
Alcuni gatti sono assassini pigri o incapaci, ma Bobby, un micio nero con le zampe bianche, non era uno di questi. Bobby era abbastanza furbo da ritirarsi in casa Hoffbauer al crepuscolo, quando procioni e coyote diventavano un pericolo, ma tutte le mattine, nei mesi senza neve, lo si vedeva ripartire di corsa lungo la spoglia riva meridionale del lago ed entrare nella propriet di Walter per uccidere qualche bestiolina. Passeri, pipili, tordi, parule, uccelli azzurri, cardellini, scriccioli. Aveva gusti eclettici e una soglia di attenzione illimitata. Non si stancava mai di uccidere, e aveva l'ulteriore difetto di essere sleale o ingrato, visto che di rado si scomodava a riportare le prede ai suoi padroni. Catturava e giocava e massacrava, a volte mangiucchiava un po', ma di solito si limitava ad abbandonare la carcassa. I boschi aperti ed erbosi sotto la casa di Walter e l'habitat di margine che li circondava erano particolarmente graditi agli uccelli e a Bobby. Walter teneva da parte un mucchietto di pietre da lanciargli contro, e una volta era riuscito a centrarlo con il getto della canna per innaffiare, ma Bobby aveva presto imparato a rimanere nel bosco di prima mattina, in attesa che Walter se ne andasse al lavoro. Alcuni dei terreni della Nature Conservancy gestiti da Walter erano cos lontani che a volte doveva dormire fuori per diverse notti di seguito, e quasi sempre, al suo ritorno, trovava un nuovo massacro sul pendio dietro casa. Se fosse accaduto solo l, forse Walter avrebbe potuto sopportarlo, ma sapere che succedeva dappertutto lo faceva impazzire.
Eppure era troppo buono e rispettoso della legge per uccidere un animale. Pens di affidare il compito a suo fratello Mitch, ma la fedina penale di Mitch non gli consentiva di correre tale rischio, e con tutta probabilit Linda Hoffbauer avrebbe semplicemente preso un altro gatto. Solo dopo che una seconda estate di diplomazia e sforzi educativi era fallita, e dopo che il marito di Linda Hoffbauer gli aveva ostruito il vialetto una volta di troppo, Walter decise che, malgrado fosse solo uno dei settantacinque milioni di gatti d'America, Bobby doveva pagare di persona per la propria sociopatia.
Walter si procur una trappola e istruzioni dettagliate da uno degli appaltatori che combattevano la guerra quasi impossibile contro i gatti selvatici nelle terre della Conservancy, e un giorno di maggio, prima dell'alba, piazz la trappola, con un'esca di fegatini di pollo e bacon, lungo il sentiero che Bobby soleva percorrere per entrare nella sua propriet. Walter sapeva che, con un gatto furbo, la trappola avrebbe avuto una sola possibilit. Le urla feline che due ore dopo risalirono lungo la collina erano musica per le sue orecchie. Caric in tutta fretta a bordo della Prius la trappola sobbalzante e puzzolente di merda, chiudendola nel bagagliaio. Il fatto che Linda Hoffbauer non avesse munito Bobby di un collare - per non limitare troppo la preziosa libert del suo gatto, presumibilmente - gli rese ancora pi semplice, dopo un viaggio di tre ore, depositare l'animale in un rifugio di Minneapolis, dove lo avrebbero ucciso oppure rifilato a una famiglia cittadina che lo avrebbe tenuto in casa.
Walter non era preparato alla depressione che lo assal mentre si allontanava da Minneapolis. Il senso di perdita, di spreco e di rimpianto: la sensazione che lui e Bobby fossero una specie di coppia sposata, e che persino un matrimonio orribile fosse meno triste che nessun matrimonio. Immagin senza volerlo la squallida gabbia che d'ora in poi sarebbe stata la dimora di Bobby. Walter non era cos sciocco da pensare che gli mancassero gli Hoffbauer - i gatti sapevano solo sfruttare la gente -, eppure la sua prigionia aveva qualcosa di pietoso.
Walter viveva per conto suo da quasi sei anni, ormai, e in
qualche modo ci si stava adattando. La sede statale della Con
servancy, che un tempo aveva diretto e che ora lo metteva a
disagio per la sua intimit con le multinazionali e i miliona
ri, aveva esaudito il suo desiderio di venire riassunto come
custode di basso livello e, nei mesi di gelo, come assistente
amministrativo per questioni particolarmente monotone e
laboriose. Non faceva miracoli nei terreni che sorvegliava,
ma non faceva neanche niente di male, e in quei giorni so
litari tra conifere, strolaghe, carici e picchi riusciva miseri
cordiosamente a dimenticare tutto. Gli altri aspetti del suo
lavoro - redigere richieste di sovvenzioni, recensire pubblicazioni naturalistiche, telefonare alla gente per propagandare una nuova imposta sulle vendite destinata a sostenere un fondo statale per la conservazione del territorio, che alla fine aveva raccolto pi voti perfino di Obama nelle elezioni del 2008 - erano anch'essi ineccepibili. La sera si preparava una delle cinque cene semplici che adesso si prendeva la briga di cucinare, e poi, visto che non riusciva pi a leggere romanzi, ascoltare musica o fare qualunque altra cosa che avesse a che fare con i sentimenti, si concedeva una partita a scacchi o a poker contro il computer, oppure, a volte, un po' di quella pornografia grezza del tutto avulsa dalle emozioni umane.
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In quei momenti si sentiva un vecchio stronzo malato che viveva nei boschi, e badava bene a spegnere il telefono, temendo che Jessica potesse chiamarlo per fare due chiacchiere. Con Joey riusciva ancora a essere se stesso, perch Joey non solo era un uomo, ma era anche un Berglund, troppo cortese e distaccato per intromettersi, e anche se con Connie era pi complicato, perch nella voce di Connie c'era sempre sesso, sesso e civetteria innocente, non era mai troppo difficile farla chiacchierare di s e di Joey, di quanto fosse felice. La prova pi faticosa, per lui, era parlare con Jessica. La sua voce somigliava sempre pi a quella di Patty, e alla fine della conversazione Walter si ritrovava spesso sudato, per lo sforzo di mantenere il fulcro del discorso sulla vita di lei, oppure, in seconda istanza, sul proprio lavoro. C'era stato un periodo, dopo l'incidente d'auto che in pratica aveva messo fine alla sua vita, in cui Jessica era calata su di lui per alleviargli il dolore. In parte lo aveva fatto nella speranza che si riprendesse, e quando aveva capito che non si sarebbe ripreso, che non se la sentiva di riprendersi, che non aveva nessuna intenzione di riprendersi, si era molto arrabbiata con lui. Gli ci erano voluti alcuni anni difficili per riuscire a insegnarle, con freddezza e severit, a lasciarlo in pace e badare alla propria vita. Adesso, ogni volta che tra loro calava il silenzio, Walter sapeva che Jessica si stava chiedendo se rinnovare l'assalto terapeutico, e lui trovava estenuante inventarsi, settimana dopo settimana, nuovi argomenti di conversazione per impedirglielo.
Quando infine rientr dalla sua missione a Minneapolis, dopo una produttiva visita di tre giorni a un grande appezzamento della Conservancy nella contea di Beltrami, trov un foglio di carta appeso alla betulla all'imbocco del vialetto.
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MI AVETE VISTO?, chiedeva. MI CHIAMO BOBBY E LA MIA FAMIGLIA MI STA CERCANDO. Il muso nero di Bobby non veniva bene in fotocopia - gli occhi smorti, sospesi nel vuoto, avevano un'aria spettrale e smarrita -, ma ora Walter cap, per la prima volta, che qualcuno poteva trovarlo degno di protezione e tenerezza. Non rimpiangeva di aver rimosso una minaccia dall'ecosistema, salvando cos la vita a molti uccelli, ma la vulnerabilit che aveva visto nel musino di Bobby lo rese consapevole di un fatale difetto della sua personalit, il difetto di compatire perfino gli esseri che pi detestava. Prosegu lungo il vialetto, cercando di godersi la momentanea pace discesa sulla sua propriet, l'assenza di ansia da Bobby, la luce della serata primaverile, il canto dei passeri golabianca che sembravano ripetere canada canada canada, ma aveva l'impressione di essere invecchiato di molti anni nelle quattro notti in cui era stato via.
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Quella sera stessa, mentre friggeva le uova e tostava il pane, Walter ricevette una telefonata da Jessica. E forse lo aveva chiamato proprio con quell'intenzione, o forse gli aveva sentito qualcosa nella voce, una nota di scoramento, ma quando esaurirono le scarse novit che la settimana trascorsa le aveva portato, il lungo silenzio di Walter la incoraggi a rinnovare l'assalto.
- Allora, l'altra sera ho visto la mamma, - disse. - Mi ha detto una cosa interessante che forse ti va di sapere. La vuoi sapere?
- No, - disse Walter in tono severo.
- Be', ti dispiace se ti chiedo perch?
Attraverso la finestra aperta della cucina giunse il grido lontano di un bambino che, nella luce azzurra del crepuscolo, chiamava " Bobby! "
- Senti, - disse Walter. - So che tu e lei siete molto vicine, e per me va bene. Mi dispiacerebbe se non fosse cos. Voglio che tu abbia due genitori. Ma se volessi sapere come sta potrei chiamarla io stesso. Non voglio metterti nella posizione di riferire messaggi.
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Si va da un terapeuta solo se si vuole cambiare qualcosa. Io non avrei niente da dire a un terapeuta.
- Una volta amavi anche la mamma, vero?
- Non lo so. Non ricordo. Ricordo solo quello che  successo dopo che se n' andata:,
- Be', adesso  davvero gradevole anche lei, sai. E piuttosto diversa da com'era prima. E diventata un po' la mamma perfetta, per quanto possa sembrare incredibile.
- Te l'ho detto, sono felice per te: Sono contento che faccia parte della tua vita.
- Per non vuoi che faccia parte della tua.
- Senti, Jessica, so che tu lo vorresti. So che vorresti un lieto fine. Ma non posso cambiare quello che sento solo perch tu lo desideri.
- E tu senti di odiarla.
- Ha fatto la sua scelta. E non ho altro da dire.
- Mi dispiace, pap, ma questa  un'ingiustizia ridicola. La scelta l'hai fatta tu. Lei non voleva andare via.
- Questo te lo avr detto lei. La vedi tutte le settimane, e lei ti avr convinta della sua versione, che sar senz'altro molto clemente nei suoi confronti. Ma tu non hai vissuto con lei negli ultimi cinque anni prima che se ne andasse. Era un incubo, e io mi sono innamorato di un'altra. Non avevo intenzione di innamorarmi di un'altra. E so che a te dispiace molto. Ma  successo solo perch vivere con tua madre era diventato impossibile.
- Be', allora devi divorziare. Non  forse il minimo che le devi, dopo tanti anni di matrimonio? Se le hai voluto tanto bene da stare con lei per tutti gli anni buoni, non credi di doverle almeno un onesto divorzio?
- Non sono stati anni cos buoni, Jessica. Mi ha mentito per tutto il tempo: non credo di doverle poi tanto. E poi, come ho gi detto, se vuole il divorzio deve solo chiederlo.
- Lei non vuole il divorzio! Vuole tornare con te!
- Non riesco a pensare di vederla neanche per un minuto. Riesco solo a immaginare il dolore insopportabile che proverei nel rivederla.
- Ma non credi che sia possibile, pap, che sarebbe cos doloroso proprio perch l'ami ancora?

- Adesso parliamo d'altro, Jessica. Se hai a cuore i miei sentimenti, non tirare pi fuori questa storia. Non voglio aver paura di risponderti quando telefoni.
Walter rimase seduto a lungo con il volto tra le mani, senza toccare la cena, mentre la casa si oscurava piano piano, e il mondo della primavera terrena cedeva il passo al pi astratto mondo celeste: rosei ciuffi stratosferici, il gelo profondo dello spazio profondo, le prime stelle. La sua vita funzionava cos, adesso: respingeva Jessica e un attimo dopo ne sentiva la mancanza. Valut se tornare a Minneapolis il mattino seguente, riprendere il gatto e riportarlo ai bambini che ne sentivano la mancanza, ma non poteva farlo, cos come non poteva richiamare Jessica e scusarsi con lei. Quel che era fatto era fatto. Quel che era finito era finito. Nella contea di Mingo, in West Virginia, nella mattina pi brutta e triste della sua vita, aveva chiesto ai genitori di Lalitha se poteva vedere il corpo della loro figlia. I genitori erano ingegneri, persone fredde, eccentriche, con un forte accento. Il padre aveva gli occhi asciutti, ma la madre continuava a erompere in un lamento funebre straniero, impulsivo e sonoro, che sembrava quasi una canzone; stranamente cerimonioso e impersonale, come un pianto per un'idea. Walter and da solo all'obitorio, smarrito, senza un'idea. Il suo amore giaceva sotto un lenzuolo, sopra. una barella di altezza scomoda, troppo alta per potervisi inginocchiare accanto.
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I capelli erano sempre gli stessi, setosi e neri e folti come al solito, ma c'era qualcosa di strano nella mascella, una lesione atrocemente crudele e imperdonabile, e la sua fronte, quando Walter la baci, era fredda quanto la fronte di una persona cos giovane non avrebbe mai dovuto essere, in un universo giusto. Il freddo gli entr dentro dalle labbra e non lo lasci pi. Quel che era finito era finito. La sua gioia di vivere era morta, nulla aveva senso. Per comunicare con sua moglie, come Jessica gli chiedeva di fare, avrebbe dovuto lasciar andare i suoi ultimi momenti con Lalitha, e lui aveva il diritto di non farlo. Aveva il diritto, in un universo cos ingiusto, di essere sleale con sua moglie, e aveva il diritto di lasciare che i piccoli Hoffbauer chiamassero invano il loro Bobby, perch nulla aveva senso.
Prendendo forza dal proprio rifiuto - una forza sufficiente, di sicuro, a buttarlo gi dal letto al mattino e a spingerlo avanti nelle lunghe giornate sul campo e nei lunghi viaggi su strade congestionate da vacanzieri ed ex cittadini, Walter super un'altra estate, la pi solitaria della sua vita.
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Disse a Joey e Connie, con una certa dose di verit (ma non molta), che era troppo indaffarato per ricevere visite, e rinunci a lottare contro i gatti che continuavano a invadere i suoi boschi; non poteva pensare di affrontare un altro dramma come quello di Bobby. In agosto ricevette una grossa busta speditagli da sua moglie, probabilmente un manoscritto collegato al "messaggio" di cui aveva parlato Jessica, e la ripose, senza aprirla, nel cassetto dove teneva le vecchie dichiarazioni dei redditi in comune, i vecchi estratti del conto in comune e il suo testamento mai modificato. Meno di tre settimane dopo ricevette una busta imbottita per compact disc inviata da KATz di jersey City, e seppell anche quella, senza aprirla, nello stesso cassetto. In quelle due buste, cos come nei titoli dei giornali che non riusciva a evitare di leggere quando andava a fare la spesa a Fen City - nuove crisi in patria e all'estero, nuovi squilibrati di destra che vomitavano menzogne, nuovi disastri ecologici nel finale di partita globale -, Walter sentiva il mondo esterno farsi sempre pi vicino, esigere la sua attenzione, ma finch restava da solo nei boschi poteva mantenere fede al proprio rifiuto. Discendeva da una lunga progenie di esperti del rifiuto, aveva il temperamento adatto. Non gli era rimasto quasi pi niente di Lalitha; si stava dissolvendo sotto i suoi occhi come succedeva in natura agli uccellini morti - erano gi leggerissimi da vivi, e appena il loro cuoricino smetteva di battere diventavano una manciata di piume e ossa cave che si disperdevano al vento -, ma questo lo spingeva solo ad aggrapparsi con pi decisione a quel poco che gli restava di lei.
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Ed  la ragione per cui, il mattino di ottobre in cui alla fine il mondo arriv, sotto forma di una berlina Hyundai nuova parcheggiata a met del vialetto, nello spiazzo coperto di vegetazione dove un tempo Mitch e Brenda tenevano la barca, Walter non si ferm a vedere chi c'era dentro. Aveva fretta di mettersi in strada per andare a una riunione della Conservancy a Duluth, e rallent appena il necessario per notare

il sedile del guidatore reclinato e pensare che forse a bordo c'era qualcuno che dormiva. Aveva motivo di sperare che al suo ritorno quella persona non ci sarebbe pi stata; altrimenti perch non era venuta a bussare? Ma alle otto di sera, quando Walter svolt dalla strada della contea e imbocc il vialetto, la macchina era ancora li, con i catarifrangenti di plastica che riflettevano la luce dei suoi fari.
Walter scese, scrut dentro la macchina parcheggiata e vide che era vuota, con il sedile del guidatore di nuovo in posizione eretta. Nel bosco faceva freddo; l'aria immobile odorava di neve; l'unico suono era un debole mormorio umano proveniente da Canterbridge Estates. Risal in macchina e si diresse verso casa, dove una donna, Patty, era seduta al buio sui gradini della veranda. Indossava un paio di jeans e una giacca leggera di velluto a coste. Teneva le gambe rannicchiate contro il petto per riscaldarsi, il mento sulle ginocchia.
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Walter spense il motore e aspett un bel momento, venti o trenta minuti, che lei si alzasse e venisse a parlargli, se era li per questo. Ma Patty si rifiut di muoversi, e alla fine Walter trov il coraggio di scendere dall'auto e andare verso casa. Si ferm per qualche istante sulla soglia, a meno di trenta centimetri da lei, per darle la possibilit di parlare. Ma Patty tenne la testa abbassata. Walter si sent cos infantile a rifiutarsi di parlarle che non riusc a trattenere un sorriso. Tuttavia quel sorriso era un'ammissione pericolosa, e Walter lo represse brutalmente, facendosi forza, poi entr in casa e si chiuse la porta alle spalle.
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La sua forza, per, non era infinita. Non pot evitare di rimanere in attesa al buio, accanto alla porta, per un altro bel momento, forse un'ora, nello sforzo di sentire se Patty si muoveva, di non perdere nemmeno il pi lieve colpo sulla porta. Quello che invece ud, nella sua immaginazione, era la voce di Jessica che lo esortava a essere giusto: sua moglie si meritava almeno la cortesia che lui uscisse a dirle di andarsene. Eppure, dopo sei anni di silenzio, Walter sentiva che pronunciare anche solo una parola avrebbe significato ritrattare tutto: annullare il suo rifiuto e negare ogni significato che vi aveva attribuito.
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Alla fine, come uscendo da un sogno nel dormiveglia, Walter accese la luce, bevve un bicchiere d'acqua e poi si sent attratto dal cassetto, come per una specie di compromesso; se non altro poteva dare un'occhiata a quello che il mondo aveva da dirgli. Apr prima il pacchetto da Jersey City. Non conteneva nessun biglietto, solo un cd avvolto in un impenetrabile involucro di plastica. Si trattava di un lavoro da solista di Richard Katz per una piccola etichetta discografica, con un panorama boreale in copertina e in alto il titolo Canzoni per Walter.
Sent un acuto grido di dolore, il suo, e gli sembr quello di un altro. Che bastardo, che bastardo, non era giusto. Gir il cd con mani tremanti e lesse la lista dei brani. La prima canzone era intitolata Due Figli Bene, Niente Figli Meglio.
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- Dio, sei proprio uno stronzo, - disse, sorridendo e piangendo. - Non  giusto, stronzo.
Dopo aver pianto un po' per quell'ingiustizia, e per la possibilit che Richard non fosse del tutto senza cuore, rimise via il cd e apr la busta di Patty. Conteneva un manoscritto, di cui Walter lesse solo un breve paragrafo prima di precipitarsi alla porta, aprirla e agitarlo contro di lei.
- Non lo voglio! - grid. - Non voglio leggere il tuo manoscritto ! Voglio che te lo riprenda e torni in macchina a riscaldarti, perch qui fuori si gela, cazzo.
Patty, in effetti, era scossa dai brividi, ma sembrava bloccata nella posizione rannicchiata e non alz lo sguardo per vedere che cosa aveva in mano Walter. Anzi, semmai abbass ancora di pi la testa, come se lui la stesse picchiando.
- Sali in macchina! Riscaldati! Non te l'ho chiesto io di venire qui !
Forse fu solo un brivido pi violento degli altri, ma Patty sembr scuotere leggermente la testa.
- Ti prometto di chiamarti, - disse Walter. - Ti prometto che avremo una conversazione al telefono, se adesso te ne vai e ti riscaldi.
- No, - rispose Patty con una vocina flebile.
- Va bene, allora! Resta li a congelarti!
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Sbatt la porta, attravers di corsa la casa, usc da dietro e prosegu fino al lago. Era deciso a prendere freddo anche lui, se Patty aveva tanta voglia di congelare. Chiss perch, teneva ancora stretto in mano il manoscritto. Sull'altra sponda del lago brillava lo spreco d'illuminazione di Canterbridge Estates, sui megaschermi televisivi guizzavano le notizie a cui il mondo veniva indotto a credere quella sera. Tutti al caldo nelle loro tane, mentre le centrali a carbone dell'Iron Range immettevano corrente nella griglia, e l'Artico era ancora abbastanza artico da mandare gelate ottobrine nelle foreste temperate. Walter non aveva mai capito come vivere, ma adesso lo capiva meno che mai. Tuttavia, quando il morso del freddo si fece meno tonificante e pi intenso, penetrandogli nelle ossa, Walter cominci a preoccuparsi per Patty. Risal la collina battendo i denti, gir intorno alla casa e la trov riversa, un po' meno rannicchiata, con la testa sull'erba. Non rabbrividiva pi, e questo era inquietante.
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- Okay, Patty, - disse, inginocchiandosi. - Cos non va bene, okay? Ti porto dentro.
Lei si mosse appena, rigida. I muscoli sembravano poco elastici, e dal velluto della giacca non trapelava alcun calore. Cerc di farla alzare ma non ci riusc, e allora la port dentro, la depose sul divano e le mise addosso una pila di coperte.
-  stata proprio una cosa stupida, - disse, mettendo a scaldare l'acqua nel bollitore. - La gente muore per cose del genere. Patty ? Non occorre che ci sia meno venti per morire, basta anche meno uno. Sei stata una stupida a restare seduta l fuori cos a lungo. Insomma, per quanti anni hai vissuto in Minnesota? Non hai imparato niente? Sei stata proprio stupida, cazzo.
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Alz il riscaldamento, le port una tazza d'acqua calda e la mise a sedere per fargliene bere un sorso, ma lei la risput sulla stoffa del divano. Quando cerc di dargliene ancora, Patty scosse la testa ed emise un vago mormorio di protesta. Aveva le dita ghiacciate, le braccia e le spalle fredde e intorpidite.
- Cazzo, Patty, sei stata una stupida. Cosa ti  venuto in mente? E la cosa pi stupida che tu mi abbia mai fatto.
Patty si addorment mentre Walter si spogliava, e si svegli a malapena quando lui tir indietro le coperte, le tolse la giacca, le sfil faticosamente i calzoni e poi si sdrai accanto a lei, con indosso solo le mutande, e rimise a posto le coperte. - Okay, allora stai sveglia, va bene? - disse, cercando
il massimo contatto possibile con la sua pelle fredda come il marmo. - La cosa veramente stupida, adesso, sarebbe perdere conoscenza. Giusto?
- Mm-m, - fece lei.
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La abbracci e la strofin leggermente, maledicendola di continuo, maledicendo la situazione in cui lo aveva messo. Per un bel pezzo Patty non si riscald, continu a passare dal sonno a una debole veglia, ma alla fine qualcosa scatt dentro di lei, cominci a rabbrividire e lo strinse forte. Walter continu a sfregarla e abbracciarla, finch, d'un tratto, Patty spalanc gli occhi e lo fiss.
Aveva lo sguardo vitreo. C'era ancora qualcosa di quasi morto, in quello sguardo, qualcosa di molto distante. Sembrava che Patty gli vedesse attraverso e andasse oltre, nel freddo spazio del futuro in cui presto sarebbero stati entrambi morti, nel nulla in cui Lalitha e la madre e il padre di Walter erano gi entrati, eppure lo stava guardando dritto negli occhi, e lui la sentiva diventare sempre pi calda. E allora smise di guardare i suoi occhi e cominci a guardarvi dentro, ricambiandone lo sguardo prima che fosse troppo tardi, prima che quel legame tra la vita e l'aldil andasse perduto, e le mostr tutta l'abiezione che aveva dentro, tutto l'odio moltiplicato di duemila notti solitarie, mentre entrambi erano ancora in contatto con il vuoto in cui la somma di tutto ci che avevano detto e fatto, di tutto il dolore che avevano inflitto, di tutte le gioie che avevano condiviso, pesava meno di una minuscola piuma nel vento.
- Sono io, - disse lei. - Solo io.
- Lo so, - disse lui, e la baci.
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In fondo alla lista dei finali plausibili per la storia di Walter, i residenti di Canterbridge Estates avrebbero messo la possibilit di dispiacersi della sua partenza. Nessuno, e meno di tutti Linda Hoffbauer, avrebbe potuto prevedere la domenica pomeriggio d'inizio dicembre in cui la moglie di Walter, Patty, parcheggi la Prius del marito a Canterbridge Court e cominci un giro di visite, presentandosi in modo conciso, non invadente, e offrendo loro un piatto avvolto nella pellicola costringerla a tradirsi e manifestare il suo fastidioso progressismo, chiedendole se anche lei fosse appassionata di uccelli ("No, ma sono appassionata di Walter, quindi diciamo che lo capisco", rispose Patty) e se le interessasse trovare una chiesa nella zona ("Mi sembra fantastico che ce ne siano tante fra cui scegliere", rispose Patty), prima di concludere che la nuova vicina era un'avversaria troppo pericolosa per poterla affrontare direttamente. Quasi a completare la sua disfatta, Patty aveva preparato grandi quantit di una crema da spalmare dall'aria squisita, di cui Linda, con un senso di sconfitta quasi piacevole, si riemp il piatto.
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- Linda, - disse Walter, avvicinandola mentre faceva il bis. - Grazie davvero di essere venuta.
- Tua moglie  stata gentile a invitarmi, - disse Linda.
Walter, a quanto pareva, aveva ripreso a radersi regolarmente dopo il ritorno della moglie: adesso aveva una faccia molto rosea. - Senti, - le disse, - mi  dispiaciuto tantissimo per la scomparsa del tuo gatto.
- Davvero? - rispose Linda. - Credevo che odiassi Bobby.
- E vero, lo odiavo. Era una macchina ammazza-uccelli. Ma so che gli volevi bene, ed  brutto perdere un animale.
- Be', sai, adesso ne abbiamo altri tre.
Walter annu con calma. - Cerca solo di tenerli in casa, se puoi. Saranno pi al sicuro.
- Scusa,  una minaccia?
- No, non  una minaccia, - disse Walter. -  la verit. Questo  un mondo pericoloso per i piccoli animali. Posso portarti qualcos'altro da bere?
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Fu chiaro a tutti quel giorno, e nei mesi a seguire, che l'effetto benefico di Patty si esercitava per prima cosa nei confronti di Walter. Adesso, anzich accelerare con rabbia quando incrociava i vicini a bordo della sua Prius, si fermava ad abbassare il finestrino e salutarli. Nei fine settimana portava Patty sullo spiazzo ghiacciato che i ragazzi del vicinato mantenevano sgombro per giocare a hockey e le insegnava a pattinare, cosa che lei impar a fare piuttosto bene in pochissimo tempo. Nei brevi momenti di disgelo i due Berglund facevano lunghe camminate, a volte fin quasi a Fen City, e quando arriv il disgelo vero e proprio, in aprile, Walter torn a bussare alle porte di Canterbridge Court, ma questa volta, anzich rimproverare gli abitanti per i loro gatti, li invit a una serie di passeggiate nel verde in maggio e giugno, insieme a lui e a un suo amico scienziato, per conoscere il patrimonio naturalistico locale e vedere da vicino un po' della vita meravigliosa di cui erano pieni i boschi. A questo punto Linda Hoffbauer abbandon le ultime tracce di resistenza nei confronti di Patty, ammettendo spontaneamente che sapeva come trattare un marito, e i vicini gradirono questo suo nuovo tono e le aprirono un po' di pi la porta.
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E cos, in definitiva, tutti si dispiacquero inaspettatamente nello scoprire, a met di un'estate in cui i Berglund avevano organizzato diverse grigliate e in cambio avevano ricevuto molti inviti, che si sarebbero trasferiti a New York alla fine di agosto. Patty spieg che aveva un buon impiego nel campo dell'istruzione a cui voleva fare ritorno, e che sua madre, i suoi fratelli, sua figlia e il migliore amico di Walter vivevano tutti a New York o dintorni, e che, malgrado la casa sul lago fosse stata molto importante per lei e Walter nel corso degli anni, nulla poteva durare per sempre. Quando le chiesero se sarebbero tornati per le vacanze, Patty si rannuvol e rispose che Walter aveva altre intenzioni. Avrebbe lasciato la propriet a una fondazione locale, che l'avrebbe gestita come rifugio per gli uccelli.
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Pochi giorni dopo la partenza dei Berglund a bordo di un grosso furgone a noleggio, con Walter che suonava il clacson mentre Patty si sbracciava a salutare, una compagnia specializzata venne a erigere un'alta recinzione a prova di gatto intorno alla propriet (Linda Hoffbauer, adesso che Patty se n'era andata, si azzard a dire che la recinzione le sembrava piuttosto brutta), e ben presto arrivarono altri operai che sventrarono la casetta dei Berglund, lasciandone in piedi solo la struttura come rifugio per gufi e rondini. Ancora oggi l'accesso alla riserva  consentito solo agli uccelli e ai residenti di Canterbridge Estates, gli unici a conoscere la combinazione del lucchetto che chiude il cancello, sormontato da una piccola insegna in ceramica con l'immagine di una bella ragazza dalla pelle scura da cui la riserva prende il nome.
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FINE.